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Solve et Coagula - Pagina 73





Capitolo 6 - parte 9


Appena cento metri prima del suo portone, Luisa deviò in una strada laterale ed entrò nella sua cartoleria di fiducia. A dire il vero erano mesi che non ci metteva piede, ma era comunque lì che si serviva le rare volte che doveva acquistare un articolo di cancelleria. Salutò la commessa, una signora di mezz'età con la chioma ossigenata che conosceva solo di vista, e si diresse all’espositore dei biglietti di auguri. Ma quando poi, a una rapida occhiata, vide confermati i suoi timori, ripiegò sulla seconda opzione.
“Non avete biglietti già pronti per inviti a cena, vero?” chiese alla commessa sapendo già la risposta.
“Se li avessimo sarebbero nell’espositore” le confermò la donna.
“E dei biglietti vuoti con delle buste colorate, i più eleganti possibile… li avete?”.
La commessa prima annuì con la testa, poi si abbassò e frugò sotto il banco. Pochi istanti dopo Luisa vide emergere una pila di quattro scatole bianche dal coperchio trasparente.
Le esaminò una dopo l’altra. Il formato poteva andare e anche il tipo di carta, ma non riusciva a decidersi tra i colori disponibili: Lime Green, Seal Brown, Navy Blue, Christmas Red, lesse. Cercò allora di visualizzare, a intuito, i possibili colori preferiti di Alessandra. Gliene apparvero due, pressoché in simultanea.
“Buste color pesca, o lavanda, non ne avete?”.
La commessa la squadrò per un momento in tralice, prima di rispondere. “No, i colori che abbiamo sono tutti qua”. Continuava a parlare al plurale, ma Luisa non ricordava di aver mai visto nessuno eccetto lei dietro al banco del negozio. Doveva trattarsi, si disse, di un plurale maiestatis.
Ci rifletté su ancora un attimo, poi decise per il Seal Brown, forse un po' cupo ma il più formale dei quattro dal suo punto di vista. E per riparare al possibile eccesso di cupezza e formalità aggiunse all’acquisto una confezione di etichette stampate a colori con farfalle di specie diverse.
E questa è fatta, pensò uscendo dal negozio, anche se a casa la attendeva la parte più difficile dell’opera. Sarebbe riuscita a fare un buon lavoro? Ai tempi delle medie tutti, compagni di classe e professori, lodavano la sua calligrafia, ma dubitava di avere ancora intatte le sue capacità dopo così tanto tempo dall’ultima volta che si era impegnata nella scrittura manuale.
Si mise così al tavolo del computer, e iniziò a fare prove su prove. Finché dopo una dozzina di tentativi si giudicò finalmente all’altezza e pronta ad affrontare la bella. Fece il pieno d'aria nei polmoni, esalò tutto e contò fino a tre. Via!
Mi renderebbe immensamente felice averti alla grande cena che darò questa sera nel nostro appartamento. Con te saremo in quattro. Ti aspetto per le 20,00 nello studio-soggiorno.   Luisa

Giudicò il risultato del suo sforzo tutto sommato soddisfacente, per la qualità della calligrafia ma anche per la spontaneità del testo, e mise l’invito nella busta color Seal Brown. Scrisse poi: Ad Alessandra su una delle etichette infarfallate, e la appiccicò sul fronte della busta. L'invito era infine pronto, e le rimaneva solo da attaccarlo alla porta della stanza della sua inquilina.


Commenti

  1. Arrivo in fondo Ivano e..come sempre devo aspettare una vita per sapere la continuazione...
    Un dolce stillicidio!
    ++++++

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    1. Eh eh, lo ammetto... sono un po' sadiko.
      Scherzi a parte, Nella, un milione di grazie per l'affetto che stai dimostrando per la mia novellina :) Spero di continuare a piacerti anche in futuro.

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    2. P.S. Perché dici "aspettare una vita"? Pubblico ben due schegge di narrazione alla settimana...

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    3. "Schegge di narrativa" non era un termine che aveva coniato Romina?

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    4. Possibilissimo che io lo abbia letto da lei durante l'esperienza con il Dedalo. Magari Romina potrà confermarcelo.

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  2. Mmm... chissà perché, invece della farfalla, avrei visto meglio un bel pipistrello gigante sopra la busta. ;-)

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    1. Ma come...? Un essere etereo e angelico come Alessandra! ^_-

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