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5 miei Cinecomics del Cuore - Sexy Heroines vintage collection




La notizia dell'esistenza di questo nuovo bel meme mi è arrivata tramite questo post del blog Moz'O'Clock: I 5 cinecomics del cuore, ma la sua origine va ricercata in quest'altro post del blog W@lly Said: I 5 cinecomics del cuore. Come resistere a parteciparvi? Sebbene, come ho preannunciato in un commento sul primo dei due blog citati, la mia versione del meme sarà molto particolare e assai diversa da queste che mi hanno preceduto. Per questo ho tolto l'articolo iniziale: perché se è indubbio che i cinque che vado a presentarvi sono per me dei cinecomics del cuore, mi è anche venuto spontaneo concentrarmi su un'unica categoria e un unico periodo e dar così vita a un'edizione speciale tutta dedicata alle sexy eroine degli anni '60 e '70. Una scelta circoscritta, quindi, ma che non mi ha impedito, come vedrete, di spaziare ugualmente attraverso un ampio ventaglio di generi, che va dal thriller all'horror, dal cappa e spada alla fantascienza. Seguirò, per l'elenco dei film, l'ordine cronologico, relativamente all'anno di realizzazione o della loro prima uscita nelle sale.

Warning: Post with nudity! / Attenzione: Post con nudi!


1967 - Satanik di Piero Vivarelli


No, quello da ninja non è
il suo costume da battaglia.
Questo film di produzione italo-ispanica con me gioca in casa. Difficilmente potrei infatti darne un giudizio oggettivo, vista la mia grande passione giovanile, solo un po' attenuatasi col tempo, per questo particolare personaggio del fumetto nero italiano degli anni '60. Posso solo dire che con la sua essenziale fedeltà alla scrittura e alle atmosfere "gialle" del Max Bunker di quel periodo, il Satanik di Piero Vivarelli (1927- 2010) non ha fatto nessuna fatica a trovare posto tra i miei cinecomics del cuore. Certo, un po' più di attenzione all'apporto creativo di Magnus, con quel che ha saputo aggiungere di suo con matite e pennelli, non avrebbe guastato, ma per questo ci sarebbe voluto un signor regista come Mario Bava (che ha invece preferito occuparsi di un altro, più noto, personaggio con la k finale, forse però non altrettanto adatto a lui).
Tra le pecche più evidenti, annovero senza dubbio il poco convincente trucco applicato al volto di Marny Bannister in versione Jekyll, cioè pre-siero; il poco comprensibile spettacolo di strip-tease, in costume simil-ninja, della bella Satanik/Hyde; e il finale, con la sua aria un po' abborracciata. A parte ciò, per il resto a me questo film piace. E approvo anche la scelta di affidare la parte di protagonista all'attrice polacca Magda Konopka, le cui caratteristiche fisiche la rendono del tutto compatibile con la Satanik del fumetto.


Nel fumetto: Marny Bannister/Satanik (disegnata da Magnus)
prima e dopo la cura di bellezza.

Sullo schermo: Marny Bannister/Satanik (interpretata
da Magda Konopka) prima e dopo la cura di bellezza.


1968 - Barbarella di Roger Vadim


E ora, prendete quel che ho scritto sopra su Satanik e rovesciatelo. Se infatti Barbarella è in lista, il merito è stavolta tutto di questo film di produzione italo-francese, visto che a me il tanto celebrato fumetto di Jean-Claude Forest da cui è derivato, non è mai piaciuto.
Comunque sia, nello stesso anno in cui un certo Stanley Kubrick utilizzava lo spazio cosmico per la sua più famosa passeggiata filosofica, succedeva che un tale Roger Vadim preferisse farne il teatro di uno stralunato viaggio psichedelico, in tipico stile anni '60, che vanta anche il primato di capostipite del genere fanta-erotico. Come in Satanik, ci troviamo pure qui ad assistere a uno strip-tease, ma ben più calamitante dell'altro: quello, in assenza di gravità, di Jane Fonda, tale da far annoverare i titoli di apertura della pellicola tra i più memorabili della storia del cinema. Vedere per credere.



E che dire, sempre a proposito di psichedelia anni '60, delle splendide locandine che seguono?




1969 - Isabella duchessa dei diavoli di Sergio Corbucci

...più seducente di Angelica, più perfida di Cleopatra, più astuta di Modesty Blaise.
(dalla quarta di copertina del fumetto)

La bellissima e sensualissima spadaccina Isabella de Frissac, signora di Chateau Salins di Lorena, soprannominata la duchessa dei diavoli, vive le sue avventure di cappa e spada nella Francia dell'epoca di Luigi XIII, Maria de' Medici e Richelieu.
L'appellativo "duchessa dei diavoli" le deriva dall'essere stata allevata, dopo l'uccisione dei genitori da parte del barone alsaziano Eric von Nutter, da una tribù di zingari denominata appunto "i diavoli". E' ovviamente chiara l'intenzione, da parte dei creatori del personaggio, i fumettisti Sergio Cavedon e Renzo Barbieri, di omaggiare a modo loro la celebre eroina Angelica marchesa degli angeli (Angelica di Sancé de Monteloup, Contessa di Peyrac e Marchesa del Plessis-Bellière), avventurosa protagonista di tredici historical romances scritti dai coniugi Anne e Serge Golon e di cinque film derivati. Le due belle e disinibite eroine condividono più di una cosa, del resto, dalla prorompente sensualità al carattere indomabile che le conduce a procacciarsi guai ripetizione, fino alla comune appartenenza al XVII secolo, sebbene Angelica viva le sue avventure alcuni decenni più tardi rispetto alla sua emula Isabella, e precisamente all'epoca di Luigi XIV di Borbone, meglio conosciuto come Re Sole.

Sergio Corbucci (1927-1990), dal canto suo, fa un lavoro egregio di trasposizione e il suo film è una vera delizia per tutti i fan della capostipite del fumetto erotico italiano, che vedono magicamente prender vita su schermo la figura sommariamente delineata su carta dal fin troppo rapido tratto di pennarello di Sandro Angiolini (1920-1985). Assai indovinata, a questo proposito, la scelta degli addetti al casting di impegnare nel ruolo Brigitte Skay (1940-2012): sebbene il modello utilizzato nel fumetto fosse Brigitte Bardot, è in realtà difficile immaginare qualcuna più adatta della bellissima attrice tedesca a dar volto, e corpo, alla nostra Isabella.


Isabella a duello con la sua nemesi eterna: il barone alsaziano Eric von Nutter,
da lei sfigurato e costretto per questo a indossare una maschera di cuoio.


Purtroppo, però, il film è lontano dall'incontrare lo stesso successo di pubblico del fumetto, e per questo, a differenza di quel che era stato per Angelica, nel caso di Isabella non vi saranno seguiti.


1973. Baba Yaga di Corrado Farina


Prima della serie tv del 1989 con Demetra Hampton, il personaggio di Valentina, creato da Guido Crepax (1933-2003), fu utilizzato da Corrado Farina (1939-2016) per questo suo film. Che è, lasciatemelo dire, un gran bel film.
Nei panni della più celebre, e sexy, fotografa del mondo dei fumetti figura Isabelle de Funès, nipote canterina del più famoso Luis de Funès, mentre il ruolo della titolare del film, la strega Baba Yaga antagonista di Valentina, è affidato a un'ottima Carrol Baker. Seconde scelte entrambi, in ogni caso, visto che il regista avrebbe in realtà voluto Elsa Martinelli nel ruolo di Valentina e Ornella Vanoni in quello di Baba Yaga. Sarà forse per questo che la palma del carisma in questo film va piuttosto assegnata, a mio modesto parere, a Ely Galleani, semplicemente perfetta nei panni della bambola di carne Annette?
Purtroppo non so cosa ne pensasse esattamente Guido Crepax al riguardo, visto che nella sua lettera a Corrado Farina, scrive soltanto: "...giudicando da "spettatore", ti dirò che ho avuto l'impressione di una Valentina "giusta" (giusta nel film, dico), una Baba Yaga un po' mancata (troppo simpatica, soprattutto!) e un Arno [il protagonista maschile della storia, interpretato da George Eastman] anche lui simpaticissimo, ma piuttosto spaesato, come veneziano in particolare". Di Ely Galleani, appunto, sembra essersi dimenticato.


Foto di scena con la triade delle interpreti femminili: Ely Galleani (Annette, a sinistra),
Carrol Baker (Baba Yaga, al centro) e Isabelle de Funès (Valentina, a destra). Dal sito della rivista Nocturno.


Le intenzioni originali di Farina, studioso e anche autore di fumetti, erano in ogni caso quelle di riprodurre fedelmente su schermo il linguaggio grafico di Crepax, cosa che, secondo lui, non era riuscito a fare nessuno dei suoi predecessori con la rispettiva fonte originale: non vi era riuscito Vivarelli con Satanik, Bava con Diabolik e neanche Vadim con Barbarella. Ma lui stesso alla fine giudicò di non esserci riuscito a sua volta e andò così a ingrossare, suo malgrado, la fila dei registi "inadeguati". Per la cronaca, in un intervista del 2009, Farina ha dichiarato, all'intervistatore francese, che l'unico regista della storia che abbia avuto successo in questa difficile impresa di trasposizione di linguaggi è stato Robert Rodriguez con il suo Sin City (2005). Chissà se avrà poi aggiunto altri titoli al paniere, dato il gran numero di film ricavati dai fumetti prodotti tra il 2009 e il 2016, anno della sua scomparsa.*


Meno male che c'è anche chi, come Valentina, non trascura i classici...


Lo sfogo di Corrado Farina sulla copertina del Final Cut della Shameless:
"Finalmente, dopo 35 anni, potete vedere il mio film com'era prima che i produttori lo facessero a pezzi."


Le (uniche) storie di Diabolik e Zakimort scritte da Corrado Farina.


1974 - Flesh Gordon di Michael Benveniste e Howard Ziehm


Da sinistra a destra: la locandina italiana (1975)
prima e dopo l'intervento della censura.
Dal 1929 al 1933 l'America aveva sofferto di una devastante crisi economica. La popolazione necessitava di qualcosa che gli risollevasse il morale e gli infondesse coraggio. Decisiva, in quest'opera di ricostruzione, fu l'invenzione del supereroe: Flash Gordon, Capitan Marvel, Buck Rogers, Superman e molti altri. Erano loro i custodi del bene e della forza morale che la nazione ammirava sopra ogni altra cosa in quel periodo di bisogno.

Nei tormentati tempi odierni, noi, i produttori, crediamo esista un crescente bisogno di intrattenimento umoristico. Consapevoli perciò del rispetto dell'America per le cose del passato, noi, nello spirito del burlesco e della satira abbiamo creato un nuovo eroe popolare, che unisce allo spirito dei vecchi tempi l'oltraggiosità dei nuovi.

I creatori degli eroi dell'altroieri, come coloro che li hanno immortalati sullo schermo o nelle strisce a fumetti, non hanno avuto nulla a che fare con la produzione di questo film, che però non sarebbe mai esistito senza di loro, poiché sono state le loro idee e le loro visioni di altri mondi a ispirarlo. E' a questi innovatori, e ai loro fan sparsi in tutto il mondo, che noi dedichiamo Flesh Gordon.

E' con queste parole di introduzione, su fondo nero, che si apre Flesh Gordon. Cioè con un atto di riconoscenza, di devozione quasi, verso i grandi protagonisti del fumetto avventuroso degli anni '30, a firma dei produttori Howard Ziehm e William Osco. Due nomi del porno che, negli anni '70, erano garanzia di alto artigianato, il che, tradotto in altri termini, significa storie non banali, regia attenta, scenografie e costumi accurati, grandi musiche e, in questo particolare caso, anche grandi effetti speciali e grandissima animazione in stop-motion.

Ricordo bene che vidi questo film a metà degli anni '70, al momento della prima uscita nelle sale italiane, e qualcosa in me seppe da subito che non me ne sarei mai più liberato, come del resto è successo con alcune altre pellicole, forse una dozzina in tutto, che vidi nello stesso periodo.




Da non confondere con Flash Gordon, recita la locandina originale. Come dire che basta una sostituzione di vocale a fare tutta la differenza e a spostare tutto sul piano della carne (flesh in inglese). Eppure voglio credere che qualunque fan di Flash (con la "a") Gordon, come io ero e sono, riconosca in questo film un sentito omaggio più che un oltraggio. La fantasia barocca dei disegni di Alex Raymond, che è ciò che segna il vero solco di separazione delle pagine di Gordon da quelle di tutti gli altri grandi fumetti nati negli anni '30, vi è di fatto conservata per intero, come penso dimostri anche bene la necessariamente striminzita rassegna di fotogrammi che segue.


L'oscura fortezza del tiranno Wang, the perverted one (il tiranno Ming, nelle storie originali di Alex Raymond).

L'incantata Arboria, dominio ecologista di Prince Precious (Prince Barin, nelle storie originali di Alex Raymond).

Il risveglio del Grande Dio Porno: Ray Harryhausen docet!


E che dire, poi, dell'omaggio finale a King Kong, che vendica finalmente tutte le Ann Darrow del cinema passato, presente e, temo, futuro?


La famosa sequenza che tutti i fan attendono, inutilmente,
da una vita di vedere nei film di King Kong.


Postilla: Inutile dire, per chi conosce a fondo questo blog, che mi sarebbe molto piaciuto poter far figurare in questa lista anche una qualunque pellicola con protagonista Modesty Blaise, ma i due film che ho visto tratti dalle strips di O'Donnell: Modesty Blaise, la bellissima che uccide (1966) e Il mio nome è Modesty (2004), tradiscono talmente il personaggio, nello spirito e nella lettera, che mi è stato del tutto impossibile citarli. In quanto al film pilota del 1982 della prevista serie TV Modesty Blaise, per fortuna poi non realizzata, non ho neanche mai sentito il bisogno di vederlo.


* * *


Note al testo


* Sia la lettera di Guido Crepax, sia l'intervista francese di Corrado Farina sono reperibili sul sito ufficiale del regista: Corrado Farina - Sito ufficiale.

L'immagine di apertura del post è un fermo immagine del film Flesh Gordon.

Commenti

  1. Una carrellata davvero molto "fine anni 60/inizi anni 70" a prescindere dalla mera collocazione temporale dei film in questione :-D
    Confesso che il pur celeberrimo "Barbarella" non l'ho ancora visto, e riconosco, come dici, che la sequenza dei titoli di testa con la sexy e giovanissima Jane Fonda è un ottimo incentivo a colmare almeno questa lacuna.

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    1. Contento di averti incentivato almeno per un quinto, Ariano, sebbene dal punto di vista del mio cuore meritino tutti la visione ;-)

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  2. Bello. Dei film citati ho visto Satanik di cui ho la raccolta dei fumetti. poi ho visto Barbarella, gli altri non li ho mai visti. Hai citato Diabolik e Zakimort, ebbene potevano mancare alla mia collezione di Fumetti? Naaa, in formato digitale ma li ho. Bella carrellata di immagini, come sempre del resto.

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    1. Io quel Diabolik lì è uno dei pochi che ho in casa in cartaceo. Mentre lo Zakimort, non vorrei sbagliare, ma mi sembra di averlo visto di recente in un negozio di usato in centro... devo correre a verificare ed eventualmente acquistare.
      Hai visto due film su cinque della lista? Be', allora, da appassionato a appassionato, posso solo dirti: Che aspetti? Datti da fare con i recuperi ;-D
      E grazie per il mega apprezzamento del post e la ricondivisione :-))

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  3. Credo di aver visto solo Barbarella almeno coscientemente, ma alcune immagini di Baba Yaga mi sono familiari.

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    1. Non ho idea del modo in cui potresti aver visto "Baba Yaga", Raffaele. Forse in qualche passaggio televisivo? In tal caso si tratterebbe però della versione maltrattata dai produttori...

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  4. Ottima disanima. Di mio aggiungo solo che in Satanik compare anche l' ottimo caratterista Umberto Raho. Uno di quelli che non vengono quasi mai ricordati dagli esperti ma che hanno realmente fatto la storia del Cinema di genere.

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    1. Se è il poliziotto cicciottello che aiuta Trent nella caccia a Satanik, è in effetti un volto che mi sembra di aver visto molte altre volte.
      Grazie anche a te per aver apprezzato il post, Nick :-))

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  5. Bellissimo post, come mi aspettavo da te.
    Addirittura Flesh Gordon, un colpo di classe niente male... Lo conoscono davvero in pochi!
    Satanik... l'attrice truccata male per me è semplicemente lei struccata. Poi la conciano da battona e diventa Satanik XD
    W la duchessa dei diavoli, e viva ovviamente sempre Barbarella. Film e fumetto, capolavori.
    Il film di Biancaneve, per restare in tema eroine, non ti piacque?
    Valentina, amo la versione telefilm. Ma Baba Yaga capolavoro assoluto.

    P.s. grazie per la menzione :)

    Moz-

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    1. Menzione doverosa, Miki che spero contribuisca anche a invogliare altri a partecipare. E grazie mille per il super gradimento del post, e per avermi fatto conoscere questo bellissimo meme.

      Il film di Biancaneve, immagino intendi quello con la futura poetessa Michela Miti, ricordo che mi piacque ma è fuori dei due decenni, visto che appartiene agli eighties.
      Il trucco di Satanik è davvero inguardabile, in compenso l'attrice nei sixties era ancora in splendida forma fisica.
      "Isabella duchessa dei diavoli" è un vero piccolo capolavoro, anche se "Baba Yaga" lo supera di una spanna buona.
      "Flesh Gordon"? Per me semplicemente irrinunciabile ^__^

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    2. Già, Biancaneve in effetti fu realizzato dopo...
      Il trucco di Satanik per me è semplicemente lei... struccata :)
      Domani cercherò in fiera qualche bel fumetto tra questi^^

      Moz-

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    3. Non mi resta allora che augurarti buona ricerca... io invece sarò in azione domenica mattina ;-)

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  6. Conosco di nome solo l'ultimo ma nessuno ho visto, generazione del tutto differente...tuttavia alquanto interessante vedere come prima si osava di più ;)

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    1. Era una continua lotta con la censura, Pietro, come dimostra anche la locandina italiana di "Flesh Gordon", ma sicuramente, nel complesso, i registi (e non solo loro) erano più liberi di osare.

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  7. Post meraviglioso: con le eroine sexy non hai bisogno di molto per convincermi :-P
    Alcuni di questi titoli li conosco più "a pezzi" che interi, nel senso che li ritrovavo spesso in documentari di cinema - nei bei tempi andati quando ne trasmettevano in TV - ma non credo di averli mai visti per intero.
    Noto però che sono tutti personaggi a fumetti vivissimi. Crepax e Satanik sono ancora ristampati in antologie, Diabolik esce ancora e la Dynamite cura Flash Gordon così come ha appena lanciato la serie ufficiale di Barbarella. Ah, e Isabella è venduta in digitale dalla
    Vanda ePublishing, se nel frattempo non ci hanno rinunciato.
    Mi piacerebbe partecipare all'iniziativa ma i cinecomics dei personaggi che amavo non li ho mai sopportati, e non è che quelli tratti dai personaggi che non conoscevo mi abbiano mai soddisfatto. Quindi non avrei alcun titolo da riportare...
    Ti saluto con il videoclip di "Them", in cui la giovane dj britannica Jem omaggia palesemente Barbarella ;-)
    http://youtu.be/k53NGe64RBU

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    1. Grazie infinite del "meraviglioso", Lucius!
      Peccato però sentire che non parteciperai all'iniziativa. Ma del resto anch'io se non mi fossi escogitato questo escamotage mi sarei trovato in difficoltà ;-)

      Niente male l'omaggio di Jem, che non conoscevo. Rispondo segnalandotene un altro, di origine extraeuropea:
      https://www.youtube.com/watch?v=L8eRzOYhLuw

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  8. Brrr... con Ornella Vanoni sarebbe stato un horror...
    Io di Barbarella so solo che il protagonista maschile ha dato l'ispirazione per il nome della band inglese dei Duran Duran, che nel 1996 omaggiarono la pellicola col singolo Electric Barbarella.

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    1. Be', Baba Yaga è in genere considerato un horror, anche se il regista da parte sua preferiva classificarlo come di genere "gotico".
      Mentre la storia di Barbarella verte proprio su Barbarella alla ricerca del disperso Duran Duran, con la conseguenza che lui entra in scena abbastanza tardi nel film. Diciamo che il principale protagonista maschile è in realtà l'alato Pygar.

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  9. Le ricordo tutte anch'io, ci tolgo soltanto la terza

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    1. In effetti non siamo in molti a sapere che dal fumetto Isabella è stato anche tratto un film. E che film!

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  10. C'è come una pruderie in tutte queste produzioni, tipica di quegli anni.
    Per altro, se questo approccio col corpo femminile fosse messo su pellicola adesso (uso un termine obsoleto), sono certa che sarebbe classificato come "B movie" o "vietato ai minori".
    Che ne pensi?

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    1. In realtà, Luana, molti di questi film che negli anni '60/'70 erano vietati ai 18 oggi lo sarebbero ai 14 o addirittura sarebbero senza divieto.
      In quanto a "B movie", è una particolare categoria cinematografica che indica film spesso dalla realizzazione "sporca" e con contenuti ritenuti poco sani o carenti dal punto di vista intellettuale.

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  11. Qualcuno di questi film l'ho visto, ma credo che il loro mito, se c'è, non sia dovuto a qualche misteriosa qualità, ma solo al fatto che all'epoca avevamo 100 anni di meno...

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    1. Io penso invece che ci sia una differenza sostanziale. Basta fare un confronto tra questi vecchi cinecomics e quelli prodotti oggi... la differenza è abissale e secondo me tutta a svantaggio dei cinecomics attuali.

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    2. A caldo sono ovviamente d'accordo con te, Ivano, ma purtroppo una qualche legge del contrappasso mi ha chiuso in un girone infernale molto curioso: quello in cui sono costretto ad ascoltare persone anche mie coetanee discettare su quale film degli Avengers sia qualitativamente migliore, oltre ad analizzare minuziosamente le differenze fra DC e Marvel.
      Senza farla troppo lunga, ho notato che l'apparato critico nel corso dei decenni si è modificato vertiginosamente e quindi temo che per giudicare un film si usino parametri talmente eterei e personali (ad essere ottimisti) per cui una futura classifica dei cine-comics vedrà solamente scelte contemporanee perché viste come "fresche" e "giovani" al contrario dei predecessori, vecchi barbogi. Ho visto troppe persone cambiare idea a scatto automatico ad ogni uscita di film per avere ancora fiducia in una vera critica, che abbia sì elementi personali ma che sappia anche guardare il film sia dall'alto che dal di dentro. Invece ormai sembra ci sia un meccanismo automatico: Esce X, è un capolavoro; esce X², è un capolavoro perché è fatto meglio di quella porcata di X; esce X³ è un capolavoro perché è più moderno, mica come quell'inutile vecchiume dei precedenti due film. Esce Y, ti ricordi X? No, mai sentito, cos'è X?...

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    3. In realtà, da vecchio appassionato, io avevo iniziato guardandoli tutti i nuovi cinecomics, che fossero DC, Marvel o altro. Ma più andavo avanti con le visioni più la mia impressione era di non stare guardando dei veri film ma qualcosa come dei videogiochi messi in forma di film, solo infarciti di battute buone forse per i bambini delle elementari. E mi cresceva di pari passo il disgusto. Così alla fine me ne sono tirato completamente fuori. Che devo dirti, Lucius, avrò gusti preistorici ma per il cinema è altro.

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    4. Sono d'accordissimo con te, è in pratica la mia stessa sensazione: battutismo infantile e scene che non hanno nulla di cinematografico, molto più simili a quegli intervalli video che nei videogiochi separano un livello da un altro. E visto che dal Duemila il morente cinema si affida sempre più pesantemente ad una platea di videogiocatori - cioè di persone che spendono cifre enormi e quindi si spera comprino anche dei biglietti per le sale - non si può parlare di "caso": è uno stile volutamente diretto ad un pubblico fortemente caratterizzato, assolutamente non generico. Giovani videogiocatori. Nulla di male, quello che mi stupisce è che conosco tantissimi ultraquarantenni non giocatori che discettano sulla "filosofia" degli Avengers...
      Il mio discorso è che temo che questa tendenza porti a giudicare un film tramite elementi che con il cinema non hanno nulla a che vedere. Io, come ti dicevo, sono d'accordo con te, ma vedo sempre più persone che invece giudicano a seconda della contemporaneità di un film e quindi il "nuovo" sarà sempre migliore del "vecchio", al di là di qualsiasi pregio o difetto.

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  12. Dovrò vedere Flash Gordon prima o poi! Mi capita davanti da qualche anno e mi incuriosisce molto.
    Buondì Ivano!

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    1. Buongiorno Alessia :-)
      Temo che tu, come forse altri che hanno commentato in precedenza, ti stia riferendo, appunto come scrivi, a Flash Gordon e non a Flesh Gordon che è il film da me proposto qui.

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    2. Sì, ho avuto una svista! xD
      Però essendo una sorta di omaggio anche a Flash Gordon me lo ha riportato alla mente!

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  13. Satanik e Barbarella li conosco di fama, ma non li ho mai visti, sarebbe interessante vederli. Jane Fonda è bellissima, l'ho sempre ammirata anche come attrice.

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    1. Barbarella è un in effetti film abbastanza famoso. Molto meno però il film di Satanik, il cui nome è più probabile ti riecheggi a causa del fumetto.
      Grazie Giulia e a presto :-))

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  14. Di questi film non ne ho visto mezzo, neppure la tanto decantata Barbarella e penso che non andrò a cercarne nemmeno uno, ma so che esiste un pubblico appassionatissimo e va bene così. :) Ciao Ivano, ti ho lasciato un commento sulla quarta parte dello splendido articolo su Tyra Kleen ^^

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    1. Ciao Cle! Sì, mi è arrivata la notifica del commento, ma è che ho i tempi risicatissimi in questo periodo. Comunque ora corro subito a leggere :-)

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  15. Ho rischiato di perdermelo questo post, ma mi sono preso il tempo per leggermelo e ti devo fare i complimenti, anzi applausi a scena aperta per la riflessione finale su King Kong. Molti di questi film mi mancano, ma mi hai fatto venire voglia di andarli a cercare! Cheers

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    1. Naturalmente secondo me valgono tutti e cinque la pena, Cassidy, altrimenti non sarebbero qui. Ti auguro una buona ricerca e una altrettanto buona visione. Oltre che invitarti a partecipare a questo bel meme, che mi sembra tagliato su misura per te.
      E grazie mille per la bella accoglienza del post! Chissà che prima o poi il miracolo non accada con King Kong (anche se la vedo dura) ;-D

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  16. Spero di far cosa gradita segnalandoti questo pezzo, uscito oggi sul Zinefilo: è la mia traduzione di un articolo risalente al 1976 che dimostra quanto il cinema dell'epoca fosse attratto dai fumetti (e dalle eroine femminili di carta). Vengono ventilati progetti purtroppo quasi tutti destinati a fallire, apparendo anni dopo in produzioni decisamente minori rispetto alle aspettative. Però è intrigante vedere come all'epoca il cinecomic fosse così "di grido" ;-)

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