Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, per offrire un migliore servizio ai lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. Per maggiori dettagli puoi leggere la seguente Informativa estesa.

The Studio Section 3 - Berni Wrightson /6




Len Wein ed io eravamo probabilmente il duo scrittore-artista con più affinità reciproca attivo in quegli anni nel campo del fumetto.
Berni Wrightson

* * *

Ho scelto, per questo speciale interamente dedicato alla serie Swamp Thing, di adottare lo stesso sistema che ho utilizzato nel quinto post della Section Three per presentare il volume Badtime Stories. Offro cioè, di ogni storia, una mia breve presentazione accompagnata dall'immagine di una pagina tra le più significative dell'albo, e, ogni volta possibile, dal parere dello stesso Berni Wrightson. Avendo inoltre già preso in esame, nel post citato, sia il numero 92 di House of Secrets, contenente la primissima storia, autoconclusiva, di Swamp Thing, sia il primo numero della serie ufficiale con la riscrittura delle origini (Dark Genesis), considererò adesso le rimanenti nove del totale di undici storie disegnate da Wrightson con protagonista la "cosa della palude".


Swamp Thing #2 – The Man Who Wanted Forever (jan-feb 1973)


La seconda storia del nuovo Swamp Thing presenta ai lettori un brusco (secondo alcuni troppo brusco) cambio di scena, che gli albi successivi non faranno che confermare: da un'ambientazione relativamente ordinaria, e una vicenda dove a giocare un ruolo chiave è un esperimento scientifico, si passa a una dimensione popolata di creature fantastiche, in cui a prevalere è l'aspetto magico e sovrannaturale.
Swamp Thing viene rapito da un esercito di mostriciattoli, sbucati dal nulla nella sua palude, e trasportato nei Balcani, nel castello di Arcane, un negromante impegnato nella ricerca del segreto della vita e dell’immortalità, con chiare ambizioni da mad doctor. Swamp Thing sembra possedere proprio quel tipo di corpo, pressoché indistruttibile, che fa al caso suo e tutto quello che serve è un travaso di coscienza.
Entrano intanto nel novero dei protagonisti fissi due dei personaggi del primo albo: l’agente della sicurezza Matt Cable e il cane Mutt. Il primo incolpa la cosa della palude dell'omicidio dei coniugi Holland (ma si tratta, naturalmente, di un abbaglio, visto che Alec Holland e Swamp Thing sono uno stesso essere); il secondo ha impiantato nel cranio, all’insaputa di tutti, un trasmettitore con cui il Conclave segue da lontano il corso degli eventi, in attesa del momento più propizio per intervenire.

Sebbene la DC abbia concesso a Berni Wrightson la possibilità di colorare lui stesso le pagine di Swamp Thing, la coloritura di questo secondo albo, a causa di un ritardo in corso d’opera per disguidi postali, è affidata a Glynis Lein, moglie dell’autore dei testi della serie Len Wein. Della serie: tutto il mondo è paese.

BW: E’ uno dei miei due albi preferiti della serie; l’altro è il quinto. La storia conteneva tutte queste piccole creature divertenti da disegnare. Molte persone vedono le storie successive come un passo indietro, perché questa era davvero molto buona.

* * *


Swamp Thing #3 – The Patchwork Man (mar-apr 1973)


Matt Cable, ossessionato dalla sua sete di vendetta, si reca nei Balcani sulle tracce di Swamp Thing, che crede responsabile della morte della coppia di scienziati Linda e Alec Holland. E’ ovviamente ignaro del fatto che Swamp Thing e Alec Holland sono un unico essere.
Continuano gli omaggi del trio Orlando-Wein-Wrightson alla tradizione classica del gotico e del fantastico. Dopo il mad doctor, non può che essere il turno del mostro di Frankenstein, che nell’episodio altri non è che il fratello di Arcane.

In questo terzo albo entra in scena un nuovo personaggio fisso della serie: Abigail Arcane, figlia del mostro e nipote del negromante Arcane, che in men che non si dica diventa la compagna di vita e di avventure di Matt Cable.

BW: Il soggetto della storia è mio, ed è l’ennesima variazione di un tema usurato. Ho usato una gran quantità di retino in alcune pagine, in particolare per la faccia del mostro a pagina 17 (sopra a lato). Mi sono proprio divertito con quest’albo. L’idea è presa da Frankenstein, ma la storia è riuscita molto bene.

* * *


Swamp Thing #4 – Monster of the Moors (maj-jun 1973)


Durante il loro volo di ritorno in America, Matt Cable, la compagna Abigail Arcane, e il loro pilota (ma trasportano, senza saperlo, anche un ingombrante passeggero di nome Swamp Thing), sono costretti a un atterraggio di emergenza nella brughiera scozzese. Non sanno di essere anche divenuti vittime di una trappola orchestrata ad arte dai MacCobb, una coppia di anziani coniugi che vive in una lugubre dimora isolata dei paraggi.

La storia è considerata dai più poco originale, ma ha il grande pregio di permettere a Berni Wrightson di ridisegnare l’archetipo dell’uomo lupo, anche in relazione al cinema.

BW: Questo albo non mi ha offerto grandi opportunità, perché tutto si svolge in una brughiera. Ho cercato di trasmettere una certa atmosfera. Il vero momento degno di nota è il disegno a pagina intera dell’uomo lupo a pagina 18 (a lato). Non vedevo l’ora di arrivare a disegnare quel punto della storia.

* * *


Swamp Thing #5 – The Last of the Ravenwind Witches (jul-aug 1973)


Dalle brughiere della Scozia, dopo alcune pagine di peripezie, Swamp Thing finisce a Divinity, una immaginaria cittadina del Maine. Fa amicizia con due ragazzi, fratello e sorella, in fuga dal villaggio. La ragazza, Rebecca Ravenwind, è accusata di essere una strega.

BW: E’ l’albo che preferisco della serie insieme al secondo. Ho avuto l’opportunità di inserirci molte cose che richiamavano i vecchi albi della EC Comics. La splash page ha una figura che guarda verso i lettori e li mette sull’avviso. Lo stesso effetto è ripetuto alla pagina 13, per mostrare la repulsione degli abitanti del villaggio. La coloritura è stata bene eseguita e la copertina è una delle migliori.

* * *


Swamp Thing #6 – A Clockwork Horror (sep-oct 1973)


Nel suo continuo vagabondare, Swamp Thing si ritrova stavolta nel Vermont, dove viene soccorso da Alec e Linda Holland, cioè dalla sua precedente identità e dalla sua defunta moglie. I due lo conducono in un misterioso villaggio svizzero chiamato Bürgess, fondato e governato da un orologiaio di nome Hans Clochmann.

L’albo riunisce per la prima volta sulla stessa scena tutti i protagonisti della serie: Matt Cable, Abigail Arcane, il cane Mutt, il Conclave e, naturalmente, la Cosa della Palude.
Ma i robot non donano a Swamp Thing. La storia, assai poco riuscita nei testi come nei disegni, segna a mio avviso l'inizio del declino della serie.

* * *


Swamp Thing #7 – Night of the Bat (nov-dec 1973)


Swamp Thing è sulle tracce degli uomini del Conclave, che hanno fatto prigionieri Matt Cable e Abigail Arcane. La sede centrale dell'organizzazione è a Gotham City, la città di Batman, ed è quindi ineludibile l'incontro-scontro tra i due, in una storia che sembra però servire meglio l'uomo pipistrello che la "cosa della palude". Potrebbe in altre parole essersi verificato proprio quello che temevano i fan, che si erano in gran parte ribellati all'idea dei crossover tra Swamp Thing e i personaggi in calzamaglia della casa madre. Di grande suggestione, ma è perfino superfluo dirlo, la resa grafica di Batman di Berni Wrightson.

C'è da annotare ancora che l'ingombrante cane Mutt - animale da compagnia del nostro antieroe ma anche inconsapevole pedina del Conclave - toglie definitivamente il disturbo, insieme forse al Conclave stesso, nel finale dell'albo.

BW: Mi sono sempre piaciuti il mistero e l’oscurità che avvolgono la figura di Batman e sono stato contento di fare una storia con lui dentro.

* * *


Swamp Thing #8 – The Lurker in Tunnel 13 (jan-feb 1974)


Lasciatasi alle spalle Gotham City, Swamp Thing si ritrova a vagare nella catena degli Appalachi. Ad attenderlo, nelle profondità di una miniera abbandonata dell’antica città mineraria di Perdition, c'è l'orrore cosmico di M'Nagalah, un'antichissima entità dell'oltrespazio che ne ha fatto il punto di partenza del suo progetto di dominio sull'universo.
* * *


Swamp Thing #9 – The Stalker From Beyond (mar-apr 1974)


Swamp Thing fa ritorno a Bayou County, la palude della Louisiana dove è avvenuta la sua trasformazione e ha avuto inizio la sua seconda vita. Lo guida la speranza di trovare il modo per tornare umano, grazie agli strumenti del vecchio capannone-laboratorio, ma al suo arrivo lo trova occupato... da una navicella spaziale e dal suo pilota.
Ma l’arrivo dell’UFO non è passato inosservato neanche agli occhi del governo, che invia sulle sue tracce una squadra di sei uomini. Tra questi, a fare da guida, c’è l’agente della sicurezza Matt Cable.

BW: Stavo ormai perdendo interesse nel realizzare la serie ed eravamo sempre più in ritardo con le consegne. A volte sembrava che Len ci mettesse delle settimane a far avere le mie tavole al letterista. Quando mi tornavano indietro per l’inchiostratura dovevo recuperare il tempo perduto da ognuno. Nei fumetti non ha importanza chi è il primo responsabile del ritardo, ma solo chi lo è per ultimo. I miei inchiostri erano l’ultima cosa a finire nell’albo ed io ero quello incolpato del ritardo.
Chiesi a Mike Kaluta e Jeff Jones di darmi una mano con l'inchiostratura e Jeff Jones si occupò di gran parte dell’albo. Non posso incolparlo di aver fatto un cattivo lavoro, perché è il meglio che poteva fare con le mie matite, davvero difficili da inchiostrare. Ma il risultato è davvero deprimente.

* * *


Swamp Thing #10 – The Man Who Would Not Die (maj-jun 1974)


Ultimo numero della serie disegnato da Berni Wrightson, che, come a voler chiudere un cerchio, riporta sulla scena il mad doctor Arcane e alcuni dei suoi mostruosi minions. Ma né la buona scrittura della storia, né le ritrovate atmosfere gotiche che gli sono così congeniali, bastano a far tornare l’irrequieto artista sulla sua decisione.

BW: Io ho inventato la trama e Len ha scritto i testi. Prima di cominciare chiarii a tutti che sarebbe stato il mio ultimo albo. Eravamo nuovamente in ritardo ed io non ne potevo più. Riportai sulla scena i personaggi della seconda storia, determinato a fare del mio meglio. Ma più andavamo avanti, più il mio entusiasmo svaniva. Il risultato è un albo davvero fiacco. Ed è un peccato, perché la storia aveva un buon potenziale e avrebbe potuto uscirne qualcosa di davvero buono.

* * *


Per le citazioni: A Look Back. Underwood-Miller, 1979, 1991; Edited by Christopher Zavisa.

L'immagine in alto sotto il titolo è: Bernie Wrightson, Swamp Thing (2003, detail).

Commenti

  1. Mi sono "fumato" quasi un mese di post, mi rimetterò in pari, per ora ti lascio un saluto Ivanone.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi pare di aver capito che sei stato impegnato altrove ^^
      Buon prosieguo di vita Massimiliano e a presto!

      Elimina
  2. Sembra molto bellino il 5° numero, anche per i disegni mi piace assai (quello sulla "strega") ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma è una vera strega o no? E' questo il filo conduttore della storia e la risposta non è quella che potevi immaginarti ^^

      Elimina
  3. Nonostante i contrasti e la crescente insoddisfazione di Wrightson questa serie rimane un classico dell'horror a fumetti, nonché una delle mie preferite di sempre. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma l'hai conosciuta nelle pubblicazioni italiane, di cui io sono completamente all'oscuro, o come me sempre e soltanto nelle edizioni americane?

      Elimina
  4. A un certo punto è partito un bel giro negli archetipi dell'horror: mostri, scienziati pazzi, Frankensterin, lupi mannari, streghe... mancavano solo vampiri, mummie e zombie!
    Non ho capito nel #6 (sorvolando sul villaggio di Burgess...) da dove spunta Alec Holland se lui e Swamp Thing sono la stessa cosa.
    A proposito, tra i crossover un po' così c'è anche quello Superman/Spiderman. Anche se niente può raggiungere il disgustorama di quello Simpson/Griffin.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il tema zombie è stato sfiorato nell'ultima storia, con gli ex schiavi di una piantagione della Louisiana che risuscitano in un cimitero, ma si tratta più di fantasmi che di veri e propri cadaveri.
      Manetre l'Alec Holland che Swamp Thing incontra nel #6 è uno dei robot costruiti dall'orologiaio svizzero per popolare la sua Burgess. Come puoi capire, la storia non sta in piedi: un semplice artigiano svizzero è in grado di costruire robot in nulla distinguibili dagli esseri umani, mentre le più avanzate tecnologie governative e no sono in grado di contrapporgli solo dei normali automi.
      Il crossover Superman/Spiderman lo ricordo abbastanza bene. Lo acquistai in edicola alla sua prima uscita quattro decenni fa. Storia e disegni potabili ma nulla più. Di quello Simpson/Griffin invece nulla so ^_^

      Elimina
  5. I disegni sono tutti bellissimi; come storia mi attirerebbe quella di Swamp Thing #5 – The Last of the Ravenwind Witches, naturalmente. Però ho visto che hai già risposto a Glò che forse la strega non è una strega...

    Per quanto riguarda il lavoro di squadra, si conferma un modo di lavorare tra i più difficili. Come trovare un socio azzeccato che non faccia fallire subito l'azienda.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io ho un debole per le streghe, oltre che per i licantropi. La sola storia delle dieci che ho mortalmente odiato è quella del numero 6, come credo si sia capito.
      Ed è vero che nel finale della storia della strega c'è un colpo di scena che rimescola tutte le carte in tavola. ;-)

      Elimina

Posta un commento

I tuoi commenti sono l'anima del blog. Il mio grazie se vorrai lasciare una traccia del tuo passaggio.

Post popolari in questo blog

10 serie a fumetti che hanno scandito i miei anni '70

Il libro azzurro della fiaba - I sette libri della fiaba Volume 1

Ivan e Maria (Иван да Марья)

Black & White & Sex Talks

Vikings S03 E07-10: La presa di Parigi

Insieme Raccontiamo 17: Omaggio a Malpertuis

Henry Miller e me - Breve invito a un meme sull'autobiobibliografia