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Bordeaux, 7 rue des Faussets, 1936





Capita talvolta di imbattersi, all'apparenza per caso, in vite così sopra le righe da sembrare partorite dalla penna di uno scrittore dalla fantasia più esuberante della media. Quella del fotografo, pittore e "creatore di oggetti" francese Pierre Molinier è senza dubbio una vita di questo tipo. «Notre mission sur terre est de transformer le monde en un immense bordel» proclamava come sintesi del suo manifesto. «Ce fut un homme sans moralité, il s'en fit gloire et honneur. Inutile de prier pour lui» scrisse nel 1950, sulla croce che decorava la sua sepoltura, al culmine di una messinscena anticipata della propria morte.

A dire il vero non è neanche la prima volta in assoluto che mi occupo di lui in questo blog, sebbene in passato lo abbia fatto solo di sfuggita, all'interno del secondo post sul cinema della Storia dell'occhio. Mentre l'origine del mio interesse per le sue opere e la storia della sua vita risale a molto tempo fa: alla lettura, nel 1979, di un articolo* che gli aveva dedicato il mensile di fotografia Photo, che in quel periodo acquistavo regolarmente in edicola. Molinier era morto da tre anni. E per non andarsene con una morte dall'effetto minore della vita che aveva vissuto, quando giudicò che il suo corpo fosse ormai un abito troppo logoro per essere portato più a lungo, si sparò, come già prima di lui suo padre, un colpo di pistola in bocca. Lo fece mentre si guardava allo specchio, e, forse, anche mentre si masturbava. Aveva 76 anni e sulla porta del suo appartamento di Bordeaux, al 7 di rue des Faussets, che abitava dal 1931, aveva lasciato un biglietto con su scritto l'ora della morte e la richiesta di rivolgersi al suo avvocato per le chiavi dell'appartamento. Una seconda nota, accanto al suo cadavere, inveiva invece contro tutti quei bastardi che gli avevano reso l'esistenza difficile. Nelle stanze di quell'appartamento era andata in scena, per circa quarant'anni, la parte più fantastica di una vita incredibile.


Foto dal sito Strange Flowers


Figlio di un imbianchino e decoratore di interni e di una sarta, Pierre Molinier nasce ad Agen il 13 aprile 1900 (Di venerdì santo, per fare un dispetto a Dio, dirà in seguito) e studia presso una scuola cattolica del posto (anche se lui preferirà dire di avere studiato "dai gesuiti"). Nel 1913, al termine della scuola, iniziò a lavorare con il padre, frequentando allo stesso tempo un corso serale di disegno. Ma si appassionò molto presto anche alla fotografia.
Tra gli avvenimenti che caratterizzarono la sua giovinezza, uno risalta più di ogni altro, ed è il tragico epilogo della relazione incestuosa che intratteneva con la sorella minore. La ragazza morì in giovanissima età e proprio a questa circostanza risale un episodio di dubbia veridicità, ma che, reale o immaginario che sia, sembra racchiudere in sé tutta la cifra dell'esistenza successiva di Pierre Molinier. Come raccontò anni dopo, approfittò dell'occasione di essere rimasto solo con la sorella morta allo scopo di scattarle delle fotografie, per carezzarle le gambe, masturbarsi ed eiaculare sulla veste della prima comunione che lei indossava in quel momento. «Portò con sé nella morte il meglio di me» è la sua chiosa finale all'aneddoto.
Ma l'evento è anche l'inizio, per Pierre Molinier, del perseguimento ostinato, lungo un'intera vita, dell'androginia - apparente tentativo estremo di fusione e ri-creazione della sorella come parte di sé. Le sue stesse, belle, gambe ricordano a Molinier quelle bellissime e amate della sorella, e sono quindi degne di diventare a loro volta un oggetto culto e le attrici principali di un gran numero dei suoi autoritratti in veste androgina.

Foto dal sito sang bleu magazine


Dopo questo episodio, Pierre Molinier inaugura la sua attività di imbianchino in proprio e si trasferisce a Bordeaux, dove, nel 1927, presenta una serie di suoi dipinti, paesaggi e ritratti di influenza impressionista o in stile Fauve, all'esposizione annuale del Salon della Société des artistes indépendants bordelais, da lui stesso fondata insieme ad altri pittori. Vi esporrà regolarmente fino al 1951, anno in cui dà scandalo partecipando con una tela coperta da un velo nero. Chiunque decida di sollevare il panno e scrutare quel che vi è nascosto dietro, si trova contemplare un'opera di difficile decifrazione intitolata Le grand combat


Sono corpi che fanno l'amore, spiega Molinier, che aggiunge di aver mescolato ai colori della pittura delle gocce del suo sperma. 
Lo scandalo si ripete dieci anni dopo, all'Esposizione internazionale del Surrealismo di Milano del 1961. Molinier era stato accolto, da alcuni anni, nelle fila del movimento guidato da André Breton, suo grande estimatore, che aveva anche scritto, nel 1956, la prefazione al primo catalogo delle sue opere. 
L'opera esposta a Milano è Les dames au pistolet, ma nelle intenzioni originali di Molinier avrebbe dovuto essere un'altra, Oh Marie, mère de Dieu. Giudicata però eccessiva perfino in base ai canoni del Surrealismo, quest'ultima era stata respinta da Breton. «Vorrà dire che la invierò al papa" gli aveva replicato secco Molinier «così farà compagnia all'Inferno di Michelangelo in Vaticano!». L'episodio segna anche la rottura definitiva tra l'artista, che aveva comunque sempre mantenuto una notevole indipendenza di intenti, e il movimento surrealista. 

Oh Marie, mère de Dieu (vers. 1965)


Ma è adesso arrivato il momento, dopo questa serie di rapide pennellate appena sufficienti ad affrescare la sintesi di una porzione della vita dell'artista, di presentare l'avvenimento che permette a questo post di candidarsi a un posto nell'evento Ispirazioni & Co. di questo mese che ha come tema la parola Mandala.




L'avvenimento in questione risale, secondo il racconto dello stesso Pierre Molinier, al 1936, ed è per certi versi più incredibile di quelli che ho descritto finora.
Quell'anno bussano alla porta del suo appartamento di rue de Fassets due monaci tibetani residenti a Parigi, che gli avanzano la strana richiesta di dedicarsi, da quel momento in poi, al mandala erotico. Ma doveva farlo in segreto, aggiunsero, e motivarono la loro richiesta con il fatto che lui, Molinier, era nato in un particolare giorno del 1900 che lo rendeva il prescelto per quell'incarico.
Ma chi erano i "mandanti" di una simile richiesta? Trinley Gyatso, XIII Dalai Lama, era morto da tre anni e il suo successore, l'attuale Dalai Lama Tenzin Gyatso, era nato soltanto l'anno prima, nel 1935. E perché il controverso artista francese avrebbe dovuto essere coinvolto dalle autorità religiose tibetane nella loro missione in Europa? Perché assegnargli il preciso compito di creare mandala erotici?
Se l'episodio è reale come sembra essere, e non un semplice frammento di autobiografia fantastica utilizzato dall'autore per spiegare la svolta "esoterica" che la sua arte subirà di lì a poco, ci troviamo davanti a un episodio che può essere visto, a seconda delle inclinazioni personali, come di grande fascino o fortemente inquietante, soprattutto se collocato sullo sfondo della realtà europea del periodo. Quel che è certo è che Molinier si iscrisse in seguito alla Framassoneria e che le sue opere dopo il 1940 pullulano di simboli massonici. 

Concludo il post con una brevissima rassegna di immagini in tema con l'evento. Come ho accennato sopra, ci sarebbe molto altro da dire - nel bene e nel male - su questo misterioso, e a suo modo grande, artista. E chissà che in futuro io non torni ancora a occuparmi di lui. Chissà.


Sur le pavois (Chaman n° 26, c. 1968)


Le chaman et ses créatures (1970)


* * *

* Martin, Jean-Hubert, Pierre Molinier: travestissements d’un surréaliste maudit in PHOTO n° 145 (Janvier 1979, pp. 56-130-132-140).

* * *

Con questo post ho partecipato al XIV evento di #ispirazioniandco #mandala


Commenti

  1. Eh, no a questo punto voglio altri post Molinier.
    Sarà stato un artista folle, ma la sua vita è decisamente sopra le righe ed intrigante.
    Anche se non condivido la sua arte "Oh Marie, mere de Dieu" è decisamente troppo per me (sono sincero....)

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    1. E ce ne sarebbero di episodi da raccontare, caro Nick. Tra incontri con altre persone al di là dell'ordinario, incesti tentati o realizzati, sparatorie, contiguità con la malavita...
      Alla fine, al di là di ogni giudizio morale o estetico, rimane il ritratto di un uomo coerente con i suoi principi fino all'ultimo istante di vita.

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  2. Non conoscevo questo artista e ti ringrazio per averne resa nota l'esistenza. Le immagini che hai postato sono sufficienti per scorgere un'immaginazione che mi intriga, prescindendo dal personaggio che era (o che forse, come molti artisti, lasciava credere o si illudeva lui stesso di essere).

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    1. La cosa più interessante di questo pianeta è che sembra essere uno scrigno inesauribile di tesori. Ed è una vera fortuna per noi blogger ;-)
      Mi sento però di assicurarti che Molinier ha davvero vissuto una vita da romanzo. Su alcuni singoli fatti dobbiamo fidarci, oppure no, della sua parola, ma in generale la sua vita è ben documentata. L'incesto con la sorella (e poi con la figlia) è altrettanto sicuro.

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  3. Troppo "oltre" per i miei gusti; quel quadro lassù è blasfemo e sinceramente è un eccesso che non mi conquista.
    Poi lui sarà anche un artista grandioso e il mio giudizio è assolutamente soggettivo!

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    1. Per me l'incontro con la sua opera, avvenuto nel 1979 - anche se io, non so perché, continuo a pensare "1977" (mi sa che dovrò anche fare la correzione delle date in alto nel post) - l'incontro con la sua opera, dicevo, e con la storia della sua vita, è stato un vero colpo di fulmine. Sarà perché tendono a piacermi le individualità forti, quelle che assomigliano il meno possibile a tutte le altre.

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  4. In genere tutto ciò che viene considerato "blasfemo" (definizione quanto mai soggettiva e cangiante a seconda del luogo e del periodo storico) contiene in sé, a mio parere, potenzialità interessanti.
    Sono assolutamente ignorante rispetto a questo artista, che sento nominare oggi per la prima volta, ma il suo tipo di immaginario estetico mi colpisce e mi interessa, quindi approfondirò e ti ringrazio per l'articolo!
    Per quanto riguarda la sua vita, cosa che francamente m'interessa molto meno, ho la tendenza a pensare che questi tipi di racconti ultra-trasgressivi fatti da molti artisti sia una sequela di panzane :) Ma naturalmente è un limite e un pregiudizio mio.
    Ancora complimenti per il blog!

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    1. Grazie mille per i complimenti, Orlando :)
      Pensa che io, invece, potrei fare il biografo di professione (e, nel blog, da dilettante, lo faccio). Quando rimango affascinato da un'artista devo sviscerare anche la sua vita.
      Per la questione "panzane" ti rimando, per non ripetermi, a quanto ho scritto poco sopra nella risposta ad Ariano.

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  5. Interessante a livello di impatto visivo. Sicuramente un pazzo, nel senso meno evocativo possibile di richiami romantici alle personalità singolari. Probabilmente l'esperienza artistica e ciò che produce deve essere necessariamente "inaudita" addirittura drammatica per essere veicolo di nuovi scenari. Non mi soffermo nemmeno sull'aspetto della blasfemia perché troppo legata alle singole sensibilità, resta il fatto che la presunta o millantata attività incestuosa, l'utilizzo di sperma nel prepararsi i colori, mi rendono un'immagine di desolazione e di tristezza umana. Sul valore di queste opere non mi pronuncio, non sono all'altezza. Sicuramente sono di effetto, colpiscono. Non mi scandalizzano, non mi affascinano. Non ne faccio una questione morale o moralistica. Non riesco a trovarci nulla di nuovo. Dopo Bosch ho visto ben poco di intrigante in termini di allegorie, riferimenti sessuali, cose turpi, percorsi iniziatici, critica sociale.
    Parere personalissimo.

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    1. A me invece sembra un artista originalissimo. Anche solo per l'utilizzo costante della vibrazione, un'altra cosa che lo avvicina al concetto di mandala. I suoi quadri non raffigurano solo corpi, ma anche energie in movimento sulla tela. Lo trovo molto moderno in questo.
      Lo stesso evento della morte della sorella è come se si fosse riverberato in tutta la sua persona e in tutta la sua esistenza. Secondo me nel suo caso c'è una corrispondenza totale tra arte e vita.

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    2. Per fortuna i gusti son gusti, il bello del parlare di arte è anche nelle differenze di vedute. Solo di una cosa sono certo, la tua opera divulgativa è come sempre encomiabile. Rimani sempre un riferimento importante. Complimenti davvero, non stancarti di riceverne perché sono doverosi e meritati.

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  6. Ivano, che ti posso dire? Un post straordinario e noi di Ispirazioni & Co. siamo onoratissimi di averlo nella nostra raccolta.
    Non do giudizi sul personaggio in questione, che non conoscevo; non sono neppure in grado di giudicare le sue opere.
    Di sicuro una personalità forte, originale, eccessiva e proprio per questo assolutamente interessante da scoprire.
    Complimenti, di cuore!

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    1. Caspita, che entusiasmo! Mi fa davvero molto piacere :))
      Posso dire che io sono a mia volta contentissimo dello stimolo che mi avete offerto a scriverlo e anche per la carta bianca sul suo contenuto. E sono onoratissimo dell'ingresso in raccolta :))
      Grazie mille a tutte (/i?) voi. Appena ho un po' di tempo continuo il giro in raccolta. Alcuni post li ho già aperti, tra questi uno con un bellissimo video, mi sembra di Pinkg.

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  7. E chi ne poteva parlare se non Ivano??? :))
    Interessante artista comunque. Vita.... originale e arte ancora di più.
    Bravo Ivano! (nemmeno fosse una novità! :) )

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    1. Cioè, intendi forse dire: e chi lo poteva conoscere se non Ivano? :D
      Grazie mille dell'apprezzamento Patricia. E domani tocca a Insieme raccontiamo. Curiosissimo per le novità promesse (e stavolta io non c'entro... vero?).

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    2. Ciao Ivano.
      Beh.. visto che mi sembri una persona che parla di cose che sa, (e sinceramente non so proprio da dove mi venga questa strana stramba idea ahahahahahahahha :P) ) penso che conoscere non escluda il parlarne. E viceversa. :))
      Parlando seriamente, la tua cultura è molto diversa e decisamente più ampia della mia e quindi "personaggi" di cui io non ho mai sentito nulla fanno parte invece del tuo bagaglio culturale, che sia per studio o semplice e personale curiosità.
      Io intanto leggo incuriosita :)

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    3. In genere parlo dei personaggi che avrei voluto incontrare nella mia vita... e a volte anche di quelli che ho effettivamente incontrato. Fino ai cinquant'anni di età ho avuto il superpotere di imbattermi in persone davvero fuori della norma, ma adesso l'ho perduto. Si vede che è arrivato il tempo dei rendiconti ;)
      Ciao e grazie, Patricia.

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  8. Sono senza parola per questo straordinario contributo alla raccolta (concordo pienamente con Squitty,siamo onoratissime di averti ispirato) ma grazie soprattutto per avermi fatto scoprire questo uomo la cui arte è senza alcun dubbio ricca e piena di significati scomodi e intensi! Bellissimo post Ivano, grazie davvero ♡

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    1. Anch'io sono senza parole davanti all'entusiasmo con cui avete accolto questo post. Posso dirvi ancora solo grazie, grazie e grazie :))

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  9. @Tutti
    Ma avete notato, nella foto in alto, la somiglianza impressionante che hanno tra loro i membri della famiglia Molinier? Padre, figlia... e gatto! :D

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  10. Ciao Ivano, nella foto non mi sembrano affatto felici, persino il gatto ha un'espressione lugubre.
    La vita di questo artista mi lascia alquanto perplessa, decisamente fuori dalle righe.
    Non discuto delle sue opere, da sempre il corpo, proprio perché bello, è stato ritratto nella sua nudità, sta nell'artista trasmettere su tela l'emozione che vuole suggerire, e già qui lui, per me, ha contaminato con il suo modo di essere anche la tela (lo sperma nel colore???). Non mi attira molto.
    Tu comunque sei un segugio nel documentarti e trovare storie sconosciute ai più, che comunque incuriosiscono molto.
    P.s Lo sai che a Bologna da metà marzo sono esposte 160 opere di Hopper? Non lo posso perdere, ci andrò senz'altro.

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    1. Ti dirò, Annamaria, a me, così a pelle, l'uomo della foto piace... mi sbaglierò, ma mi sembra che spiri da lui un certo vento di saggezza figlio dell'esperienza. Secondo me poi nella vita ci sono stati di essere ben più profondi e interessanti della felicità, che d'altra parte arriva sempre accompagnata dalla sua sorella gemella Infelicità, che magari rimane appartata per un po' in un angolo in paziente attesa del suo turno.
      Hopper a Bologna? Spero non sia la solita fregatura, con due o tre opere importanti accompagnate da un mare di lavori secondari.

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    2. Si potrebbero interpretare come volti attenti, ma il racconto della sua vita ha influenzato la mia opinione, mi viene da focalizzare il volto della figlia e chiedermi se ha subito l'influenza del padre. Il racconto della sua vita modifica le altre percezioni.
      Per la mostra, quando la vedrò ti racconterò. 160 quadri sono molti, se poi sono pochi i pezzi importanti sarà sempre meglio che non averne visti nessuno.
      Buon fine settimana.

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    3. Francoise Molinier ha avuto senza dubbio il bel suo daffare con il padre. Non mi risultano suoi profili pubblici, ma per quanto ne so (2014) è viva e vegeta e dovrebbe essere lei a detenere i diritti sull'opera di Molinier. Il che si traduce in una rendita mica male ;)
      Riguardo ai pochi pezzi importanti di Hopper, pensa che una volta mi sono fatto tutta la strada fino a San Marino per vedere, alla fine, una sola sua opera.
      Con la tua città, come sai, ho qualche problemino, ma niente di definitivo e irrimediabile. Aspetto un tuo post resoconto sulla mostra.
      Buon fine settimana altrettanto e grazie dei commenti :)

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    4. Scusa Ivano, quando lo hai raccontato non l'ho preso in debita considerazione, e me ne sono dimenticata.
      Volevo solo darti una dritta visto che avevo letto un tuo post o forse due su Hopper, invece sono stata solo indelicata, mi dispiace.

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    5. Figurati, non ho notato nessuna indelicatezza. Poi, come ho scritto, se la mostra valesse davvero la pena potrei anche farci un pensierino ;) Grazie di nuovo e a presto!

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  11. Inquietante, non trovo altro termine. Ho provato a guardare le opere a chiudere il blog e a riaprirlo ma la mia sensazione è rimasta. Non tanto per i soggetti in sè, quanto per le forme, per il modo di creare gli ambienti vitali. Certamente un'ossessione risalta nei quadri che hai postato, anche se non so se è quella che Molinier racconta. Ottimo post, come sempre all'altezza!

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    1. Che l'opera di Molinier sia inquietante, ci sono pochi dubbi. Anche se a me viene più da definirla "disturbante".
      Grazie infinite, Temistocle :))

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  12. Sì disturbante, assai :P A livello artistico nulla da dire, ma eccessivo - se risponde a "realtà" - tutto ciò che lo riguarda come persona o.O

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    1. Ciao Glò! Non è certo che tutto risponda al 100% a realtà, ma come ho scritto sopra ad Ariano molti degli eccessi del nostro sono documentati, eccome!

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  13. Il personaggio decisamente incuriosisce. Non giudico l'uomo, altrimenti dovrei farlo a pezzi, ma l'artista ha davvero qualcosa di incantevole. Blasfemo? Mah... non saprei... magari solo anticlericale.... E poi in fondo l'arte è arte... che dire quindi del crocifisso come fionda di HR Giger?

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    1. Il blog per me è anche un modo di non andarmene senza avere prima omaggiato i miei "compagni di strada". Molinier lo è da ben 37 anni. Vaughn Bodé e Barry Smith perfino da più tempo.
      Mi piace anche Giger, che mi sembra si avvicini più di chiunque altro a Molinier come produzione artistica. Ma anche, con le dovute proporzioni, a livello di biografia. Giger è stato tuttavia molto più di massa, tra copertine di Metal Hurlant, scenografie di "Alien" e l'editore Taschen che si è occupato di lui a più riprese.

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  14. Sono rimasta incantata, non so se piacevolmente o semplicemente stupita. E' stato inaspettato, ecco...grazie per la tua partecipazione a Ispirazioni, lo condivido volentieri sui social. Perdona il ritardo con cui commento ma è stato un mese pazzesco per me, tantissimi avvenimenti che mi hanno allontanata dal web.A presto.

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    1. Grazie a te, Rosalba. Non è stato immediato neanche per me definire componenti e struttura del vostro gruppo Ispirazioni&Co. Conto di riuscire a seguirvi, d'ora in poi, con più continuità.
      Grazie mille per il tuo stupore e a presto senz'altro :))

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  15. Artista un po' fuori di testa, devo ammetterlo, che ha ben pensato di trasformare la sua vita in un lugubre teatro. Al di là degli evidenti problemi psichiatrici però ha realizzato delle opere interessanti, lo ammetto. Sei forse riuscito a renderlo meno macabro di quello che era Ivano ;)

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    1. Teatro, hai detto bene. Nella foto si nota che l'appartamento stesso è organizzato come un sipario... quinte, drappi, costumi.
      L'ho reso meno macabro? Forse, perché mi sono concentrato su quella parte di bello che spesso e volentieri si accompagna proprio al macabro ^__^

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    2. Infatti hai scelto una foto che lo rappresenta bene nella sua follia. Si, non so come tu ci sia riuscito francamente visto che era davvero, davvero macabro! Hai una dote, ahahah

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