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Cobra Trap - Come muoiono gli eroi /2



Età: 26 anni.
Altezza: 165 cm.
Peso: 60 kg.
Misure: 94, 61, 91.

Ecco i numeri di Modesty Blaise, definiti dal suo creatore Peter O'Donnell durante i nove mesi che richiese la gestazione del personaggio. Mesi in cui O'Donnell decise anche quali sarebbero state le abilità e conoscenze della sua eroina e il suo background. Per quest'ultimo aspetto in particolare, si basò su eventi a cui aveva potuto assistere di persona nel corso della seconda guerra mondiale.
O'Donnell fu chiamato sotto le armi nel 1939, due giorni prima dello scoppio della guerra, e vi rimase fino all'11 aprile 1946, giorno del suo ventiseiesimo compleanno. Parte di questo periodo la trascorse tra l'Iraq e la Persia (l'odierno Iran), dove fu messo a guardia dei pozzi petroliferi. Fu allora che si trovò ad assistere all'esodo dei profughi di guerra che dal Caucaso si spingevano fino alla Persia. Tra di loro vedeva bambine, dell'età di sei-sette anni, che "avevano lottato per sopravvivere e avrebbero continuato a farlo". Furono loro a fornire a O'Donnell il modello eroico su cui plasmare Modesty Blaise. Poi, secondo un processo ben noto a qualunque scrittore si trovi a frequentare abbastanza a lungo un proprio personaggio di un certo spessore, Modesty iniziò a sviluppare nel tempo una personalità autonoma, con sfaccettature non previste dall'autore. Nelle parole di O'Donnell:
Devo presumere di averla inventata io Modesty Blaise, ma la mia sensazione è che in qualche modo lei vi abbia messo del suo. Credo comunque che sarebbe una grossa sfida per chiunque incontrare una persona come lei nella vita reale.

Esiste anche una breve storia, In the Beginning, formata di sole dodici strisce disegnate da Jim Holdaway, in cui O'Donnell racconta il passato della sua creatura. Ecco un mio riassunto della parte fondamentale della vicenda:

Dopo una prima serie di peripezie, la bambina raggiunge finalmente un campo profughi della Persia, dove rimane ospite, in condizioni disagiate, per alcuni anni, fino al giorno in cui, ormai adolescente, difende un vecchio da un sopruso a opera di un altro ospite del campo. Resasi poi conto che il vecchio non può sopravvivere a lungo senza la sua protezione, decide di prendersi cura di lui. I due si allontanano insieme dal campo e iniziano una vita vagabonda nei paesi del Medio Oriente, durante la quale l'uomo, un ex professore, si presta a dare un'istruzione alla ragazza. Le dà inoltre il nome Modesty. Il cognome arriva un po' di tempo dopo ed è la stessa Modesty a sceglierlo dalle pagine di un libro - uno dei tanti che lei ruba assieme al cibo - su Re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda. Blaise è il nome del tutore di Merlino.
Il peregrinare della coppia continua negli anni fino al Marocco, ed è qui che, a cinquanta chilometri da Tangeri, il vecchio muore. Rimasta sola, Modesty si spinge fino in città dove entra a far parte di una gang di Tangeri comandata da un certo Louch. Il suo lavoro consiste nel far girare la ruota della roulette in un casinò. Fino a quando Louch perde la vita in un regolamento di conti e Modesty si trova ad assumere il comando della gang, che lei trasforma, nel giro di un paio d'anni, in una potente multinazionale del crimine, The Network. Dall'attività della gang sono però bandite attività come la droga e il gioco d'azzardo, che Modesty considera degradanti per l'essere umano. Entrata ormai nei suoi vent'anni, assiste a Saigon a un combattimento di Thai-boxe dove è impegnato Willie Garvin, suo futuro braccio destro. Passa una settimana e Modesty acquista la libertà di Willie dalla prigione dove è detenuto, guadagnandosi la sua eterna riconoscenza accompagnata da una sorta di venerazione. "Principessa" la chiamerà lui da quel momento in avanti, e così continuerà a chiamarla in ogni occasione, nei fumetti come nei romanzi.
Trascorrono poi altri sei anni, durante i quali Modesty e Willie guidano insieme The Network, fino al giorno in cui, ormai ricchi sfondati, decidono di chiudere l'organizzazione e ritirarsi a vita privata. Lei compera un attico a Londra, dove ama vivere circondata di oggetti belli e preziosi, lui apre un pub sul Tamigi. Non passerà tuttavia molto tempo prima che Sir Gerald Tarrant, un funzionario dell'Intelligence britannico, trovi opportuno rivolgersi a loro per portare a termine una missione ad alto rischio...

E' a questo punto che cominciano le avventure narrate nella striscia e nei romanzi. Né Modesty né Willie sono in ogni caso agenti segreti alle dipendenze di Tarrant e dell'Intelligence. Il loro servizio è puramente volontario, senza paga e senza obblighi verso le autorità.    

Nel 1989, rispondendo a una domanda dell'intervistatore svedese, O'Donnell dichiara che nel quarto di secolo di vita della striscia Modesty Blaise è invecchiata di due anni. Questo significa che se nel 1963, all'inizio della serie, lei aveva ventisei anni, nel 1989 ne ha ventotto. La striscia continuerà poi per altri undici anni, fino al 2000. Ammettendo che la media dell'invecchiamento rimanga la stessa, in questo frattempo Modesty Blaise dovrebbe essere invecchiata di un altro anno circa. O'Donnell manda quindi figurativamente in pensione la sua eroina alla veneranda età di ventinove anni.
Lo stesso calcolo non vale tuttavia per i romanzi e i racconti. In questo caso l'invecchiamento di Modesty Blaise procede di pari passo con lo scorrere ordinario del tempo. Così quando O'Donnell, nel 1996, pubblica l'ultimo racconto della serie, Cobra Trap, Modesty ha ormai circa cinquantadue anni. "Circa" perché uno dei presupposti della serie è che Modesty non conosca con esattezza la sua data di nascita, e potrebbe essere leggermente più giovane o più vecchia.
Possiamo tuttavia stabilire, con sufficiente approssimazione, che il gap tra l'ultima striscia a fumetti e l'ultima avventura effettiva di Modesty Blaise è nell'ordine dei ventitré anni, corrispondente agli anni che separano la ragazza ventinovenne dalla donna cinquantaduenne. Ventitré anni di avventure virtuali mai raccontate, eccetto per quei pochi episodi che hanno preso corpo nei romanzi e nei racconti.

Ma torniamo all'episodio che sancisce il finale definitivo della saga, Cobra Trap. Si tratta di un racconto di solo testo che dà anche il titolo all'ultimo libro di O'Donnell, inedito in Italia e successivo di undici anni al precedente Dead Man's Handle, romanzo anch'esso inedito in Italia. Dei cinque racconti compresi nel volume, solo Cobra Trap è però effettivamente ambientato in anni più tardi rispetto agli eventi di Dead Man's Handle, mentre le avventure narrate negli altri quattro racconti si svolgono in decenni precedenti.
La sovraccoperta della prima edizione, riprodotta a lato, presenta un dipinto di Jim Holdaway, il primo indimenticato disegnatore della serie a fumetti, all'epoca scomparso ormai da quasi trent'anni. E potrebbe essere stata una scelta nient'affatto casuale, perché Cobra Trap, e mi riferisco qui al racconto, profuma di aldilà fin dalle prime pagine. Come vedremo presto nella terza, conclusiva, parte dell'articolo.

2 - continua

* * *

Le citazioni sono tratte da: Intervju med Peter O'Donnell av Olle Dahllöf (1989)
 
L'illustrazione in alto sotto il titolo è: Robert McGinnis, Modesty Blaise (Detail). http://manjr.com/tag/robert-mcginnis/

Commenti

  1. Mi avevi già parlato a suo tempo della passione per Modesty Blaise esistente in Svezia, da allora immaginavo già che fosse uno dei tuoi personaggi preferiti.

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    1. Ciao Nick, durante la revisione finale del post avevo cancellato per sbaglio la prima riga: "Età: 26 anni." Rimediato adesso.

      Dopo questa nota di servizio, aggiungo che sì, avevi visto giusto. Modesty è senza dubbio uno dei miei personaggi preferiti fin da quando l'ho scoperta, nel lontano 1973.
      E' certo una coincidenza singolare che sia anche il fumetto più famoso in quella che poi sarebbe diventata la mia nazione estera preferita, la Svezia. I giochi della vita *__*

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  2. Con i tuoi post colmi l'ignoranza che è in me: davvero superbi e molto interessanti, trasudano la tua passione e per il personaggio e per la materia, complimenti.

    In attesa dei successivi (non so perché la mia mente aveva dato per scontato che si concludesse con questo la serie) dico giusto un paio di cose:

    - è proprio vero che nella botte piccola c'è il vino buono :P
    - sarebbe utilissimo vivere la stessa dilatazione temporale che ha subito questo personaggio :D

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    1. Grazie mille per le tue belle parole, Paolo :))
      Sai però che non ho capito cosa intendi con botte piccola? Ti riferisci forse all'altezza di Modesty Blaise?

      La dilatazione temporale è una questione di intensità di vita. Modesty Blaise vive nei fumetti 99 avventure, cioè una media di 33 all'anno, ossia meno di tre al mese. In fin dei conti, non è qualcosa del tutto impossibile.

      L'articolo si concluderà, salvo improbabili illuminazioni improvvise, con il terzo post ;)

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    2. Meritate, Ivano, meritatissime ;)

      Facevo riferimento a tutto il personalino dell'eroina in questione, anche se, vedendo alcune immagini, si notano alcune sporadiche sproporzioni, non tanto nella sua figura, ma nei confronti del circostante.

      Cerco di spiegarmi un pochino meglio.

      Capita spesso che alcuni comprimari abbiano la stessa altezza e, per abitudine visiva e immaginifica, si tende ad immaginare il lui di turno abbastanza alto (sarà complice il periodo storico?), con la conseguente riflessione: 1.65 pure lui? o tanti tacchi per lei? :D insomma, vedi lei e non pensi che ci sia corrispondenza con le sue vere misure (una volta venutone a conoscenza).

      Ovviamente questo nulla toglie al valore delle storie o dello stesso personaggio, né tanto meno agli artisti/autori: sono quei pensieri che saltano in mente ogni N immagini, e che magari dipendono da diverse abitudini di lettura o da pignoleria congenita XD

      Spero di aver reso l'idea.

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    3. Hai reso l'idea :) E forse ho capito anche perché Michele da menestrello pignolo è diventato menestrello gentile. Hai preso tu il suo posto... :D
      Scherzi a parte, la spalla di Modesty, Willie Garvin, è alto 184 cm, quindi la nostra dovrebbe portare 20 cm di tacchi per essere alta come lui. Cosa resa difficile anche dalla di lei necessità di muoversi con rapidità nel corso delle varie mission impossible ;D

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    4. Eggià, sono PiGnolo, ma non ai suoi livelli :P

      Questa tua aggiunta mi fa sentire meno criticone :D

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  3. PiGreco... che, per caso ce l'hai con l'altezza?????
    Io a quella manco ci arrivo! E se mi dici che pure tu superi il metro e novanta urlo!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :PPP

    Le altre misure però... quasi quasi :))))

    Interesante comunque il post.

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    1. Grazie mille Patricia :))
      Adesso però vogliamo una scheda "Patricia Moll" con tutte le misure: altezza, peso, ecc. :D

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    2. No, Pat sono soltanto 1 e 80 voglia di crescere (tradotto 1.70), quindi niente urla :P

      @Ivano: concordo!!! XD

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    3. 1.70 - 50 chili - 90/60/90
      Bionda, bella strafiga.... e poi mi sono svegliata!!!!!! :P) :P)

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    4. Dimenticavo 24 anni... trent'anni fa però....ahahahahahha

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  4. Il metro e sessantacinque della Modesty, me lo sogno anche io cara Pat :P
    Ripasso dopo per lettura e commento!

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    1. Non ti chiedo la "scheda", Glò, visto il risultato ottenuto con Patricia XD

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    2. Ti rispondo: come Pat, uguale uguale ^_^

      Spero che la terza parte possa chiarire circa l'aldilà o.O
      Modesty mi ricorda moltissimo un'attrice stile pulp fiction, Pam Grier. Forse ho scoperto l'acqua calda... :P

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    3. Sì è lei! Jackie Brown di Tarantino l'ha rilanciata un po' di tempo fa :P

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    4. Però Modesty Blaise è bianca...

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    5. Intendevo come tipologia di personaggio!

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    6. Ah, ok. Comunque la cosa non sorprende. Tarantino è un grande fan di Modesty Blaise e si è ispirato ampiamente a lei per i suoi film. Ha anche prodotto il film "Il mio nome è Modesty".

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  5. Lo stile è molto "anni '70", almeno è questa la mia impressione. Una stagione che dovrei riscoprire.

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    1. Sì, anche a me lo stile richiama molto gli anni '70, sebbene in realtà le strisce presentate in questo post siano dei '60. Jim Holdaway, il primo disegnatore di M.B. è morto proprio nel 1970.

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