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The Studio Section 3 - Berni Wrightson /3

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Ma Berni Wrightson non è destinato a rimanere a lungo a occuparsi di pagine di presentazione o di raccordo. Molto presto lo staff editoriale della DC ha un ripensamento e lo richiama a lavorare su Nightmaster , la stessa saga sword and sorcery da cui lo aveva da poco estromesso a favore di un altro disegnatore. A Wrightson in realtà non piace nulla delle scelte grafiche adottate al suo posto da Grandenetti, ma contento almeno di poter tornare a fare storie di ampio respiro accetta di riprendere in mano la serie. Si offrono di aiutarlo, per puro divertimento, Jeff Jones e Mike Kaluta , che in quel periodo abitano sotto il suo stesso tetto, nello stesso appartamento. Ci riunivamo insieme e guardavamo le vecchie collaborazioni tra Williamson e Frazetta cercando di capire chi aveva fatto cosa. "Qui ha inchiostrato Frazetta" - "No, non è vero" - "Che ne sai" - e così via. Ci capitava di incontrare Williamson e lui riconosceva di aver disegnato una de...

Sette opere d'arte per sette poesie

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Questo post odierno dovrebbe essere, se ho tenuto bene il conto, il mio terzo che trae ispirazione da uno di quei giochi di accostamento tra immagini e testo che stanno diventando un vero marchio di fabbrica del blog Il Manoscritto del Cavaliere ( questo è il link al post d'ispirazione ). Devo tuttavia ammettere che stavolta mi sono discostato ancor più del solito dal progetto originale di Cristina, che prevedeva di scegliere sette opere d'arte da utilizzare per le copertine di altrettanti romanzi. Il punto è che accostare testi e immagini è qualcosa che a me è sempre venuto naturale e in una vecchia cartella del mio computer, non aggiornata da almeno quattro anni, ho ritrovato una serie di poesie di grandi poeti che avevo scelto di conservare in una sorta di biblioteca ideale della poesia, corredandole di un'immagine ciascuna. Molti di questi esercizi di accostamento, una ventina in tutto, li avevo poi pubblicati, a suo tempo, su una delle mie pagine facebook. Le set...

Solve et Coagula - Pagina 147

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Parte II - Capitolo 2 /3 Forse le cose intorno a lei avevano cominciato a cambiare fin dalla sera stessa in cui aveva assistito con Giulia alla conferenza di Eva Luna. Era passato meno di un mese da allora, ma gli eventi successivi si erano talmente accavallati che le sembrava trascorso tantissimo tempo. Oppure il vero inizio di tutto era stato quando Alessandra aveva preso in affitto la stanza del suo appartamento? Si ricordò della conversazione che aveva avuto con suo padre quell'ultima domenica, e in particolare di quello che lui le aveva detto a proposito dei flashback della sua lontana esperienza con l’acido lisergico. A differenza di quel che accadeva di solito, le aveva spiegato, lui non ne aveva avuti fino a poco più di due anni prima, cioè di gran lunga fuori tempo massimo. E a poco più di due anni prima risaliva appunto il primo incontro tra lei e Alessandra. Quel che Luisa sapeva al di là di ogni dubbio era che al centro dei flashback di suo padre c’era proprio ...

The Studio Section 3 - Berni Wrightson /2

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Ho frequentato per dodici anni le scuole cattoliche e avevo sempre problemi perché disegnavo in classe. Primo, nelle scuole cattoliche non insegnavano né amavano il disegno; secondo, disegnare dinosauri e mostri non era considerato qualcosa di salutare; terzo, e soprattutto, non apprezzavano che io disegnassi. Ogni volta che mi legavano, dovevo dire: "Grazie sorella"... La mia capacità di attenzione era molto limitata. Scivolavo dentro e fuori dai sogni a occhi aperti come fossero blusotti. Se uscivamo per giocare a baseball, mi sedevo al centro del campo e mi mettevo a osservare i sassi, le chiocciole e gli animaletti che si arrampicavano sull’erba.* Proprio così. Il giovane Berni compie tutto il suo itinerario scolastico, dalla materna alla fine delle superiori, all'interno di istituti cattolici. "E' per quello che adesso disegno tutta questa roba d'orrore" ci scherzerà su, ma non troppo, in seguito. Alla sua prima istruzione artistica pro...

The Studio Section 3 - Berni Wrightson /1

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Il piccolo negozio di dolciumi vicino casa era il paradiso per un bambino di sei anni. Accanto al consueto assortimento di dolciumi ricoperti al cioccolato e le grandi macchine rosse che distribuivano Coca Cola ghiacciata, il negozio aveva una quantità di fumetti. Il raccoglitore a vetri a destra dell’ingresso era predisposto ad accoglierli, completo di panchine di legno grandi abbastanza da permettere a un bambino di stare comodamente seduto. Se non avevi tutti e dieci i centesimi necessari a comprare il giornalino, per due cent avevi la possibilità di leggerne uno a tua scelta. Dovevi solo pagare la gentile vecchia signora che gestiva il negozio, sederti sulla panchina davanti alla vetrina e leggere finché ne avevi voglia. Un bambino con pochi soldi in tasca ma una gran voglia di leggere ci andava con una banda di amici, ognuno pagava i due centesimi al negoziante, e tutti si passavano il giornalino tra di loro. In questo modo un bambino poteva leggere fino a una mezza dozzin...