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Solve et Coagula - Pagina 86

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Capitolo 7 - parte 4 «Quale racconto?» chiese Fabrizio, seppure con cautela avendo percepito la ritrosia della ragazza. «Giulia sta parlando di un vecchio racconto di fantascienza che parla di un faro» spiegò lei. «Mi ci sono imbattuta oggi per caso navigando su internet e le tue parole sulla torre me lo hanno fatto ricordare». «Allora sono tagliato fuori» replicò lui. «Non credo di averne mai letto uno in vita mia di racconti di fantascienza». Luisa sorrise davanti a quell’esternazione. Anche lei in fin dei conti di fantascienza sapeva solo quel poco che le era arrivato attraverso suo padre e gli unici due libri di quel genere narrativo che aveva letto per intero erano, per quanto ricordava, Cronache Marziane e Fahrenheit 451 , entrambi di Ray Bradbury. Smisero così di parlare di fantascienza, ma anche di tarocchi, e per un po’ la loro discussione verté su argomenti più terreni come lo studio e il lavoro. Una piega nella conversazione che a Luisa appariva perfino più p...

In compagnia dei lupi /4: Arriva l'uomo-lupo!

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In un giorno di primavera di molti anni fa stavo aiutando uno dei miei zii (lo stesso fratello di mio padre che mi fabbricò  la mia prima libreria ) a ripulire la soffitta di casa delle varie cose che vi erano state accumulate nel tempo. Lui faceva calare le cose dall'alto e io, in basso, le afferravo e le posavo sul pavimento. A un certo punto mi passò un pacco di vecchi fascicoli legati insieme da uno spago, una raccolta di inserti culturali allegati a una rivista che credo fosse  Vie nuove  - un settimanale, collegato al PCI e pubblicato dal 1946 al 1978, a cui lui era abbonato. Già la prima copertina in vista - che aveva a che fare con la preistoria - mi fece intuire che su quei fascicoli ci avrei passato, nei giorni a venire, un bel po' del mio tempo. E così fu. Presi nel loro insieme, formavano in effetti una sorta di enciclopedia, o piuttosto un vero e proprio scrigno delle meraviglie in cui sembrava trovare posto ogni cosa possibile e immaginabile, dall'u...

Una mina inesplosa: Il Premio UNIA

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Tutto ciò mi ricorda un vecchio meme che girava un paio di anni fa, dove appunto si chiedeva di ricordare il primo libro letto. ... Ai tempi di quel meme il tuo blog non c'era ancora ma sono sicuro che ti avrebbe fatto piacere rispondere a quelle domande (e a me leggere le risposte). Anzi sai che ti dico? Ti nomino adesso con due anni di ritardo. Ehehe. Queste quattro righe di testo fanno parte del commento che Severino Forini , curatore del blog The Obsidian Mirror - un validissimo blogger ma anche, per chi non lo sapesse, un implacabile terminatore di meme - ha lasciato pochi giorni fa nel mio blog a piè del secondo post che ho dedicato al compito dell' autobiobibliografia : La mia prima libreria / 1: La stella d'oro . In quell'occasione ho citato, tra le altre cose, il primo libro da me letto, ed è stato proprio questo dettaglio a farmi esplodere sotto i piedi, a due anni di distanza, la mina del titolo - la nomination per un meme la cui origine e il si...

Solve et Coagula - Pagina 85

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Capitolo 7 - parte 3 La conversazione a tre intorno al tavolo verté per un po’, in modo abbastanza prevedibile, sullo stato dei lavori del mazzo dei Tarocchi Babilonesi. L’Arcano XV, Il diavolo , spiegò Fabrizio, era ormai completato e lui si stava occupando adesso dell’Arcano XVI, La Ziqqurat . Ma era preso in un dilemma. Non sapeva cioè se rimanere fedele all’interpretazione tradizionale, che vedeva in quell’Arcano un’immagine di distruzione - dove la saetta che cade dall’alto è vista alla stregua di un castigo divino - o se aderire all’interpretazione proposta in tempi più recenti da Alejandro Jodorowsky, che vi leggeva un’immagine positiva, di ascesa e liberazione. In questo secondo caso, spiegò ancora Fabrizio, la luce non cade dall’alto ma si eleva verso l’alto e rappresenta la luce della coscienza che esce dalla sommità della torre o Casa di Dio, cioè dalla sommità del corpo. «Che ne pensa Eva Luna?»  gli chiese Giulia. Sembrava una domanda ovvia, dal momento che...

La mia prima libreria /1 - La stella d'oro

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Chiunque ami i libri, può nominare una dozzina di titoli, che in quanto gli disserrano l’anima, gli aprono gli occhi alla realtà, per lui sono libri preziosi. Non ha alcuna importanza quale stima ne facciano gli studiosi e i critici, gli specialisti e le autorità: per colui che ne sia toccato nel profondo, questi libri sono il non plus ultra. Henry Miller, I libri nella mia vita , pag. 205 * * * Con questo secondo post dedicato al mio Progetto di autobiobibliografia torno inevitabilmente a risalire all'indietro la corrente del tempo, stavolta fino alla primavera del 1971 e al primo cambio di casa della mia vita. Avevo dieci anni e mezzo allora, e io vissi l'evento come una sorta di cacciata dal mio primo, personale paradiso terrestre, anche a causa della coincidenza temporale con la fine dell'infanzia. Ma la coincidenza che più importa qui è un'altra, quella con lo smantellamento, di necessità, della mia prima libreria - un mobile scarno ma a suo modo ...