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The Studio Section Seven /1: Gli anni '80 - Nelle spire di Medusa




Ogni mia immagine deve essere letta come una carta dei tarocchi. La mia opera si situa laddove si incontrano l’undicesimo e il ventesimo secolo; le immagini sono virtualmente araldiche.
Barry Windsor-Smith


Riprendono con questo post, dopo una lunga pausa, le pubblicazioni di una delle serie regine del mio blog, The Studio, dedicata all'opera di Barry Windsor-Smith, Michael William Kaluta, Bernie Wrightson e Jeffrey Jones (nell'ordine in cui li ho introdotti nelle Sezioni 1-4). Con una nuova Section dedicata stavolta agli anni '80: uno dei decenni più esaltanti, per quel che riguarda l'attività artistica dei nostri quattro eroi.

Eravamo intanto rimasti, forse lo ricorderete o forse no, all'autunno del 1979 e alla fine dell'esperienza collettiva di The Studio. Che ha almeno una conseguenza positiva: l'abbandono di quella rigidità di vedute che ha caratterizzato la produzione, per tre anni e passa, dei quattro artisti e penalizzato non poco il pubblico dei fan, che pur continuando ad ammirarli e seguirli, non ha mai davvero smesso di rimpiangere le loro passate prove d'artista, su creazioni come Conan the barbarianIdylThe ShadowSwamp-Thing (e se fin qui siete stati attenti, dovreste essere in grado di abbinarle a occhi chiusi ai rispettivi autori).


Riprese ora in mano, ognuno di loro, le redini dei propri destini artistici, è forse Bernie Wrightson il più instradato in un percorso ben definito, deciso com'è a dedicarsi a tempo pieno, o quasi, all'"opera della vita": terminare di illustrare il Frankenstein di Mary Wollstonecraft Shelley. In quanto agli altri: Jeff Jones vuole insistere sulla strada della pittura e vivere d'arte; Barry Windsor-Smith, già da prima un self-publisher, vuole continuare a pubblicare e vendere le stampe delle sue opere sotto l'etichetta Gorblimey Press, da lui fondata nel 1974; Mike Kaluta, forse il più restio dei quattro a interrompere l'esperimento comunitario, è indubbio che si veda bene nei panni, più volte vestiti in passato, di illustratore di opere di fantasy e fantascienza.

Ma per quanto rapida, ogni transizione richiede il suo tempo, e poiché il presente caso non fa eccezione alla regola, ancora per un po' l'ombra dello Studio si staglierà, con più o meno forza, sui nuovi primi passi in solitaria dei suoi quattro ex componenti.

Cominciando ancora una volta da Barry Windsor-Smith, è bene ricordare per sommi capi il cammino da lui compiuto fin qui. Primo disegnatore a entrare nelle fila della Marvel di Stan Lee quando ancora era un semplice fan anziché un professionista del settore, assurge alla celebrità e all'adorazione dei fan grazie al suo magistrale lavoro su Conan the Barbarian e Savage Tales. Staccatosi poi dal mondo del fumetto, per dedicarsi alla pittura e all'illustrazione, fonda, nel 1974, la Gorblimey press, casa editrice specializzata in riproduzioni artistiche delle sue opere. La sua produzione continua tuttavia a incentrarsi ancora sull'heroic fantasy, in particolare sull'universo narrativo di Robert E. Howard, almeno fino al prevalere in lui dell'interesse per le mitologie greca e celtica, che impronterà il suo lavoro negli anni dello Studio. Una delle ultime opere di questo periodo, Mitras (a destra), farà in particolare da apripista per il decennio successivo - se consideriamo i soli ambiti della pittura e dell'illustrazione - presentando riuniti insieme due futuri elementi ricorrenti: la decapitazione e la figura di Medusa, a loro volta già strettamente intersecati nel mito, se si pensa che la Gorgone dai capelli di serpente finisce decapitata dall'eroe solare Perseo. Una nuova, magnifica ossessione
che Barry Windsor-Smith non manca di dettagliare a più riprese nel saggio autobiografico Opus:
Ero solito numerare gli studi su Medusa, ma ora ho perso il conto. Non la ritraggo mai come ripugnante creatura gorgonica, solo come una bellissima donna. I serpenti sono simbolici delle sue cadute, rappresentano il lato oscuro dell’anima, la parte tragica della musa della poesia.

E ancora:
Mi viene da pensare a lei nei termini della mia musa spirituale. Ogni immagine include una maschera, in vari stili di fattura. Non credo ci sia una maschera nel mito originale, ma potrei sbagliarmi.
La sua bellezza vuole essere contraddittoria, altrimenti perché lei sentirebbe il bisogno di nascondere un volto così amabile? La sua maschera rappresenta i suoi segreti. La sua conoscenza nascosta. Quando lei abbassa la maschera e solleva il suo cappuccio, rivela ciò che non potrà mai essere conosciuto in modo ordinario, attraverso le nostre patetiche esperienze di vita. Parlando metaforicamente, una conoscenza del tipo che lei possiede trasformerebbe la carne in pietra. O no. Dipende....


Quando nel 1978 realizzò la sua prima Medusa - Medusa I, riprodotta qui sopra nelle sue tre principali fasi di lavorazione - Windsor-Smith non aveva ancora fatto di lei la sua musa spirituale. Ma potrebbe essere accaduto poco dopo:
Non ricordo esattamente come Medusa divenne per me una musa, ma ho una piccola parte della storia. C'era un piccolo negozio di sartoria nel centro di Manhattan. Gli sono passato davanti molte volte senza dargli nessuna attenzione. Poco dopo aver creato quest'opera, mi sono sentito attratto in modo misterioso da quel negozio. All'interno, in una teca di vetro, come se mi stesse aspettando, vi si trovava una forma di rame pressata a macchina, grande circa cinque centimetri, raffigurante una testa di Medusa. "Avrei dovuto saperlo" dissi a me stesso. "Era qui ad aspettare che venissi a prenderla". La comprai immediatamente per meno di un dollaro. Da allora quella testa è attaccata al mio cavalletto.

Ed ecco anche due estratti, sempre da Opus, riguardanti i dettagli tecnici dell'opera:
Per quanto difficile sia conciliarli tra loro, Frederic Leighton, Jack Kirby e Rossetti hanno contribuito alla nascita di questa immagine. Sebbene Leighton sia percepito come un classicista dell'era vittoriana, nelle sue opere più memorabili produsse delle visuali di scorcio che anticiparono di forse mezzo secolo i teleobiettivi. Ed è un dato di fatto che Jack Kirby, a  metà degli anni '60, creava delle distorsioni grandangolari della figura umana. Ma non penso che Jack Kirby sia stato particolarmente influenzato dagli stili fotografici, penso che le sue figure distorte siano la conseguenza naturale delle sue dinamiche narrative. L'influenza di Rossetti è rinvenibile nei confini angusti dell'opera stessa. Il braccio premuto contro la parte superiore dell'immagine è tipico del primo Rossetti. Un tipico Rossetti del periodo tardo mostrerebbe una singola testa femminile e spalle dalla presenza così pervasiva da sembrar sconfinare oltre il bordo della tela, spingendo verso l'esterno in ogni direzione grazie all'assoluta potenza della visione dell'artista.
A colori, il braccio sinistro sollevato nudo squilibrava l'intero disegno. Ho quindi steso uno spesso strato di tempera blu sopra il braccio. Ho poi dovuto disegnare con cura le linee sulla superficie dipinta per mantenere l'apparenza di un dipinto a matita e china colorato. Rispetto alle successive, più sofisticate Medusa, questa piccola immagine conserva la carica originale - come l'onda di un qualche tipo di conoscenza intuitiva - che vissi la prima volta in cui mi imbattei nell'idea della magnifica, inconoscibile femmina in grado di sbriciolare i miei sensi come un petalo tra le sue dita.

Mentre questa che segue è una galleria di alcune delle "successive, più sofisticate" Meduse di Barry Windsor-Smith.

Medusa II (Matita e acquerello, 1978)
E' il mio solo ritratto di Medusa senza serpenti, e capita anche che sia il mio preferito. Forse c'è una correlazione.

The Head of Perseus (Oil wash, 1979)
Vi sorprenderebbe sapere quanta gente non si accorge che in questo caso la leggenda è di fatto invertita. Così come non si interroga sul terzo occhio.

Medusa VIII - The Secrets (Inchiostro e olio su carta, 1980)



Menu Ristorante La Medusa (1987) - Sybil (Matita e acquerello, 1978)

Medusa non è in questo caso la figura principale del disegno, che è una Sibilla, ma la figura racchiusa nel medaglione sullo sfondo.
Si tratta, in realtà, di una pubblicità per i quotidiani. Il menu del ristorante, di proprietà di Claudia Medusa, cambiava ogni giorno ed era più ampio.

Medusa III (Pastelli, 1989 - da uno studio a matita del 1980: vedi in alto, immagine di apertura del post)


E con questo è tutto. O quasi. Prima di lasciarci voglio infatti dire la mia su un particolare "segno del destino" che l'artista, secondo me, avrebbe potuto benissimo affiancare all'aneddoto del piccolo negozio di sartoria riportato più sopra: alla fine degli anni '60, durante il suo primo periodo alla Marvel, Windsor-Smith aveva realizzato un'unica pin-up con protagonista una creatura della casa delle idee. Si trattava, guarda caso, dell'inumana Medusa.



* * *

The Studio - Complete Comics Chronology XVIII: 1973/III

Puoi vedere le immagini ingrandite cliccandoci sopra.

Bernard Albert Wrightson: Centerfold
Contemporary Pictorial Literature #5 - CPL/Gang Publications, 1973 (Fanzine)
Editors: Robert B. Layton; Roger Slifer
Jeffrey Catherine Jones: Illustration
Graphic Gallery Original Art Catalog #2 -  Russ Cochran, 1973 (Catalogue)
Bernard Albert Wrightson: Illustration
Graphic Gallery Original Art Catalog #2 -  Russ Cochran, 1973 (Catalogue)
Jeffrey Catherine Jones: Back Cover
Styx #2 - Joe Krolik and Friends / Styx Pub, 1973 (Fanzine)
Jeffrey Catherine Jones: Cover
Witzend #9 - Wonderful Publishing Company, 1973 (Fanzine)
Editor: Bill Pearson
Bernard Albert Wrightson: Inks on Howard Chaykin Cover
Sword of Sorcery #2 - DC Comics, April 1973 (Comic-book)
Editor: Denny O'Neil
Bernard Albert Wrightson: Cover + "Monster on the Moors!" (22.5 pg)
Swamp Thing #4 - DC Comics, April 1973 (Comic-book)
Editors: Joe Orlando; E. Nelson Bridwell
Writer: Len Wein
Jeffrey Catherine Jones: Idyl (1 pg)
National Lampoon #38 - NL Communications, Inc, May 1973 (Magazine)
Editors: Doug Kenney, Henry Beard
Bernard Albert Wrightson: Cover
National Lampoon: Encyclopedia of Humor - NL Communications, Inc, May 1973 (Magazine)
Editors: Doug Kenney, Henry Beard
Jeffrey Catherine Jones: Cover
Psycho #12 - Skywald, May 1973 (Magazine)
Editor: Al Hewetson
Michael William Kaluta: Cover
Weird Worlds #5 - DC Comics, May 1973 (Comic-book)
Editor: Denny O'Neil
Michael William Kaluta: Title page
Forbidden Tales of Dark Mansion #11 - DC, June 1973 (Comic-book)
Editors: Joe Orlando; E. Nelson Bridwell
Bernard Albert Wrightson: Cover
House of Mystery #214 - DC Comics, June 1973 (Comic-book)
Editors: Joe Orlando; E. Nelson Bridwell
Michael William Kaluta: "Duare ... Princess of Venus" (5 pg)
Korak, Son of Tarzan #52 - DC, June 1973 (Comic-book)
Editors: Joe Kubert; Allan Asherman
Series: Carson of Venus
Jeffrey Catherine Jones: Idyl (1 pg)
National Lampoon #39 - NL Communications, Inc, June 1973 (Magazine)
Editors: Doug Kenney, Henry Beard
Michael William Kaluta: "The Spawn of Frankenstein part III" (7.5 pg)
The Phantom Stranger #25 - DC, June 1973 (Comic-book)
Editors: Joe Orlando; E. Nelson Bridwell
Writer: Marv Wolfman
Bernard Albert Wrightson: "The Cryptics" (Color print insert)
Infinity #5 - Gary Berman, Summer 1973 (Fanzine)
Editors: Adam Malin; Gary Berman
Michael William Kaluta: Back Cover
Infinity #5 - Gary Berman, Summer 1973 (Fanzine)
Editors: Adam Malin; Gary Berman
Jeffrey Catherine Jones: Idyl (1 pg)
National Lampoon #40 - NL Communications, Inc, July 1973 (Magazine)
Editors: Doug Kenney, Henry Beard
Michael William Kaluta: "The Horror Within And Without" (8 pg)
Psycho #13 - Skywald, July 1973 (Magazine)
Editor: Al Hewetson
Writers: Rich Buckler; Chuck McNaughton
Bernard Albert Wrightson: Partial inks on "Betrayal!" (23.5 pgs)
Sword of Sorcery #3 - DC Comics, July 1973 (Comic-book)
Editor and writer: Denny O'Neil
Pencilers: Howard Chaykin; Ronn Sutton
Series: Fafhrd and the Gray Mouser
Bernard Albert Wrightson: Cover + "The Last of the Ravenwind Witches!" (22.67 pg)
Swamp Thing #5 - DC Comics, July 1973 (Comic-book)
Editors: Joe Orlando; E. Nelson Bridwell
Writer: Len Wein
Michael William 'Mike' Kaluta: Cover
Weird Worlds #6 - DC Comics, July 1973 (Comic-book)
Editor: Denny O'Neil


* * *

Tutte le citazioni di Barry Smith sono tratte da: Barry Windsor-Smith, Opus Volume One, Fantagraphics, 1999; Barry Windsor-Smith, Opus Volume Two, Fantagraphics, 2000.

Commenti

  1. Semplicemente meraviglioso questo post!
    Intanto ben tornato.
    Ti dico la verità quando ti è partito per sbaglio il post ...vuoto! Son stato qua ad aspettare di riuscire a vederlo concretizzato.
    Che dirti complimenti veramente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Proprio vuoto vuoto non era, caro Max... c'erano le citazioni di Barry Smith. Mancavano "solo" i miei testi di commento e le immagini ;-D
      Mi fa molto piacere la tua accoglienza così calorosa a questo post. Vedrai che questa fase degli anni '80 presenterà un bel po' di tesori. Purtroppo i miei tempi di pubblicazione non sono più quelli di una volta, quindi ci sarà da pazientare un poco...
      Ciao a (non proprio) presto :-)

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    2. Assolutamente no !
      C’era solo il titolo del post e se cliccavi dentro blogger ti diceva che il post non esisteva.
      Poi dopo qualche giorno hai pubblicato il post precedente a questo -:)
      Comunque ci torno qua . Il post è interessantissimo e c’ho delle riflessioni da fare ...e poco tempo adesso!
      Poi te rispondi quando vuoi....senza fretta😀
      Buona sera Ivano

      Elimina
    3. Allora sei arrivato quando già avevo rimosso il post, cosa che ho fatto appena mi sono accorto dell'invio, cioè non proprio subito. Come direbbe il tenente Colombo: "Allora tutto si spiega" ;-)

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  2. Sempre spettacolare il buon Barry!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un vero Maestro, Pirkaf. Ma anche i suoi tre compari non scherzano :-)

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  3. Risposte
    1. Grazie Giulia! Ma io torno e sparisco di continuo. E' questo il mio nuovo stile di blogging, a metà tra scelta e necessità :-)

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  4. Mi piace particolarmente questo post dedicato a Medusa sebbene legato solo alla sua rappresentazione attraverso l’arte di Barry Windsor- Smith .
    E spero tu mi perdonerai se approfitto di questo tuo spazio con una mio modesto inserto di altri titoli riguardanti l’iconografia della Gorgone più famosa nelle altre forme mediatiche.
    Partendo dalla fine del tuo articolo ti scrivo che la card pin up di Medusa firmata Windsor-Smith è costantemente sotto ai miei occhi , possedendo il Masterwork Marvel sugli Inumani che la contiene 😀 ma voglio segnalarti pure la Cover che ha disegnato Milo Manara nel 2016 sulla regina degli Inumani per il primo numero di INHUMAN -Marvel NOW.
    È inutile dirti che è la mia supereroina preferita.
    Ma il mito della Gorgone a cui chiaramente il personaggio inventato da Stan Lee si ispira mi ha sempre preso anche nella sua forma classica di mito.
    Nel cinema ti ricordo Gorgon del 1964 di Terence Fisher che è forse la prima trasposizione cinematografica della Gorgone anche se in realtà nel film della Hammer si chiama Megera e non Medusa.
    Film che nel 1966 ha ispirato pure un racconto- Lo sguardo che uccide- di John Burke.
    Che ho conosciuto nel 1999 all’interno di una raccolta di tre racconti fanta horror della Urania dal titolo Gli occhi di Medusa, appunto.
    Ancora cinema, come non ricordare il quasi flop di Scontro tra titani del 1981 di Desmond David sul mito di Perseo .
    Piccolo capolavoro per me della tecnica Stop-Motion per animare non solo Medusa ma anche tanti altri personaggi del mito greco.
    Più fortunato , almeno al botteghino l’omonimo remake del 2010 di Letterier .
    La musica : Medusa di Annie Lennox album del 1995 di cover di brani dei Procol Harum , Bob Marley e Neil Young fra gli altri.
    La cantante scozzese ha intitolato Medusa il suo lavoro , inteso come capacità di incantare “ pietrificare” chi l’ascolta.
    Con me c’è riuscita 😀
    Sui classici dell’arte cito solo La Medusa del Caravaggio perché sennò non finisco più.
    Chiudo tornando alla Medusa che amo di più quella degli Inumani.
    Non saprei spiegarti perché mi affascina così tanto , sarò invidioso dei suoi lunghi capelli ahaha...ma rubo le parole a Spiderman che sul crossover Errore inumano del 2016 trovandosela davanti la apostrofa’ come la più bella donna del mondo...sarà per quello.
    Grazie mille e scusami se mi sono così dilungato.
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grande Max! Se me lo dicevi prima, che avevi intenzione di scrivere un commento di tale portata, ti chiedevo piuttosto di preparare un guest post per il mio blog!
      In effetti Megera sarebbe una delle Erinni, che ha sì la chioma di serpenti ma non lo sguardo che pietrifica.
      Aggiungo comunque, per completare il tuo quadro, che il titolo del post è quello di una racconto di Lovecraft/Derleth: "Nelle spire di Medusa" ^__^

      Elimina
    2. Inoltre: Medusa, con il nome di Euryale, è protagonista del romanzo "Malpertuis" di Jean Ray. E, come Medusa, dell'ultimo film di Jean Rollin: "La masque de la Méduse".

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  5. Ah grazie mille non lo sapevo.
    Cercherò di recuperare i racconti di Lovecraft ..ah dimenticavo Medusa è pure presente nel n 167 del 2000 di Dylan Dog.
    In un albo che si rifà al mito classico della Gorgone.
    Ciao di Nuovo Ivano e scusami per l’entusiasmo, ma questo post ma fatto venire davvero le farfalle nella pancia.
    A presto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ne sono contento, Max. A quanto pare tu e il vecchio Barry condividete la stessa M(ed)usa ;-)

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  6. Io te lo chiedo...poi se te vuoi rispondere o meno?
    Ma non ti trovo più in diversi Blogroll...è normale?
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Max! E' normale, perché essendomi partita la bozza per sbaglio, questo post è apparso nei blogroll per poco e con una data di molto antecedente quella della sua effettiva pubblicazione.

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  7. No no mi sono spiegato male...sei proprio sparito dai Blogroll e uso il plurale : ho controllato su quello di Obsidian , Nick e Moz.
    In pratica è partito Le spire per sbaglio e c'eri.
    Poi è arrivato Picnic ecc.. e c'eri.
    Dopo qualche giorno , ipotizzo ,è sparito il tuo sito dai vari Blogroll , infatti questo post dove ho commentato
    l'ho trovato io andando direttamente sul tuo blog.
    Controlla ...comunque son sollevato dai.. pensavo avessi litigato con tutti e che per punizione ti avessero tolto la vetrina ahahah!!!
    Ciao

    RispondiElimina
  8. Però rileggendo la tua risposta... dovresti starci lo stesso con il post più vecchio no?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quella dell'invio per errore non è stata in ogni caso l'unica cosa insolita che ho fatto in questo periodo. Ho anche importato qui tutti i post dell'altro mio blog, More than fifty years ago, prima di cancellarlo. Probabilmente ho fatto impazzire i blogroll per eccesso di nuove pubblicazioni. Penso comunque che tutto tornerà a posto da sé con la prossima uscita...

      Elimina
  9. Stavo proprio per scrivere di Medusa, la moglie di Freccia Nera, poi ho visto l'ultimo passaggio... :)
    Peter Parker l'aveva definita "la donna più bella del mondo".
    Spero che Mary Jane non l'abbia sentito... (beh, tanto non sono più sposati...)

    Tra l'altro io stesso sabato scorso ho parlato a lezione proprio del mito di Perseo e Medusa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non seguo più da anni le vicende di casa Marvel, ma mi era comunque giunta voce che M.J. e Peter non sono più sposati, e che M.J. era entrata alle dipendenze di Tony Stark. Mi sa che Peter Parker ha una predilezione per i capelli rossi ;-)
      Perseo e Medusa in chimica? C'entra forse qualcosa la faccenda dello scudo?

      Elimina
    2. Beh, Peter in effetti ha avuto anche storie con Gwen Stacy (bionda) e Felicia Hardy/Gatta Nera (bianco/argento).

      Sì, era proprio per lo scudo di Perseo.

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    3. E se si considera anche la castana Betty degli inizi, si può dire che abbia passato in rassegna l'intera gamma ;-)

      Elimina

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