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Un, due, tre... meme! /2 - Le mie estati da bambino




E così il secondo meme
a cui voglio partecipare
è quello delle Mie Estati da Bambino.
Al mondo antico
chiuso nel loro cuore
la gente del duemila ormai non crede più...

(da cantare sull'aria de La storia di Serafino di Adriano Celentano) *


L'estate è, da sempre, la mia stagione di gran lunga preferita. E poiché in questo meme, o tag, vi è pure collegato il sapore antico dell'infanzia, non potevo proprio esimermi dal partecipare, anche se non formalmente invitato a farlo.
Ecco, per cominciare, l'elenco delle regoluzze da rispettare, che per l'occasione sono in numero di tre, da me prelevate direttamente dal post di lancio di Miki Moz, il fantasioso e iperattivo blogger ideatore del tag (trovate il link al suo post subito sotto, al punto 2):

Detto ciò, non indugio oltre e passo subito a proporvi un assaggio de

LE MIE ESTATI DA BAMBINO


GIOCO IN CORTILE
I giochi classici da cortile li ho fatti un po’ tutti. Uno forse un po’ meno classico degli altri, e che è sempre stato tra i miei preferiti, è un gioco il cui nome credo vari a seconda delle regioni d’Italia ma che io ho sempre conosciuto come gioco della muriella.
Noto in effetti che tutti e tre i dizionari online che ho consultato: Treccani, Garzanti e Hoepli, circoscrivono il termine alla sola Toscana. Anche se poi la traduzione italiana di Shining di Stephen King riporta al capitolo 33, "Il gatto delle nevi":
In un angolo c'era una pila di dischi per il gioco della muriella...
Ma è davvero lo stesso gioco che ho praticato io? Quello cioè che Sapere.it così descrive alla voce "piastrèlla"?:

Al pl., gioco (detto anche muriella a li bocci) per ragazzi simile alle bocce. Di origine molto antica (lo menziona Omero nell'Iliade), è tuttora in uso in molte parti del mondo. Il gioco consiste nel lanciare da una determinata distanza le piastrelle, avvicinandole il più possibile a una più piccola, detta piastrino. Chi si è avvicinato di più al piastrino vince un punto; se una piastrella si ferma sul piastrino si vincono due punti. Vince il giocatore che ha raggiunto per primo il numero fissato di punti.

Il nome nazionale del gioco potrebbe quindi essere "piastrelle", mentre, in compenso, "muriella a li bocci" non suona molto toscano. Difficile, insomma, capirci qualcosa.
Di certo c'è che, riguardo al gioco in sé, io e i miei amici non giocavamo affatto ai punti, bensì con una posta in gioco che consisteva di albi a fumetti o figurine.

GIOCO IN SPIAGGIA
Anche in questo caso ritengo di non aver saltato nessun classico, ma il mio preferito, insieme alla pista delle biglie, era senza dubbio il gioco delle bocce, che altro non è in definitiva che un'altra versione del gioco della muriella. (A quanto pare propendo nettamente per questo tipo di giochi, visto che poi, da più grandicello, mi sono appassionato anche al biliardo).
Si prendeva un'asse di legno in due, ciascuno a un'estremità, e la si trascinava sulla sabbia fino a formare un rettangolo di superficie piana che serviva da campo di gioco.

FUMETTO
Tantissimi e di tutti i generi, sebbene l'emblema dei fumetti da vacanza sia per me rappresentato dagli erotici della Ediperiodici, i cosiddetti fumetti per adulti, che spopolavano al campeggio mentre non si vedevano molto in spiaggia, dove dominavano i più classici Tex e Topolino. Poi c’erano le fantastiche buste sorpresa, di cui ricordo, con un misto di ribrezzo e commozione, quelle economicissime con Lupettino e soci, versioni povere dei vari TiramollaSoldino, eccetera.
Assimilabili al fumetto, e quasi altrettanto emblematici delle mie estati al mare, erano inoltre i fotoromanzi Lancio, che io vedevo sempre in mano a mia zia e mia cugina. A me di regola non interessavano, sebbene non disdegnassi di leggerli nel caso delle avventure di Jacques Douglas o di Lucky Martin, nelle cui trame il disgustoso elemento sentimentale era ampiamente controbilanciato da quello giallo/thriller/spionistico.


CIBO
Il pesce, i frutti di mare in particolare. Poi la pizza, il gelato e il cappuccino. Quest’ultimo, al mare, avevamo l’abitudine di prenderlo la sera, nel dopocena, in un bar poco distante dal campeggio.

CANZONE
Una canzone su tutte, collegata in modo indissolubile a una particolare estate della mia vita, l'estate del 1972, ha finito per diventare per me una sorta di inno delle mie estati in generale. E' la nota Montagne verdi cantata da Marcella Bella.

LIBRO
Sarà che fin da piccolo ho sempre letto costantemente tutto l’anno, ma non mi vengono in mente letture di libri collegate alle estati della mia infanzia.

FILM
Idem come sopra.

LUOGO
In montagna, un luogo magico era lo stabilimento per l'ittiocoltura riprodotto nella foto, un labirinto di canali e vasche utilizzate per l'allevamento delle trote da destinare ai laghi per la pesca sportiva, da me praticata sia da bambino che da adolescente (vedi il precedente post della serie). Una struttura che oggi altro non è, purtroppo, che un desolato paesaggio di cemento in stato di totale abbandono.



Mentre per il mare scelgo senza dubbio il campeggio e per la campagna la stalla delle mucche da latte.

GIOCO DA TAVOLO
Sempre e solo le carte. Al mare la scala quaranta, in campagna la briscola.

GIOCATTOLO
Il badminton. Il calcio balilla. Le biglie con le foto dei ciclisti. Le palline clic-clac, fonti di inauditi dolori per le dita. Il pallone pon pon.

TELEVISIONE
Ricordo in particolare il Rischiatutto del luglio 1970 con la Signora Longari come concorrente e il super classico televisivo dell'estate Giochi senza frontiere, di cui il nostro campeggio organizzava ogni estate una versione dal vivo che comportava inevitabilmente lunghi preparativi. Che io ricordi, ho sempre figurato tra i concorrenti di ogni edizione.

LIFE
Le mie villeggiature lontano da casa cominciavano a metà giugno, subito dopo la fine dell'anno scolastico, e si protraevano in genere, con poche interruzioni, fino all'ultimo giorno di agosto. Le prime di cui ho memoria, quelle del 1965 e del 1966, sono state per me divise tra montagna (ai piedi del Falterona) e campagna mugellana. La successiva l'ho trascorsa invece divisa tra montagna e mare (Follonica). Dall’estate del '68 in poi, l’alternanza è sempre stata tra mare e campagna. Al mare andavo con gli zii, in campagna con i miei genitori.
Sempre alle vacanze estive, sono inoltre legate le mie prime cotte. La più antica che ricordo è quella montana per una femminella meridionale di nome Miria, mentre in genere al campeggio mi invaghivo delle nordiche. Mi si sono incise nel cuore l’olandesina Mary e le due gemelle austriache Petra e Andrea.

FOTO DI UN'ESTATE PASSATA
Luglio 1969, con i miei genitori, in una foto presa, credo, su una sponda del Lago Trasimeno.



Per la designazione dei cinque fortunatissimi mi sono anch'io affidato, come Moz, a un sistema random, sorteggiando tra i commentatori dei miei sette post più recenti.
Così ha decretato il sacro Caso (casomai, prendetevela con lui):
  • Clementina di L'angolo di Cle
  • Mr Ink di Diario di una dipendenza
  • Giulia Mancini di Liberamente Giulia
  • Nick Parisi di Nocturnia
  • Luz di Io, la letteratura e Chaplin
Un grazie a chi vorrà partecipare.


* * *


* Ecco come recita invece il testo originale della canzone:
E così la seconda storia
che vi voglio raccontare,
è quella del pastore Serafino.
Al mondo antico, chiuso nel suo cuore,
la gente del duemila ormai non crede più.
L'immagine in apertura del post, una foto del lungomare di Follonica, l'ho trovata nel sito Il Puntone Vecchio affittacamere.

Commenti

  1. Mai sentito il termine "muriella", ma sospetto si tratti di quello che noi chiamavamo "piattelli".

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    1. Piattelli che, dal nome, sembrerebbero assimilabili ai "dischi" del gioco della muriella del romanzo Shining. Probabile che si tratti, in tutti e tre i casi, dello stesso gioco.

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    2. Probabilmente sono proprio quelli del libro di King. Ricordo di averli usati anch'io ma pochissime volte. E non ricordo in che modo il loro utilizzo differisse da quello delle semplici pietre piatte che usavamo noi nel "vero" gioco della muriella.

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  2. In cortile non si poteva andare. C'erano i garage e i condomini brontolavano per il chiasso.
    In spiaggia a Diano Marina ricordo le corse dentro e fuori dall'acqua, le cuginette ed io.
    Altro non mi sovviene al momento. Se riesco magari ci penso
    Ciaooo

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    1. Ciao Patricia! Prova a partecipare, dai. Vedrai che le cose ti sovvengono man mano...

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  3. Eh, l'infanzia è sempre un territorio magico della memoria. Se dovessi scrivere io un post sulle mie estati da bambino... beh, forse nei prossimi giorni lo scriverò ;-)
    "Giochi senza frontiere" lo adoravo, era uno dei miei programmi preferiti (però mi arrabbiavo quando la squadra italiana non riusciva a vincere neppure una prova).

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    1. Eri presente tra i 22 nominativi del mio sorteggio, Ariano, ma il Caso ha voluto che il tuo nome non uscisse. Mi farà piacere se parteciperai di tua iniziativa (come del resto ho fatto io).
      Non ho mai avuto la vocazione del tifoso, quindi dubito di essermi mai arrabbiato per gli insuccessi della squadra italiana, però ricordo che il programma mi divertiva molto. E ancor di più la versione dal vero del campeggio, dove c'era il brivido della partecipazione :-)

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  4. Che bella la famiglia, e tu ora sei identico a tuo padre!!
    Peccato per quei vasconi, che sarebbe bello recuperare in qualche modo...
    Il cappuccino la sera? MITO.
    La muriella, praticamente funziona come le bocce, no?

    Comunque grazie per aver continuato il gioco!! :D

    Moz-

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    1. Vero, la famiglia ha un che di magico, anche se io ho scelto di non averne una. E comunque oggi sono io a sembrare il padre del mio padre della foto, visto che ho oltre venti anni di più della sua età di allora!
      I vasconi purtroppo hanno seguito il destino del posto in generale, segnato da un irrimediabile declino. Quando ero bambino io, almeno l'estate quella località montana pullulava di vita, mentre adesso è frequentato da quattro gatti.
      Il cappuccino la sera più che un mito era un rito. Oltre che una vera goduria.
      E la muriella sì, è più o meno come giocare bocce, anche se lanciare dei sassi piatti non è proprio la stessa cosa che lanciare delle sfere.

      Grazie a te per la bella proposta e per il commento, Miki :-)

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    2. Anche io per ora non ho altre famiglie... oltre la mia! È così mitica da sempre che non sento il bisogno di altro, per ora :)
      Peccato per questi post abbandonati, davvero... spesso segno di una Italia che non esiste più.
      Quanto al cappuccino serale... devo provare! **

      Moz-

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    3. Non subito dopo la cena, però, Miki... altrimenti è indigesto!

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  5. Al paragrafo "giocattolo" per poco non crollavo per la commozione: le palline clic-clac e il pon-pon...Aaaargh! Come non ricordarle pure io! Con le clic-clac ho perso il conto di quante volte me le sono date sulle dita. Va bene, bando alle ciance nostalmelensi, gran bel racconto con la foto di famiglia che davvero interpreta il vecchio adagio "vale più un'immagine di mille parole".
    Me lo sono prorio goduto questo tuo racconto estivo.

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    1. Grazie per il gradimento del post, Red! Sempre belle e coinvolgenti queste iniziative mozziane ;-)

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  6. Quanti bei ricordi mi hai fatto venire in mente, alcuni del tutto simili come "Giochi senza frontiere" o le micidiali palline che massacravano le dita! I fotoromanzi tipo Grand Hotel penso che siano un classico di quelli della nostra classe, me li ricordo perfettamente nelle case trentine dove passavo l'estate. Su questo meme sarei un po' più preparata, potrei partecipare... magari a settembre se non c'è scadenza.

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    1. Proprio così, Cristina... un vero classico della nostra classe "Grand Hotel", con il suo collega "Bolero", che a differenza dei fotoromanzi Lancio erano formati anche di una parte corposa di articoli. Non li ricordo però collegati alle vacanze estive, nel mio caso.
      E a proposito di caso, anche tu, come Ariano e altri commentatori di questo post, eri nella rosa dei 22 candidati, ma sempre il caso ha voluto che il tuo nome non uscisse. Vuol dire che farai, come me, senza invito. E a settembre, perché no? Non credo che Moz obietti qualcosa ;-)

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    2. Ma hai estratto a sorte come il bambino della lotteria, con gli occhi bendati? ;) Comunque a settembre partecipo più che volentieri, è l'occasione per rispolverare qualche vecchia fotografia. A proposito, mi hai fatto ricordare "Bolero", vero, era un binomio con "Gran Hotel". Giulia ha nominato Franco Gasparri, io invece mi ricordo benissimo di Massimo Ciavarro! Comunque non ci crederai, ma qualche anno fa qui dove abito avevano realizzato una rivista tipo fotoromanzo, con una storia e le fotografie, ma avevano coinvolto la popolazione. Era stato divertente vedere in foto la panettiera o il barista del paese.

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    3. Il sistema che ho utilizzato è il seguente: ho fatto prima un elenco di tutti i commentatori dei sette post più recenti saltando i nomi di chi sapevo aveva già partecipato, poi ho scritto su un foglio i primi cinque numeri compresi tra 1 e 22 che mi sono venuti in mente e infine ho controllato a quali nomi, in base alla loro posizione nell'elenco, corrispondevano i numeri.
      Sul fotoromanzo paesano, ricordo che anche a me una volta, molti anni fa, divertì scoprire ritratto nelle strisce di "Bobo" il mio edicolante di allora, Corrado. L'autore della strip, Sergio Staino, era (è) un mio compaesano, ed evidentemente ci servivamo alla stessa edicola.

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  7. Molto bello questo meme caro Ivano, grazie per avermi nominata. Sono in Puglia il luogo delle mie estati bambine, qui però internet va solo se resto attaccata alla finestra, ma rispondo al meme molto volentieri!

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    1. Sono contento che tu sia contenta della nomina, Giulia. E pensa che pugliese era pure Miria, la bambina meridionale protagonista della mia più antica cotta a cui accenno nel post. Era quindi destino che tra i sorteggiati uscisse il tuo nome ;-D

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  8. Franco Gasparri era il mio idolo, ero innamorata persa di lui e divoravo i suoi fotoromanzi, che tuffo al cuore di nostalgia!

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    1. Gasparri ha fatto strage di cuori a suo tempo e penso che sua moglie sia stata una delle donne più invidiate d'Italia. Io lo ricordo soprattutto nei suoi due film con Zeudi Araya, oltre che nel ruolo di Ken Rogers ne Le avventure di J.D. Inoltre mi stava simpatico perché i suoi due fumetti preferiti erano "Mandrake" e "L'uomo mascherato"... un vero intenditore!

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  9. Le palline Clic Clac sono quelle con la corda?
    Le usavo anch'io.

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    1. Sì, proprio quelle, Pirkaf. Sono anni che non ne vedo più in giro, anche se penso che nei negozi di giocattoli siano ancora reperibili.

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  10. Diciamo che il cibo è l'unica cosa rimasta invariata nel tempo e l'unico punto in comune ;)

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    1. Io invece ho sostituito il cappuccino con il caffè ;-)

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  11. già soltanto le foto valgono il post. Evocativo

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    1. Grazie mille, Ferruccio! Peccato che non sei uscito nel mio sorteggio... Ma facci comunque un pensierino ;-)

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