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Il Maestro e Margherita - Un percorso per immagini /7: capitoli 14-18 (prima parte)




Capitoli 14 - 18 (Sia gloria al gallo! - Il sogno di Nikanor Ivanovic - L'esecuzione - Una giornata convulsa - Visitatori sfortunati)



Anche le trascrizioni cinematografiche de Il Maestro e Margherita più fedeli alla lettera del romanzo evitano di adattare per intero il capitolo 15, dedicato in gran parte al resoconto di un sogno di Nikanor Ivanovic Bosoj, Presidente dell'Associazione Inquilini del n. 302-bis di via Sadovaja, messo nei guai da Koroviev con l'episodio della valuta estera nascosta nel condotto di areazione del bagno (vedi: I tiri di Koroviev ). Basti dire qui che Bosoj, dopo un interrogatorio dai risvolti surreali alla stazione di polizia, finisce anch'egli internato nella solita clinica del dottor Stravinskij, ospite della stanza n. 119.
Il capitolo 16 appartiene invece alla seconda linea narrativa del romanzo, quella dedicata alla personale rivisitazione di Bulgakov della storia della passione e crocifissione di Ieshua. Lo evito quindi del tutto, in base al mio proposito iniziale.
Rimangono il capitolo 14, con le sue atmosfere horror, e i capitoli 17 e 18, conclusivi la prima parte del romanzo, dove Michail Bulgakov dà briglia sciolta al suo enorme talento umoristico.

* * *


Capitolo 14 - Sia gloria al gallo!


Interpreti:

Grigorij Danilovic Rimskij


Ivan Savelievic Varenucha


Hella



Varenucha (Zdzisław Wardejn, a sinistra)
e Rimskij (Witold Skaruch, a destra)
Mistrz i Małgorzata (Polonia, 1988)

Rimskij (Viktor Sergachyov)
Master i Margarita (Russia, 1994)

Rimskij (Ilya Oleynikov)
Master i Margarita (Russia, 2005)


E' ormai notte fonda quando il direttore finanziario del Variété, Rimskij, reduce dall’aver presenziato alla “rivoltante séance presentata dal mago nero e dai suoi aiutanti”, si appresta a lasciare il teatro con i soldi dell'incasso. Sennonché...
gli sembrò che da sotto la porta dell’ufficio d’un tratto si fosse insinuata un’umidità putrescente. Un tremito percorse la schiena del findirektor. Un orologio improvvisamente suonò e batté la mezzanotte. Perfino i rintocchi lo fecero rabbrividire. Ma il suo cuore sprofondò del tutto quando sentì una chiave girare piano piano nella serratura della porta. Aggrappatosi alla cartella con le mani fredde e umide, Rimskij capì che se quel cigolio fosse durato ancora a lungo non avrebbe resistito e avrebbe lanciato un urlo.
Finalmente la porta cedette, si aprì, e nell’ufficio entrò senza fare rumore Varenucha.

Di ritorno dal suo incarico di far luce sulla sparizione di Stepan Bogdanovic Lichodeev e sul misterioso telegramma da questi spedito dalla lontana Jalta solo poco ore dopo, Varenucha spiega a Rimskij che Lichodeev non si trova in realtà nella città sul Mar Nero bensì allo Jalta di Puškino, una trattoria non lontana da Mosca. Rimskij sul momento è rincuorato dalla notizia, ma quando poi chiede a Varenucha di scendere in maggiori dettagli, l'ascolto delle iperboli narrative con cui l'altro infiora la sua narrazione dei fatti basta a convincerlo che non una parola di quel che gli sta raccontando è vera.
Appena Rimskij si convinse che il gestore gli mentiva, il terrore gli salì in tutto il corpo a partire dai piedi e, per altre due volte, gli parve che sul pavimento si allungasse una putrida scia di umidità malarica. Rimskij non distoglieva un attimo gli occhi dal gestore, che si contorceva curiosamente sulla sedia, cercava di non uscire mai dall’ombra azzurra che circondava la lampada da tavolo e, stranamente, si faceva schermo con un giornale per proteggersi dalla luce, come se gli desse fastidio.

Rimskij nota poi altri strani dettagli, come il color bianco gesso del volto di Varenucha e la stranezza del cachenez avolto attorno al collo a dispetto del caldo soffocante; ma è quando si accorge che l'altro non proietta nessuna ombra, che Rimskij comprende di trovarsi davanti a un non-morto. Come sappiamo (dallo stesso post linkato in precedenza a proposito de I tiri di Koroviev), Varenucha ha subito prima il pestaggio di Behemot e Azazello e poi l'assalto di Hella, il cui morso lo ha trasformato a sua volta in un vampiro.


Varenucha (Borislav Brondukov) getta la maschera
Master i Margarita (Russia, 1994)

Varenucha (Andrey Sharkov) getta la maschera
Master i Margarita (Russia, 2005)


Vistosi scoperto, Varenucha prima abbassa il gancio della serratura della porta poi comincia ad avanzare minaccioso verso Rimskij che indietreggia in direzione della finestra, dove lo aspetta però un'altra brutta sorpresa:
…vide premuto contro il vetro il viso di una ragazza nuda e il suo braccio nudo, infilato nella fortočka, che cercava di aprire il saliscendi inferiore. Quello superiore era già aperto.

il suo braccio cominciò ad allungarsi come se fosse di gomma e si coprì di un verde cadaverico; le dita verdi della morta afferrarono l’estremità della levetta, la fecero ruotare e la finestra cominciò ad aprirsi.

Aleksandra Zakharova
Master i Margarita (Russia, 1994)


Quando poi la finestra si apre e la morta balza sul davanzale, accompagnata da un odore di cantina e con macchie di decomposizione sul seno, Rimskij si sente perduto.


Tanya Yu
Master i Margarita (Russia, 2005)


Qualcosa interviene tuttavia all'improvviso a salvarlo: il grido di un gallo che annuncia l’arrivo dell'alba.
Il grido del gallo si ripeté, la ragazza batté i denti e i capelli rossi le si drizzarono sulla testa. Al terzo canto del gallo, la morta si voltò e volò via. E dietro di lei, dopo aver fatto un saltello ed essersi disteso orizzontalmente in aria, come un cupido in volo, Varenucha nuotò lentamente fuori dalla finestra, passando sopra la scrivania.


Il canto del gallo sorprende i due vampiri
Varenucha  (Zdzisław Wardejn) e Hella (?) (Maria Probosz ?)
Mistrz i Małgorzata (Polonia, 1988)


La vicenda si conclude allora con la precipitosa fuga di Rimskij - o piuttosto del vecchio, senza più un capello nero in testa, che solo fino a poco tempo prima era stato Rimskij - a bordo di un treno per Leningrado.

Nota: L'episodio appare tradotto molto liberamente nella serie televisiva polacca del 1988, dove è anche difficile trovare una qualsiasi relazione visiva tra la figura della vampira e la bella Hella del seguito di Woland.

* * *


Capitolo 17 - Una giornata convulsa


Il diciassettesimo capitolo è interamente dedicato alle peripezie del contabile Vasilij Stepanovic Lastockin, il più alto di grado tra i membri superstiti del Variété. E' lui che dopo la scomparsa di Lichodeev, Varenucha e Rimskij si incarica di adempiere alle incombenze più urgenti.
Il personaggio, e di conseguenza il capitolo del romanzo che lo riguarda, è forse quello trattato più liberamente nei vari adattamenti filmici. Assente sia nella produzione italo-yugoslava del 1972 sia nell'adattamento di Yuri Kara del 1994, Wladimir Bortko sceglie di farlo uscire quasi subito di scena: la polizia lo ferma al termine dell'indagine condotta al Variété e gli subentra un innominato assistente che vive al suo posto le disavventure evocate nel romanzo.


Paweł Nowisz
Mistrz i Małgorzata (Polonia, 1988)

Evgeniy Merkurev
Master i Margarita (Russia, 2005)

Il sostituto di Lastockin nella versione secondo Bortko
Master i Margarita (Russia, 2005)


Mentre lunghe file si accalcano alla biglietteria in vista della replica della séance di magia prevista per quella sera, arriva al Variété un'unità investigativa della polizia. Inutilmente, come è facile immaginare: i manifesti affissi per pubblicizzare lo spettacolo sono già tutti scomparsi durante la notte e la stessa sorte è toccata al contratto stipulato tra le due parti. La sola conclusione possibile è che...
era successo qualcosa di inconcepibile: erano scomparsi tutti i responsabili del teatro, il giorno precedente era stato rappresentato uno strano e scandaloso spettacolo e non si sapeva chi l'avesse messo in scena e su istigazione di chi.

Dopo il nulla di fatto delle indagini, e dopo il forzato annullamento della prevista replica dello spettacolo, Lastockin, che non aveva presenziato alla séance ma solo ascoltato i resoconti di chi vi aveva assistito (espediente certo adottato da Bulgakov per renderne più genuini gli stupori), si incarica di  portare la relazione sugli avvenimenti alla Commissione Spettacoli e Spassi di Genere Ricreativo e consegnare i ventunomilasettecentoundici rubli dell'incasso alla Sezione Finanziaria Spettacoli. Hanno così inizio le sue peripezie.
Viene prima di tutto a sapere, dal tassista che lo carica a bordo, che i soldi distribuiti durante lo spettacolo si sono tramutati in oggetti diversi, per esempio un'etichetta di bottiglia o un'ape. Ma qualcosa di ancora peggiore lo attende all'arrivo alla Commissione Spettacoli: seduto alla scrivania, al posto del responsabile Prochor Petrovic, trova un abito vuoto che risponde al telefono e scrive senza sosta con una penna senza inchiostro.


La segretaria Anna Ricardovna (Magdalena Zawadzka) e,
sullo sfondo, il vestito vuoto
Mistrz i Małgorzata (Polonia, 1988)

Natalya Surkova e Viktor Smirnov
Master i Margarita (Russia, 2005)


È la segretaria Anna Ricardovna a rendergli note le circostanze dell’accaduto. Tutto ha avuto inizio con l'ingresso di un gatto...
nero, grasso, come un ippopotamo. Ovviamente gli grido: pussa via! E quello se ne va, ma al suo posto entra un ciccione, sempre con il muso da gatto, e dice: 'Che modi sono questi, cittadina? Gridare pussa via a chi viene in visita?' E sgattaiola verso la porta di Prochor Petrovic.

La trasformazione appena descritta è mostrata in realtà solo nell'adattamento televisivo del 2005 di Wladimir Bortko. E' comunque evidente che ancora lui, Bortko, della descrizione bulgakoviana del personaggio sceglie di privilegiare il dettaglio del "muso da gatto" rispetto a quello di "ciccione".


Aleksandr Bashirov
Master i Margarita (Russia, 2005)


La segretaria prosegue poi con la descrizione dell'accesa discussione avvenuta tra il responsabile della Commissione Spettacoli e il ciccione, la cui parte finale si rivela la causa diretta dell'incidente:
...Prochor Petrovic ha perso la pazienza e ha gridato: 'Ma chi si crede di essere? Buttatelo fuori, e che il diavolo mi prenda...'. E l'uomo con la faccia di gatto, s'immagini, ha sorriso e ha detto: 'Che ilo diavolo la prenda? Ma certo, è una cosa che si può fare!'. E trac! Non ho fatto in tempo a gridare, il muso da gatto se n'era andato, e lì seduto c'era il vestito vuoto...

Lastockin decide allora di ripiegare sulla filiale cittadina dello stesso ente, ma anche lì è nel frattempo successo qualcosa di molto spiacevole...


1 - continua

Commenti

  1. Sempre interessante ripercorrere con i tuoi post questo romanzo! Effettivamente ci sono delle parti assai divertenti :D

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    1. Anche io scopro sempre cose nuove, sia del libro che dei film ;-)

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  2. Ho già - ahimé - detto che non credo che riuscirò mai a leggere il romanzo... Però a questo punto mi stai facendo venire la curiosità di vedere almeno uno dei film tratti dal libro.

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    1. Sono riuscito, di recente, a intravedere una parte della versione integrale del film di Kara del 1994 ed effettivamente sarebbe un bel vedere ;-D
      Comunque il primo e l'ultimo dei quattro, cioè quello italo-yugoslavo del 1972 e quello di Bortko del 2005 mi risulta siano anche facilmente reperibili in internet.

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