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The Studio Section Six - 1976-79: Gli anni di The Studio /1

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Se un giorno dovessi decidere di organizzare questa lunga serie di articoli in un unico discorso continuativo, allora tutto dovrebbe cominciare da questo post, cioè dal parlare degli anni che videro effettivamente in essere l'esperienza di The Studio e dal dire cosa sia da intendersi effettivamente con questo nome, che io ho finora usato in libertà senza quasi spendere una parola sul suo vero significato e sulla sua origine. Il punto è che mi è piaciuto seguire una strada diversa e svelare un passo alla volta l'identità dei suoi quattro magnifici protagonisti: Barry Smith (che modificherà il suo cognome in Windsor-Smith), Jeffrey "Jeff" Jones , Bernie "Berni" Wrightson e Michael William "Mike" Kaluta , un collettivo di artisti che ha dato vita, tra il 1976 e il 1979, a un'esperienza tra le più celebrate ma anche senza dubbio tra le più ricche di paradossi dell'intera storia del fumetto. E possiamo cominciare con il dire che il p...

Insieme raccontiamo 30 - 2122: i sopravvissuti

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Con questo post rientro nei ranghi e riprendo a partecipare alla bella iniziativa di Patricia Moll ( qui il post di lancio sul blog Myrtilla's House ) dopo alcuni mesi di pausa. Nella speranza che sia di buon auspicio a che riprenda fiato la sezione narrativa del mio blog, anche se trovo prematuro proporre una valutazione così ottimistica della situazione. Mi accontento, per il momento, di questo piccolo nuovo passo, che alcuni di voi, almeno gli esperti del genere, avranno intuito essere anche un modestissimo omaggio a un vecchio classico del cinema di fantascienza, un film del 1973 intitolato, da noi, 2022: i sopravvissuti (mentre il suo titolo originale è Soylent Green ). Per ragioni di verosimiglianza, ho posticipato tutto di un secolo e tenuto conto della rivoluzione informatica successa nel frattempo, ma spero di essere riuscito lo stesso a conservare almeno una goccia dello spirito originario del film. Ho scelto, anche stavolta, di adottare la formula 200/300 pa...

Incantesimi cinemusicali /9: Inhibition

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Tornano sul blog, a nessuna richiesta, gli Incantesimi cinemusicali , e lo fanno con un titolo,  Inhibition , che appartiene a quel numero imprecisato di pellicole che mi hanno catturato fin dalla prima visione e richiedono che ogni tot di tempo io torni a immergermi in loro. Sebbene, forse, nel caso specifico di oggi, più che di "Incantesimo cinemusicale" si dovrebbe parlare di "Incantesimo cinemusicalpoetico". Vedremo presto perché, ma c'è prima da spendere due parole sul film. E comincio col dire che siamo, con  Inhibition , in piena exploitation anni '70, dalle parti cioè del mio genere e periodo di cinema preferiti, quello degli anni eroici del fumo di sigaretta libero sullo schermo e in sala. Ma sebbene per un verso perfettamente inserito in questo panorama,  Inhibition  è anche opera singolare, che vi si erge allo stesso tempo come un unicum. Già la sua origine, del resto, lo designa come tale: film d'esordio alla regia di Paolo Poet...

The Studio - Quarto intermezzo: Il Signore della giungla nascosta /2

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Quando, nel luglio 1974, mi diressi, come di consueto, all'edicola sotto casa e vi acquistai il numero 33 della collana Gli albi dei supereroi , il nono a ospitare le avventure di Conan il barbaro, non sapevo ancora che da quel momento in avanti il mio modo di guardare al fumetto sarebbe mutato per sempre. La storia di apertura dell'albo, La notte dei giganti ( The Frost Giant's Daughter ), era ancora una di quelle tratte dai racconti di Robert Ervin Howard, il creatore di Conan, e al suo timone vi erano Roy Thomas ai testi e Barry Smith ai disegni. Proprio i disegni rappresentavano ai miei occhi una svolta, diversi com'erano da tutti gli altri che conoscevo, compreso quelli realizzati in precedenza dallo stesso Smith. Fu con queste parole che io esordii, oltre due anni fa, nel  primo post di questo lungo viaggio che ho battezzato "The Studio". Tutto vero, ma devo ora anche aggiungere che già circa un anno prima avevo avuto un'altra folgorazione,...

The Studio - Quarto intermezzo: Il Signore della giungla nascosta /1

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Tra l'ottobre 1936 e il giugno 1937, cioè in piena "era pulp", viene pubblicata, per soli tre numeri, una rivista intitolata Ka-zar the Great , con all'interno tre romanzi brevi a firma di  Bob Byrd che narrano le imprese di un emulo di Tarzan chiamato appunto  Ka-zar - il Signore della zanna e dell'artiglio, a quel che recita il titolo della storia introduttiva. L'ispirazione a Tarzan è talmente palese che l'autore o gli editori neanche si preoccupano che l'ultimo dei tre romanzi porti praticamente lo stesso titolo di un romanzo di Edgar Rice Burroughs uscito otto anni prima: The Lost Empire contro Tarzan and the Lost Empire . Inoltre, come Tarzan viaggia accompagnato dal fedele  Jad-Bal-Ja , il leone d'oro, anche Ka-zar viaggia in compagnia di un leone,  Zar , che gli ha salvato la vita in giovane età e lo ha adottato come fosse un suo cucciolo. Il nome Ka-zar significa appunto "Fratello di Zar". E dico anche, a questo pu...