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Ritorno a scuola

 


Quella del Coronavirus è una grande truffa. Si tratta di un’epidemia dichiarata che non miete – come le vere epidemie – masse indistinte di persone, ma che invece uccide in massa i diritti di libertà e la dignità di tutti, imponendo un punto di vista univoco che vieta agli individui di autodeterminarsi e abituando la popolazione ad accettare come normalità la sospensione dei propri diritti inalienabili. Le persone che sono purtroppo decedute per questa combinazione di spazzatura metabolica e a causa di questa strage di stato vengono inoltre usate in maniera strumentale dal governo e dagli organi di propaganda tutti allineati, spaventati e agli ordini di questo terrorismo sanitario.

Francesco Benozzo, 31 marzo 2020 


Che non ci sia nessuna pandemia in corso, o, perlomeno, nessuna pandemia diversa dalle altre che annualmente percorrono, senza fare rumore, il nostro pianeta, l'ho avuto chiaro fin da subito. Cioè fin dall'inizio del marzo 2020, e le mie condivisioni su Facebook di quei giorni sono ancora lì a testimoniarlo. Non servivano infatti superpoteri diversi dal normale pensiero critico, dalla normale logica e dal normale buonsenso per capire fin da allora che c'era chi aveva tutto l'interesse a non raccontarcela giusta.

Quando poi mi capitò, alla fine di marzo 2020, di leggere un'intervista di Salvatore Ridolfi al Prof. Francesco Benozzo, la cui ultima risposta (riportata in apertura di post) ricalcava alla perfezione il mio pensiero, mi fu subito chiaro che alla fine avrebbe vinto la verità. Che la verità è sempre un fiume in piena, che potrà essere arginato per un po' - magari anche a lungo -, ma che alla fine straripa e sommerge la menzogna. 

Intanto, la battaglia continua. E io la porto avanti personalmente non solo sul web ma anche nella "vita reale", scendendo a manifestare in piazza nella mia città ogni sabato pomeriggio da oltre tre mesi e anche, ultimamente, presenziando a tutte le lezioni universitarie all'aperto organizzate dagli studenti e dai professori dell'Università fiorentina che non si piegano all'infamia del lasciapassare simil-nazista. Sono in altre parole diventato un uditore, a quasi quarant'anni di distanza dalle mie mie prime esperienze in merito.

Del resto l'attuale situazione dell'Università fiorentina, e di tutte le università italiche in genere, è quella tragica ben riassunta in questo cartello esposto stamani in Piazza SS. Annunziata, la nostra "aula" di oggi.



La prima lezione del ciclo, di letteratura, è stata tenuta, come era giusto che fosse, dal Professore di Letteratura e storia Marco Villoresi, unico tra tutti i docenti dell'ateneo fiorentino a rassegnare le dimissioni per protesta contro l'utilizzo del certificato verde in ambito universitario. Onore al merito. E il professore, in quell'occasione, non si è neanche astenuto dal parlarci dell'enorme senso di libertà che ha tratto da questa sua scelta radicale.

E l'immagine di apertura del post? Immagino sappiate ormai tutti cosa significa quel numero, nonostante la campagna di di intorbidamento delle acque messa in atto in questi giorni dalla (dis)informazione mainstream, nel tentativo di confondere le idee al più alto numero di persone possibile (cosa che fa quotidianamente, senza sosta, da quasi due anni a questa parte). Del resto, signore e signori, i pusher di stato hanno da spacciare la terza dose... e mica crederete che si lascino rovinare a cuor leggero i loro lucrosi affari da quattro numeretti messi in fila? Loro ordinano (e pagano), e i leccapiedi senza vergogna ubbidiscono (e incassano). 


3783 e basta

(la bufala è bona in Campania)


Commenti

  1. Ho i miei dubbi che tutti sappiano cosa vuol dire quel numero, visto la sistematica censura portata avanti dai media istituzionali. Se la notizia fosse giunta alle orecchie di tutti avremo 60 milioni di italiani inca##ati neri nelle piazze. Viceversa tutto tace.

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    Risposte
    1. Esatto, Obs. Per questo ho pensato bene di mettere il video di Torella per chiarire la cosa ai "distratti" ;-)

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