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Visualizzazione dei post da Aprile, 2016
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The Studio Section Two - Mike Kaluta /3

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Ricorderete forse che nell'anno 1973 era stata commissionata a Barry Smith la copertina della riedizione dell'lp Reflyte dei Byrds  (in caso contrario vi rimando, per una rinfrescata, al quinto post di questa serie). Bene, lo stesso accade nello stesso anno a Mike Kaluta, sebbene stavolta io non sia in grado di dire nulla sulle circostanze che hanno portato al suo arruolamento. Si tratta comunque, anche in questo caso, di una riedizione (sebbene ridotta di alcune canzoni) dell'unico 33 giri registrato dal cantante e attore Bobby "Boris" Pickett con la sua band The Crypt-Kickers. Uscito in origine nel 1962, il disco è tutt'altro che l'opera oscura che potrebbe credere chi non lo conosce, almeno a giudicare da quel che si trova scritto su Wikipedia: Pubblicato dalla Garpax Records di Paxton, il singolo [Monster Mash] fece un milione di vendite, raggiungendo il primo posto in classifica nella Billboard Hot 100 per due settimane prima dell'Halloween del 1…

Solve et Coagula - pagina 144

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Parte II - Capitolo 1 /16
Era comunque evidente che chiunque ne fosse stato l’artefice, il padre di Paula Susi o lei stessa, l’organizzazione della libreria era stata condotta con spirito da bibliotecario. Anche il nuovo scaffale era monotematico e comprendeva solo opere che trattavano di antropologia e folclore, con un occhio di riguardo per l’area nord-europea. Ad attrarre subito l’attenzione di Massimo fu un’edizione rilegata del Kalevala, impreziosita da riproduzioni a colori a pagina intera degli affreschi di Gallen-Kallela sullo stesso soggetto. Inginocchiato sul pavimento, alla luce fioca delle candele, guardò le immagini a una ad una prima di riporre il volume al suo posto. Riconobbe poi l’opera di Hartland sul folclore inglese, nella stessa identica edizione che aveva sfogliato ore prima alla Bury St. Edmunds’ Library, e si scoprì desideroso di rileggere la storia dei bambini verdi che aveva in parte già scordato. Ma quando allungò la mano verso il libro, l’occhio gli cadde su…

The Studio Section Two - Mike Kaluta /2

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Se Barry Smith vanta il primato di primo disegnatore assunto dalla Marvel da semplice fan, senza nessuna esperienza precedente nel settore (e, per una coincidenza, è divenuto famoso grazie alla prima serie a fumetti pubblicata su licenza dalla "casa delle idee", Conan the Barbarian), Mike Kaluta ha invece dovuto seguire la prassi consueta che prevede di farsi le ossa prima di essere arruolato nelle fila di una casa editrice importante, che nel suo caso sarà la DC.
Nello specifico, inizia la sua carriera appoggiandosi a Graphic Showcase, una fanzine di cui usciranno tre soli numeri, tra il 1967 e il 1970.
Il primo numero di GS presenta soltanto le prime dieci tavole di Eyes of Mars, una storia di fantascienza di cui Kaluta realizza sia i testi che i disegni, ma già nel secondo numero la fanzine si arrichisce del contributo dell'amico Berni Wrightson e nel terzo di quello, tra gli altri, di Steve Hickman. Come forse ricorderete, sia l'uno che l'altro li abbiamo incon…

Insieme raccontiamo 8: L'intervista

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Per il mio racconto di 300 caratteri mi sono stavolta ispirato a Domina Nocturna, un personaggio che compare, per poche pagine, ne L'arcobaleno della gravità di Thomas Pynchon. Nella scenetta immagino che dal romanzo sia stato tratto un film.

#insiemeraccontiamo #giochi

L'incipit di Patricia
Erano seduti di fronte. Elegante, di classe. Sexy. Decisamente amante delle palestre e dei centri benessere. Si capiva da lontano un chilometro.
Ora doveva cominciare l'intervista ma non riusciva ad aprire bocca. La sua bellezza avrebbe imprigionato chiunque.
Poi, all'ennesimo richiamo della regia...

Il mio seguito
…riuscì a spiccicare la prima domanda: “Com’è stato interpretare Domina Nocturna?”. In fondo, aggiunse dentro di sé, intervistare in un programma dove gli attori devono comparire nei loro abiti di scena ha i suoi bei momenti: la donna indossava un manto di ermellino e alti stivali neri. E null’altro.

Potete leggere i finali degli altri partecipanti nel post di Myrtilla's …

Solve et Coagula - Pagina 143

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Parte II - Capitolo 1 /16
Qualunque cosa avesse detto, che gli fosse o meno piaciuto viaggiare di notte, Massimo era certo che la sua risposta non avrebbe cambiato nulla e rimase in silenzio. Fu così di nuovo Paula a parlare. «Io adesso devo allontanarmi per un po’. Passerò a prenderti tra due ore. Scegli tu se rimanere per tutto il tempo qui ad aspettarmi o farti due passi. Potresti perfino farcela a visitare il museo di storia locale, che vanta il primato di essere il più piccolo museo di tutto il Regno Unito» concluse con voce divertita. «Per il momento rimango qui, poi vedrò. Grazie» replicò lui, che per quel giorno si sentiva già abbastanza saturo di informazioni e impressioni varie. Paula annuì con un sorriso, poi, l’istante dopo, fu in piedi, con uno scatto così felino che per un momento Massimo si spaventò sul serio. Ogni dettaglio della scena, dal particolare abbigliamento della donna alla scarsa illuminazione che creava bizzarri contrasti di luce e ombra, aveva subito riportato …

Meme cinefilo: 25 indiscrete domande cinematografiche

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Uno pensa di poter navigare in tutta tranquillità, impunemente, ed ecco che, all'improvviso... ti piove un meme tra capo e collo. E per di più del tipo che giudichi il più irresistibile e irrinunciabile di tutti: un meme sul cinema, che ti permette di spiattellare qualcosa di inedito sui tuoi gusti e le tue repulsioni in materia. Ad agguantarmi è stato stavolta il buon Miki Moz, dal cui post scopro però che l'idea originale è di Sofàsophia, la cui citazione mi pare quindi doverosa prima di passare a rispondere alle sue
25 indiscrete domande cinematografiche

1. Il personaggio cinematografico che vorrei essere? Tarzan. Per la vita selvaggia e avventurosa, ma anche e soprattutto per finalmente tradire Jane con La di Opar.

2. Genere che amo e genere che odio?
Generi che amo: horror (eccetto film di zombi), thriller, erotico, fantascienza umanistica alla Tarkovsky. Che odio: western, guerra (eccetto Full Metal Jacket di Kubrick e L'Infanzia di Ivan di Tarkovsky) e qualunque film di …

Trilogia delle Madri /1 - Le origini: Thomas de Quincey e il Suspiria de profundis

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Tra i film che ho visto più volte nella mia vita figurano senza dubbio i primi due capitoli della Trilogia delle madri di Dario Argento: Suspiria e Inferno, due pellicole che hanno il potere di solleticare come poche altre un certo mio gusto per il gotico, il misterioso e l’occulto; solleticazione che si potenzia poi in notevole misura ogni volta che a questi tre elementi si accompagnano i temi del mito e della leggenda. E poiché sono abbastanza sicuro che non tutti tra voi abbiano ben presente queste due pellicole, voglio darne un’idea generale prima di affrontarle da un altro punto di vista, più specifico e circoscritto. E voglio farlo, come specificato dal titolo del post, partendo dalle origini.
Tutto comincia con un sogno, o una visione, dello scrittore inglese Thomas De Quincey – ammiratissimo da Baudelaire e noto soprattutto per le sue Confessioni di un oppiomane – la cui descrizione è oggetto del capitolo finale di una sua opera del 1845, Suspiria de Profundis. Al centro della …

The Studio Section Two - Mike Kaluta /1

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Fumetto e illustrazione... Ogni campo ha i suoi motivi di attrazione.
Disegnare fumetti mi permette di creare un intero mondo, di aggiungere i personaggi, la luce, gli angoli di visuale, il ritmo che guiderà il lettore dall'inzio alla fine. Farlo bene dà una grande soddisfazione sebbene richieda una gran quantità di tempo.
L'illustrazione deve poter aggiungere qualcosa a ciò che si sta illustrando - al suo meglio dovrebbe diventare l'elemento dominante. E fare illustrazioni offre all'artista così tanto spazio a cui dedicare la propria visione, insieme a certe tecniche e metodologie che funzionano solo con l'immagine singola.
(Michael Kaluta, Wings of Twilight, 2001)

Scrivere una serie di post su Michael William Kaluta dopo cinque dedicati alla figura di Barry Windsor-Smith non può che dare a tratti un senso di ripetizione, almeno al livello delle loro carriere professionali. L’impressione è un po' quella di trovarsi di fronte a due artisti gemelli, separati in q…

Solve et Coagula - Pagina 142

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Parte seconda - Capitolo 1 /14
Era rimasta fuori forse la domanda principe, la più decisiva: In che cosa e perché lei stava cercando di coinvolgerlo? Ma a trattenere Massimo dal porla c’era la quasi certezza che non avrebbe ottenuto risposte convincenti. Nessuna di quelle che aveva ascoltato finora lo era fino in fondo. Avevano sì una loro logica, ma del tipo più contorto. Decise così di ripiegare, per il momento, su una domanda dall'apparenza più innocua. «Perché la tua casa è in vendita?». Il nuovo sorriso malizioso che affiorò sul volto di Paula sembrò smentire subito i calcoli di Massimo. Forse era troppo sospettoso, ma neanche quella domanda sembrava destinata a evocare quella risposta limpida che aveva sperato.

Il Maestro e Margherita - Un percorso per immagini /7: capitoli 14-18 (prima parte)

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Capitoli 14 - 18 (Sia gloria al gallo! - Il sogno di Nikanor Ivanovic - L'esecuzione - Una giornata convulsa - Visitatori sfortunati)

Anche le trascrizioni cinematografiche de Il Maestro e Margherita più fedeli alla lettera del romanzo evitano di adattare per intero il capitolo 15, dedicato in gran parte al resoconto di un sogno di Nikanor Ivanovic Bosoj, Presidente dell'Associazione Inquilini del n. 302-bis di via Sadovaja, messo nei guai da Koroviev con l'episodio della valuta estera nascosta nel condotto di areazione del bagno (vedi: I tiri di Koroviev ). Basti dire qui che Bosoj, dopo un interrogatorio dai risvolti surreali alla stazione di polizia, finisce anch'egli internato nella solita clinica del dottor Stravinskij, ospite della stanza n. 119.
Il capitolo 16 appartiene invece alla seconda linea narrativa del romanzo, quella dedicata alla personale rivisitazione di Bulgakov della storia della passione e crocifissione di Ieshua. Lo evito quindi del tutto, in bas…

Solve et Coagula - Pagina 141

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Parte II - Capitolo 1 /13
«Rilassati e prendi una sedia. Penso che abbiamo bisogno di scambiare due parole» aggiunse la donna. Due parole? Sarebbero poche anche duemila, si disse Massimo, mentre sistemava la sedia dove lei gli aveva fatto cenno, dal lato opposto del tavolino con le candele. Quando si fu seduto e la guardò si accorse che la discrepanza apparente tra i due occhi era del tutto scomparsa e che i suoi capelli erano in realtà più in ordine di quanto gli fosse sembrato nella semioscurità. Ma notò anche, per la prima volta, la calzamaglia nera che la vestiva da capo a piedi come una guaina o una seconda pelle. Anche le misure del suo corpo, pensò a volo di meteora, avevano tutta l'aria di essere quelle giuste. «Immagino tu ti sia posto più di una domanda in questi ultimi giorni» continuò Paula, mettendo fine al nuovo breve momento di silenzio che si era frapposto tra loro.