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Visualizzazione dei post da Giugno, 2015
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Solve et Coagula - Pagina 119

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Capitolo 10 - parte 4
Il maresciallo non accennò minimamente a togliersi il soprabito prima di sedersi con lei al tavolo di cucina. Doveva essere un tipo freddoloso, pensò Luisa, o forse voleva solo incuterle soggezione mostrandosi più imponente di quel che era.«Come forse immaginerà» attaccò a dire mentre sorseggiava il suo caffè, «Quelli dell’ospedale dove era ospitata sua madre hanno prima cercato di mettersi in contatto con l’ex marito, cioè con suo padre».Luisa annuì ma attese che fosse ancora a parlare. «Il primo tentativo lo hanno fatto sul cellulare, ma senza successo, allora hanno deciso di cercarlo sul posto di lavoro, all’ospedale. La risposta è stata che quella mattina non si era presentato al lavoro, ma immagino che di questo lei sia al corrente…».Luisa annuì di nuovo, ma stavolta il pubblico ufficiale non sembrava disposto ad accontentarsi di così poco. «Hanno anche aggiunto di aver saputo da lei che il loro dipendente era stato colto da un malore durante la notte e che i…

Midsommarfesten, la Festa di Mezza Estate - Seconda e ultima parte

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In questa seconda parte entriamo nel vivo della Festa di mezza estate scandinava, in origine una celebrazione pagana in onore dei gemelli divini Freyr e Freyja. I due dei rappresentano la dualità maschile-femminile e la festa sancisce il loro incontro nel solstizio d'estate - punto di equilibrio in cui la massima espansione della luce diurna coincide con il momento in cui l'oscurità ricomincia impercettibilmente a riguadagnare terreno. Su questo nucleo originario si è poi innestata la tradizione, più meridionale, del Palo di maggio.Nel corso dei preparativi della Festa, è compito degli uomini rivestire di foglie il palo, mentre le donne intrecciano le ghirlande di fiori che saranno appese al braccio orizzontale del triangolo solare posto alla sua sommità. Dall'unione cerimoniale tra il palo e le due ghirlande nasce il Palo di maggio o Palo di mezza estate.
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Quarta canzone
VÅRVINDAR FRISKA

Con la terza canzone, le donne avevano cantato per gli uomini. Ora è il turno degli …

Solve et Coagula - Pagina 118

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Capitolo 10 - parte 3
Luisa non ebbe però il tempo di crucciarsi troppo, perché meno di trenta secondi dopo suonarono alla porta. E adesso?si chiese. Che Alessandra si fosse dimenticata di prendere le chiavi non lo riteneva probabile. Suo padre? Giulia? Ma no, avrebbero prima telefonato. All’improvviso, mentre era ormai a un passo dal rispondere al citofono, le tornò in mente la polizia. Possibile…?L’istante dopo il campanello trillò di nuovo, e a quel punto decise che avrebbe comunque risposto.«Polizia» scandì la voce, con un’urgenza appena accentuata.Luisa per un momento si sentì gelare il sangue, ma poi ritornò velocemente padrona dei suoi nervi.«Salite pure, all’ultimo piano. Mi dispiace, ma dovrete fare le scale a piedi, il palazzo è senza ascensore».Poi pensò che doveva agire, e molto in fretta.

Midsommarfesten, la Festa di Mezza Estate - Prima parte

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Nel 2010, un mio amico svedese legato a un gruppo neopagano, mi invitò a una celebrazione della Festa di mezza estate, ma non nelle vesti di spettatore turista bensì in quelle di partecipante attivo. In altre parole, avrei dovuto unirmi ai canti e alle danze che scandiscono le varie fasi di un rituale complesso e elaborato che, se fatto come dovuto, conserva ancora oggi - come ho avuto modo di verificare in prima persona - almeno una parte del suo significato originale. Ho usato il distinguo perché in realtà, in quasi tutta la Svezia, la festa di mezza estate ha finito per trasformarsi in una semplice sagra paesana, dove si pensa più che altro a abbuffarsi, sballarsi e, se va bene, fo***re. Per fortuna, con gli agganci giusti è sempre possibile finire nel posto giusto.
Non ho preso nota del giorno preciso dell'evento che mi ha visto tra i protagonisti, ma doveva essere sabato 26 giugno 2010, dal momento che, a partire dal 1953, la festa viene celebrata in tutta la Svezia nel sabato…

La mini saga del Solstizio d'estate
e altre notizie in breve

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Come già sa chi segue la mia blog novel, per una settimana il blog sarà, in via eccezionale, collegato al calendario. Ospiterà cioè un articolo "a tema", riguardante sia il Solstizio d'estate che la Festa di San Giovanni, le cui due parti vedranno la luce rispettivamente sabato 20 e mercoledì 24. Il blog riprenderà poi il corso normale (si fa per dire) delle pubblicazioni da domenica 28, con la pagina 118 di Solve et Coagula.
Ci tengo a dirlo perché l'articolo in questione ha avuto delle ben strane vicissitudini nel corso degli anni. Da me concepito ai tempi del precedente blog, Power Spot, per chissà quale motivo ne saltai la pubblicazione. Mentre lo scorso anno, con il presente blog già attivo, mi ricordai troppo tardi di averlo nel cassetto, quando il mese di giugno era ormai trascorso. Ma poiché è anche un articolo che ha finito per acquistare per me sempre più rilievo con l'accentuarsi dell'importanza di certe categorie che utilizzo, da quel momento in po…

Solve et Coagula - Pagina 117

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Capitolo 10 - parte 2
La foto tessera ritraeva Alessandra, non c’erano dubbi, così come le descrizioni dei particolari fisici. Per il resto, però… nome, cognome, luogo e data di nascita, il documento riportava i dati della sua precedente inquilina, Ilaria. In altre parole, era falso. Ma com’era possibile? si chiese Luisa. Alessandra era una ragazza che viveva in una condizione al limite dell’autismo, mentre il furto di identità era un’operazione da farsi con tutte le regole se si voleva essere certi di farla franca nel lungo periodo. Più ci pensava e più vedeva una sola spiegazione possibile: dietro Alessandra, nell’ombra, si muovevano altre persone - quasi sicuramente i membri di un’organizzazione - che erano potenzialmente molto pericolose se si dimostravano capaci di portare avanti operazioni così complesse e rischiose.

Edward Hopper, americano - In risposta a un lettore del blog

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Io non ho subito influenze. Davvero. Non lo dico per vantarmi. Ogni artista ha un nucleo di identità che è solamente suo. Edward Hopper
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Cambio di programma. Il discorso su Hopper e Rilke devia oggi di percorso, dopo un dialogo che si è instaurato, via e-mail, tra me e un lettore del blog. Costui, che si firma Highnoon (il titolo del quadro di Hopper che vedete qui in alto), ha criticato la mia sottovalutazione, nello scorso post, dell'influenza sulla pittura di Hopper di correnti artistiche come l'Impressionismo e la Metafisica. Ne è seguito un libero scambio di opinioni, basato soprattutto sul contenuto di un libro delle edizioni Abscondita in cui sono raccolti i pochi testi scritti dallo stesso Hopper, assieme alle dichiarazioni e interviste da lui rilasciate nel corso degli anni.Scambio che si è infine concluso con un sostanziale pareggio, ma che mi ha anche indotto, nel frattempo, a pensare di espanderne il contenuto fino a trasformarlo in un articolo. Parlerò comunque…

Solve et Coagula - pagina 116

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Capitolo 10 - parte 1
Poiché per il momento aveva anche smesso di nevicare, Luisa decise di fare a piedi il tratto di strada, un paio di chilometri, che separava il supermercato da casa sua. Passato l’iniziale attacco di panico, cominciava a ragionare con mente più fredda e in più, parlando con Irene (ormai una ex collega di Giulia?), era giunta a conoscenza di un dettaglio che forse le sarebbe tornato utile. Se infatti la ragazza non si era troppo meravigliata nel vederla portare quella stupida presunta lente a contatto, che le allargava a dismisura l'iride, era soltanto perché l’aveva presa per una prova del Carnevale dell’indomani. Da quel momento, saputo che quel giorno era la vigilia di Carnevale, un dettaglio che prima le era misteriosamente sfuggito, il mondo attorno a Luisa si era come riempito di colori. Dov’era stata finora, continuava a chiedersi, mentre guardava le vetrine del Centro tutte animate dai chiari segni dell’imminenza della festa e le strade disseminate di co…

Rilke e Hopper tra visibile e invisibile - (Re-edit, terza parte)

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Nella sua tarda produzione pittorica, l'intento di Edward Hopper è quello di esprimere l'esperienza di vedere e percepire il mondo trattando la luce in modo tale da farla diventare quasi un oggetto materiale. La sua enfasi sulla luce e la dissoluzione degli oggetti materiali, insieme alla sua capacità di visualizzare una realtà interna, trovano la loro massima espressione in Sun in an Empty Room, uno dei suoi ultimi dipinti.Hopper aveva il raro dono di saper percepire la realtà come totalità presente nelle forme del mondo esteriore, di vedere la verità essenziale. La sua percezione intuitiva gli permetteva di porsi davanti alla vitalità intrinseca agli oggetti del mondo. Pertanto non era solo giustificabile, ma necessario che Hopper si attenesse alle forme empiriche del mondo. Erano il suo punto di partenza e la sua meta, così come erano il veicolo della sua arte, le cui qualità, così uniche, continuano a mettere in discussione ogni forma di astrattismo.
Nelle opere della sua m…