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Gli occhi di Modì. Il lato b - Anteprima 4 /4




Shaula II: Gli occhi di Modì

estratto dalla prima stesura - finale


“Un bagno caldo con Diotima” lesse, scandendo le parole a una a una, Katiuscia-Sheherazade.
A scrivere la frase era stata senza dubbio la stessa Angelica-Diotima, come aveva reso chiaro a tutti la sua reazione anticipata alla lettura ad alta voce del biglietto.
“Hei, non vale” protestò Flavio, “quel biglietto avrebbe dovuto pescarlo un uomo!”.
“E invece l’ho pescato io” gongolò Katiuscia, difficile dire se più perché apprezzava l’idea del bagno con l’amica o per il divertimento di aver sottratto quella possibilità a uno degli elementi maschi del gruppo. Che, dal canto loro, non poterono far altro che osservare le due ragazze allontanarsi a braccetto in direzione del corridoio e del bagno, mentre la stanza sprofondava in un improvviso plumbeo silenzio. Perfino io che non c’entravo nulla con il gioco, mi sentivo, o per empatia o per istintiva solidarietà maschile, come derubato di qualcosa.
“Beh, ci saranno altre occasioni” commentò infine Adriano, scrollando le spalle e invitando i suoi compagni a prenderla con altrettanta filosofia.

* * *

Meno di un’ora eravamo tutti riuniti insieme attorno al grande tavolo del piano terra, compreso Diotima e Sheherazade, che continuarono tuttavia ancora per un po’ a scambiarsi occhiate complici sottolineate da sorrisi tutt’altro che celati. Solo con gradualità entrarono a loro volta a pieno titolo nella conversazione in corso, che toccò tra le altre cose, proprio come speravo potesse succedere, la questione dei nomi di battaglia. Una parte di me continuava infatti, contro ogni logica, a credere che avrei potuto ricavarne delle informazioni utili riguardo al nome Shaula, e drizzai gli orecchi soprattutto quando prese la parola Anselmo. All’apparenza, l’unico motivo per cui lui aveva scelto il nome Ogotemmeli era per fedeltà alla sua dottrina mistico-geologica, in altri termini perché il santone africano viveva in una zona semi-desertica.
“Ma chi sarebbe esattamente Ogotemmeli?” domandai.
“Sarebbe un cosiddetto saggio africano” mi rispose Angelica, precedendo il fratello.
Naturalmente notai subito l’ironia insita nel suo tono di voce, e nella sua scelta di parole.
“Perché 'cosiddetto'?”.
La ragazza assunse un’espressione di totale disgusto prima di rispondermi di nuovo.
“Pensa che sponsorizza nientemeno che la clitoridectomia, l’escissione del clitoride che viene praticata alle ragazzine africane”.
“Però ammetterai che c’è una profonda ragione simbolica dietro un simile gesto” intervenne suo fratello, all'apparenza punto sul vivo.
“Me ne frego delle ragioni simboliche” ribatté lei. “Io al mio grilletto ci tengo”.
“Idem per me” aggiunse prontamente Katiuscia.
La mia curiosità, e non solo la mia, era però ormai alle stelle.
“Quale ragione simbolica?” domandai ancora, ritenendo perfino possibile di avere finalmente imboccato la pista giusta.
“È troppo lungo da spiegare” replicò Anselmo, accompagnando le sue parole con un gesto perentorio della mano, e tornò a concentrarsi sui suoi spaghetti.
Angelica si dimostrò invece del tutto volenterosa di approfondire la questione. “Ci provo io a spiegartelo. Intanto per cominciare devi sapere che Ogotemmeli è il protagonista di un libro intitolato Dio d’acqua, scritto da un etnologo francese che ha raccolto i suoi insegnamenti. Per quello che ne ho capito io, secondo Ogotemmeli e il suo popolo, i Dogon, lo stato originale e perfetto dell’essere umano, ma anche di tutta la creazione in generale, è quello della gemelliparità. Tutto dovrebbe procedere, secondo le regole, per coppie e la singolarità non solo dovrebbe essere vista come un’eccezione, ma come una vera sciagura”.


Si interruppe per un momento, come per riordinare le idee, e Anselmo subito ne approfittò per prendere lui la parola.
“Quello che ha detto fin qui Diotima è corretto” esordì. “Secondo la cosmologia dei Dogon accadde, a un certo punto della creazione, una catastrofe cosmica: lo Sciacallo nacque da solo, senza un gemello. Un evento che si estese poi a tutti i livelli successivi della creazione, compreso l’uomo, corrompendola.
"Il Creatore cercò tuttavia di correre ai ripari ed escogitò un trucco. Fece in modo di ricreare la gemelliparità all’interno di ogni singolo individuo e lo dotò, indipendentemente dal sesso di nascita, sia di un’anima maschile che di un’anima femminile. Ma era una soluzione di ripiego, a sua volta apportatrice di disordine, a cui bisogna porre continuamente rimedio in un modo o nell’altro e qui entrano in gioco la circoncisione e la clitoridectomia”.
Anselmo si interruppe sua volta e guardò la sorella, con l’evidente proposito di lanciare di nuovo a lei la parola.
Angelica accolse l’invitò senza esitare. Sembrava proprio, a guardarli e sentirli parlare, che avessero trascorso molte ore insieme a discutere di quel libro.
“Attraverso la circoncisione per l’uomo e la clitoridectomia per la donna" spiegò, "si elimina l’anima femminile, attaccata al prepuzio, dal corpo dell’uno e l’anima maschile, attaccata al clitoride, dal corpo dell'altra. Si ristabilisce così un ordine almeno provvisorio delle cose, mentre quello vero potrebbe ristabilirsi in pieno solo con il ritorno alla gemelliparità originaria della creazione”.
“Non è un po’ come dire che la teoria junghiana di anima e animus è fondata su una specie di errore?” osservò Vincenzo, approfittando di una nuova pausa di Angelica.
“O un po' come dire che non conviene spingersi a leggere troppo oltre Topolino?” aggiunse scherzando Fabio.
Ma Angelica li ignorò entrambi e riprese da dove si era interrotta. “Non è finita qui. Una volta tagliato, il prepuzio si trasforma in una specie di lucertola, chiamata Nay, mentre il clitoride diventa uno scorpione”.
Pensai subito a un possibile nesso con Marzia e il suo tatuaggio. E, in ogni caso, la mia ex-amica era nata proprio in Africa, in Sud-Africa.
“I Dogon sono sudafricani?” chiesi.
Anselmo negò con decisione. “No, sono un popolo del Mali che si trova molto più a nord”.

* * *

Ore dopo in macchina, sulla via del ritorno in città, stringevo tra le mani una copia di Dio d’Acqua. Mi era stato concesso di prenderlo in prestito dalla piccola collezione di libri della colonica - che conteneva tra gli altri tutti i libri da cui i membri residui della comune avevano tratto i loro nomi - da Anselmo-Ogotemmeli in persona, dietro giuramento solenne di trattarlo come un figlio e di non tenerlo con me per oltre un mese. Dopo tutto quello che avevo sentito, non potevo evitare di fare almeno il tentativo di stabilire dei collegamenti tra la presenza del disegno dello scorpione sul corpo di Marzia e la sua indubbia fissazione per la zona genitale, che mi aveva dimostrato a più riprese nel corso della nostra interazione, dal nostro primo incontro sul treno fino all'episodio del bar di poco precedente alla nostra separazione. Per quanto l'idea non mi entusiasmasse, tutto quel che continuava ad accadermi intorno sembrava spingermi a riconsiderare la mia decisione, presa da meno di una settimana, di non dedicare più un solo momento del mio tempo alla questione Marzia-Shaula. In fondo Dio d'acqua – scritto per di più da un autore francese, un etnologo di nome Marcel Griaule – poteva benissimo essere uno dei famosi mille e più libri innominati che avevano contribuito alla formazione di Marzia e della sua sfaccettata personalità.

4 - Fine dell'anteprima

* * *

Le immagini del post sono (dall'alto in basso): 

Roger Dean: dettaglio di copertina dell'album degli Yes, Keys to Ascension (1996)

Matthew Ridgway, Dogon Dream. Dal sito: fineartamerica

Commenti

  1. Eh, ma che succede a questo punto? o.O Interrompi in cotanto punto critico :O
    Shock a parte, mi pare ottimo: hai un bello stile e nel lettore (almeno in me) riesci a instillare curiosità e suspense.
    A pensarci bene, anche troppo... che succede poi?
    Buona domenica ^^

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    1. Succede che la ricerca su Shaula va avanti. L'anteprima precedente, che è in realtà cronologicamente successiva a questa parte nel corso della storia, ne racconta un'altra fase.

      Grazie mille per i complimenti:)) Lo shock a cui ti riferisci sarebbe sempre quello di "Scarpa a banana"?

      Buona domenica altrettanto, Glò, e ancora grazie per avermi seguito e supportato anche in questa mini impresa *__*

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    2. Oh sì, lo shock per quella hit è stato grande XD
      E invece no!!! Dopo questa serie di post, si rimane incantati e fregati! :D Io DEVO sapere!
      Mannaggia...

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    3. Mi sa che dovrai pazientare, Glò. Non posso spoilerare il finale della vicenda, per esempio dicendoti che... ^^

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  2. Il racconto e i suoi simbolismi diventa sempre più interessante. Buona domenica :)

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    1. Grazie Giulia, mi fa molto piacere sentirlo. Vengo a trovarti presto nel blog, oggi è stata una giornata piena. Buona serata :)

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  3. Ciao Ivano.
    Ho letto ieri ma ero troppo fusa per risponderti.
    Come dice Glò il tuo stile è veramente intrigante. La voglia di continue nella lettura, la curiosità che fai nascere sono notevoli. Come notevole è la tua birbanteria a mollarci così... :P) ahahahahah
    Anche in questo scritto come in Solve et coagula c'è molto mistero e arcano. Ci sono storie che hanno radici profonde nel passato anche molto remoto. Qui forse, nell'estratto si nota meno ma credo che nella stesura definitiva la tua passione per il simbolismo e la mitologia, la storia antica di leggende e realtà, avranno un impatto più forte.
    Complimenti!

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    1. Grazie per i tuoi complimenti, Patricia :))
      Spero davvero di uscire presto con il primo volume, L'estate dei Fiori Artici, dove alcuni dei riferimenti di questa anteprima - almeno tutti quelli che riguardano la figura di Marzia/Shaula - trovano una spiegazione.
      Per il momento ti rimando a stasera a mezzanotte (fidati ^_^)

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    2. Cercherò di fidarmi ahah
      Tu non fidarti di me... ho sbagliato la parola per l'evento di ximi.... sono cotta!!!!

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    3. Non me ne ero accorto.. ho imparato solo oggi le quattro parole a memoria ;D

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  4. Ma quali progetti hai per questo manoscritto? Tenterai la pubblicazione con un editore, lo autopubblicherai...?

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    1. L'idea è l'autopubblicazione, Ariano. Già i miei tempi sono di per sé da esodo biblico, se si aggiungono pure quelli degli editori... ho una certa età ormai ;-)

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  5. O cavolo! E' così che giustificano la clitoridectomia??? Bastardi!
    Ivano certo che frequentavi una compagnia un po' anomala, intelletualfiglideifiori, ma questo e il tuo modo di scrivere, rende la cosa interessante, perché un po' fuori dalla vita di tutti i giorni.

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    1. Grazie per il tuo apprezzamento, Anna Maria, sempre molto gradito :))

      Riguardo alla "giustificazione", il sistema mitico-cosmologico Dogon in cui è inserito il discorso che ho riportato sopra nel post, è una delle più imponenti costruzioni del pensiero umano di cui noi occidentali siamo a conoscenza. Pensa che il primo volume di "Volpe pallida" dell'etnologo Marcel Griaule che ne tenta una sistematizzazione è di 600 pagine e ne costituisce appena l'inizio.
      L'intervento di mutilazione sugli organi sessuali femminili o maschili (in Australia esiste per esempio la sub-incisione maschile che è tutt'altro che una cosa leggera), è compreso nei riti di passaggio di gran parte delle culture tradizionali del pianeta.
      In altre parole, qualunque intervento noi possiamo fare va a incidere in profondità nel tessuto culturale di popoli in cui la cultura è tutto, e per questo bisogna andarci con i piedi di piombo, senza fondamentalismi.

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    2. Sei un mito, non mi dirai che ti sei sparato 600 pagine di sta roba :P
      Sul discorso del fondamentalismo hai perfettamente ragione, pensavo a me donna e la battuta mi è uscita spontanea.

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    3. Comprensibilissimo, Anna Maria, non preoccuparti ;)
      Il vero etnologo deve viceversa sospendere ogni giudizio e cercare, se ci riesce, di indossare gli stessi occhiali del popolo che si trova a studiare. E' questo che lo differenzia dal politico che esporta la democrazia con le bombe.

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  6. Letti ora i 4 estratti. Rpensando anche ai precedenti, hai scritto un romanzo che unisce vari generi e ciò potrebbe risultare un polpettone, un miscuglio che non va da nessuna parte, ma dai tui estratti sembra tutto l'opposto, che tu sia riuscito ad amalgare il tutto in maniera equilibrata

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    Risposte
    1. Grazie mille per la tua lettura attenta, Michele. Ciò a cui punto è proprio un mainstream di tipo postmoderno, che consiste per sua natura in un amalgama e un equilibrio di generi.

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