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A che punto sono? - Lo stato del mio editing





"A che punto sei?". Dovevo confrontarmi abbastanza spesso con questa domanda, fino a un paio di anni fa. Vedevo qualcuno, e costui, o costei, mi chiedeva tra quanto tempo avrei pubblicato. Io, me ne sono reso conto più tardi, davo sempre risposte improntate a un eccessivo ottimismo. "E che ne so? Forse tra una settimana, o tra un mese" replicavo, ormai oltre due anni fa. Con il risultato che a nessuno dei miei amici interessa più sapere a che punto sono. Hanno imparato a non fidarsi delle mie risposte e hanno smesso di chiedermelo. E poiché neanche io ne faccio più parola, sono sicuro che molti di loro pensano che io abbia rinunciato al progetto. Voi però sapete che non è così, che la mia Trilogia di Shaula va avanti, anche se non sapete ancora niente di preciso al riguardo. Con questo post ho l'intento di fare un po' di luce sul progetto.

* * *

"Shaula" è la parola attorno a cui ruota tutta la storia. Se vi chiedete il suo significato, vi dico subito che Shaula è il nome arabo della più luminosa delle due stelle che formano l'aculeo della costellazione dello Scorpione. L'altra, la sorella minore, è Lesath. Non si tratta tuttavia di un sistema binario; le due stelle sono vicine tra loro dal punto di vista di noi osservatori ma non dal punto di vista astronomico.
Il protagonista della storia, che è il mio alter ego, fa però questa scoperta solo a metà del secondo volume. Per tutto il primo volume, intitolato L'Estate dei Fiori Artici (titolo ispirato a una poesia di Rimbaud), lui sa soltanto che Shaula è il secondo nome di una ragazza con cui si trova a vivere una serie di bizzarre esperienze. E' a questa prima parte della Trilogia, di cui sto completando la revisione, che è soprattutto dedicato questo post.
Certo, oggi basterebbe digitare le sei lettere della parola su un qualunque motore di ricerca per scoprire che Shaula è il nome di una stella, ma nel periodo in cui è ambientata la mia storia, la fine degli anni '70 del Novecento, non era così semplice fare di queste scoperte. Si tratta per di più di un'informazione che mette sì il protagonista sulla giusta via, ma non basta ancora a fargli risolvere il rompicapo con cui si trova a dover fare i conti. Questo perché Shaula, nella mia storia, è molto di più e riguarda cose all'apparenza lontanissime tra loro come i dipinti di Modigliani e le esplorazioni della Serra del Roncador in Brasile a opera dell'esploratore inglese Percy Fawcett, i libri di Gustav Meyrink e i riti di una tribù indigena del deserto del Kalahari, e mille altre cose ancora. 
Tutto materiale però che riguarda soprattutto i volumi successivi, mentre L'Estate dei Fiori Artici è costituito in gran parte di un resoconto del mio primo, disastroso, viaggio in Francia e di una successiva vacanza di ripiego sul litorale toscano. Ma senza questo inizio, che è in realtà una tappa fondamentale del percorso, il seguito della storia non avrebbe senso.
Anche il secondo volume, Gli occhi di Modì, è del resto ambientato nella mia Toscana, e anche qui predomina l'elemento autobiografico. Il protagonista comincia tuttavia a rendersi conto che dietro la parola Shaula si nasconde molto di più di un semplice nome esotico. Di questo volume ho completato la prima stesura, ma non ho ancora iniziato a revisionarla.
Del terzo, e probabile ultimo volume, non posso dire molto, avendo buttato giù per ora solo una traccia della storia. Si intitolerà Il settimo canto e già questo potrebbe fornire una prima chiave di lettura a qualcuno, ma per quanto mi riguarda, non aggiungerò altro.

* * *

Veniamo adesso alla parte tecnica. L'Estate dei Fiori Artici, primo volume della Trilogia, si compone di tre parti, divise a loro volta in vari capitoli, per un totale di 280 cartelle di 1800 caratteri ciascuna, spazi inclusi.

La prima parte, dal titolo Marzia, un'introduzione (qualsiasi riferimento al titolo del racconto di J.D. SalingerSeymour, un introduzione, NON è casuale) comprende le prime 92 cartelle.
Di queste, ho evidenziato in verde le cartelle di cui ho completato la revisione, mentre le cartelle ancora in corso di revisione sono in rosso:

1-24
25-28
29-34
35-40
41-63
64-66
67-73
74-87
88-92


La seconda parte, dal titolo Vuoi giocare? (ispirato stavolta a una poesia del poeta ungherese Dezső Kosztolányi che ho già pubblicato in questo post del blog) comprende le cartelle dalla 93 alla 222.
Lo stato di revisione delle 130 cartelle è il seguente:

93-94
95-96
97-100
101-104
105-107
108-121
122-126
127-129
130-131
132-133
134-139
140-149
150-151
152
153
154-157
158-162
163-186
187-196
197-207
208-209
210-222


La terza parte, La spiaggia dei Fiori Artici, comprende le cartelle dalla 223 alla 280.
Ecco lo stato di revisione delle 58 cartelle:

223-241
242-243
244-246
247-248
249-280


Naturalmente la suddivisione tra pacchetti di cartelle revisionate e pacchetti di cartelle da revisionare non è così netta, nel senso che le righe iniziali o finali dell'ultima cartella di una categoria possono in realtà appartenere all'altra.

Comunque sia, tirando le somme per ognuna delle tre parti, si ottiene il seguente stato dell'editing:

Parte prima:
65 con revisione in corso
27 con revisione completata


Parte seconda:
42 con revisione in corso
88 con revisione completata


Parte terza:
4 con revisione in corso
54 con revisione completata


E, tirando ulteriormente le somme, ecco il calcolo complessivo delle cartelle:

111 con revisione in corso
169 con revisione completata


Come si vede, la prima parte continua a presentare, ancora a distanza di così tanto tempo, diverse problematicità, dovute in gran parte allo stile di scrittura involuto che mi ha accompagnato per tutta la fase iniziale del lavoro. Certo, alcune parti sono oggettivamente più semplici da scrivere di altre, ma la tendenza generale che rivela questa breve analisi è quella di un mio progressivo miglioramento della scrittura in prima stesura, con la conseguente relativa diminuzione dei tempi di revisione richiesti.
Terrò inoltre d'ora in avanti, avendo finalmente rotto il ghiaccio, una sorta di diario mensile dove registrerò l'avanzamento dei lavori, con la speranza che i numeri in rosso lascino il posto con crescente rapidità ai corrispondenti numeri in verde. Non solo, già nella prossima settimana, per me l'ultima prima delle vacanze estive, pubblicherò un primo post di anteprima dell'opera, cominciando però da un estratto della prima stesura del secondo volume, Gli occhi di Modì.

Mi auguro, per l'occasione, di avervi di nuovo tutti, 
ma proprio tutti, 
qui con me.


* * *

L'immagine in alto sotto il titolo è: Book Kite Fantasy di Vladimir Kush.

Commenti

  1. Sei più o meno a metà dell'opera di revisione. Un in bocca al lupo e un augurio di buon lavoro per la seconda metà (a me la parola revisione mette già ansia adesso che sono a metà della prima stesura...)

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    1. Al 60% dell'opera per l'esattezza.
      Grazie mille per l'augurio, Tenar, che ricambio :)))

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  2. Buon lavoro Ivano!

    ps...non per dire ma noi siamo curiosi..... :)))

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    1. Grazie mille Patricia!
      Curiosa? Ma va', non l'avrei mai detto ;D
      Comunque già dalla prossima settimana potrai soddisfare, almeno in parte, la tua curiosità, con l'inizio delle anteprime *_*

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  3. L'editing è una brutta bestia e non mi sono mai fidato di me stesso (per quel poco che ho scritto!). Dopo una mia prima revisione, la parola finale è sempre spettata ad un amico (comune) che conosce la mia scrittura e sa come 'mettermi a posto'. Buon lavoro!

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    1. Io sono troppo individualista per affidare l'ultima parola, ma anche solo la penultima, a un esterno.
      Comunque, se qualcuno mi farà notare eventuali svarioni nelle parti di romanzo che "regalerò" nel blog (penso un 10% del totale), avrà la mia eterna, sconfinata gratitudine. Le anteprime servono anche a ciò, no?
      Grazie mille per l'augurio, Temistocle!

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  4. Ti capisco, rileggersi, rivedere parti o tutto lo scritto è un delirio. Stancante, ti esalta e ti deprime nello stesso tempo. Ti sembra di non vedere mai la fine... oppure speri che non ci sia mai fine, mah agli psicologi l'ardua sentenza.

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    1. Io spero proprio che una fine ci sia e in tempi relativamente brevi, Massimiliano. Però è vero quel che dici... c'è la depressione ma c'è anche l'esaltazione, perché ti innamori di ogni dettaglio della storia, di ogni dialogo, dei personaggi.

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  5. Anteprime e curiosità, non vedo l'ora! *__*

    P.S.: Non ho capito la cosa delle vacanze... come farai con la blog novel??? o.O
    :3

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    1. Scriverò la prossima pagina, poi la BN chiude per ferie insieme al resto del blog.
      Ci sarà comunque tempo anche per l'anteprima ^_^

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    2. Ero tremendamente ehm... insomma da mandare a quel paese XD

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  6. Accidenti, che strategia organizzativa. Con una pianificazione del genere non potrà che venirne fuori un ottimo lavoro. :)

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    1. In realtà non sono molto organizzato, Marco. Riesco a pianificare le linee generali, ma i dettagli emergono quasi sempre solo in fase d'opera.

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  7. Revisionare i testi è una roba di una noia mortale ma è necessario. Forza e coraggio. Noi non abbiamo nessuna fretta ... ehm...beh, un po' ce l'abbiamo in realtà... ma a questo punto mi sembra di capire che a breve qualcosa si comincerà a vedere...

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    1. Grazie per il sostegno TOM :)
      Un po' di fretta ce l'avrei anch'io, per la verità, ma la tengo bene a bada. Ed è anche vero che qualcosa si comincerà a vedere a breve, già dalla prossima settimana... e il bello è che un po' ti riguarda *_*

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    2. Adesso ho davvero fretta di sapere! ^_^

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  8. Ciao Ivano e un saluto a tutti,

    quando ho letto il titolo del tuo romanzo (complimenti e mi metto in attesa anche io per l'anteprima) un cassettino della memoria ha fatto capolino e la tua spiegazione il resto: è anche il nome di un personaggio di un anime trasmesso l'anno scorso, che ha i capelli a treccia con alla fine un pungiglione da scorpione.

    Tornando al tuo resoconto, mi incuriosisce molto l'alternanza, ben evidenziata dai colori: a cosa è dovuta? (avrei una teoria, ma non voglio sbilanciarmi :P)

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    1. Ciao PiGreco (perché un nick così matematico?) e grazie!
      Di anime so poco e nulla, comunque ho associato anch'io spesso, nella mia immaginazione, la treccia alla coda dello Scorpione. Ho visto poi che esiste anche un videogioco intitolato "Shaula" ma si tratta sempre di territori che non frequento...
      Sull'alternanza mi hai incuriosito. Per me dipende dal semplice fatto che alcune parti sono più ostiche di altre e richiedono una revisione più lunga. Tu hai un'altra ipotesi?

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    2. Quanto tempo e spazio abbiamo a disposizione? :P

      Le origini del mio nick risalgono a più di 20 anni fa (mamma mia come passa il tempo) quando, per la mia affinità tricologica ad una popolazione stanziata nella Grecia nordorientale, un amico dell'epoca mi affibbiò il soprannome di Greco (Tracio non suonava poi così bene). In poco tempo ci fu la personalizzazione con l'aggiunta di Pi: iniziale del mio nome (Paolo) + un banale articolo il. Da questo ne deriva anche la scrittura con le maiuscole (a cui tengo particolarmente).
      Tutto questo favorito dalla mia passione per la matematica, e non solo, e dall'espediente di associarmi caratterialmente al trascendente numero e alle curiosità che ruotano attorno ad esso.

      E per rimanere in tema, la mia ipotesi è nata dalla mia passione matematico-enigmistica: alternanza, numero di pagine, trilogia nella trilogia -> c'è un oscuro motivo!!!
      Rimanendo coi piedi per terra, ma comunque scartando la casualità, ho subito pensato a flussi narrativi, magari legati ad un personaggio, o ad una(la) storia di fondo. Per esplicitare: non so se hai letto "il giglio nero", romanzo scritto a 3 mani, ove ogni scrittrice ha tirato le redini di uno dei 3 personaggi, conoscendone lo stile si riconosce chi ha curato la storia di chi.

      Insomma, l'irrazionalità del Pi ha avuto la meglio in questo caso :P

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    3. Grazie della doppia delucidazione, Paolo.
      In effetti a me di solito resta più facile pensare in termini di tre che di uno. Sarà per questo che mi piace lavorare da solo, se è vero il detto che chi fa da sé fa per tre ^_^

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  9. Un estratto del secondo volume, la bastardata per ingolosire :D

    Buon lavoro ^^

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    1. Per cominciare, Michele, poi pubblicherò anche estratti del primo.
      Grazie dell'augurio. A presto! :)

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  10. Accipicchia come sei organizzato anche nella gestione dell'editing.
    Io sono decisamente più "empirico" :-D

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    1. Ti assicuro che come ho scritto sopra a Marco, sono negato per la pianificazione.
      Comunque il fatto che la storia sia piena zeppa di avvenimenti e personaggi che si intersecano tra loro, mi ha costretto a tenere sott'occhio una quantità di dati biografici e storici che non ti puoi immaginare. Per non considerare quelli astronomici e geografici
      :-O

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  11. Wawww!!! Che lavorone... già è una trilogia e qui la dice lunga, poi così enunciata con tanti intrecci storici, astronomici, letterari (sono andata a leggere la poesia) non è da poco, non stupisce che il tempo occorra. Buon lavoro Ivano, io attendo ^__^

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    1. Grazie Annamaria :)))
      E' un lavorone sì, anche se a volte, almeno nelle prime stesure, mi son trovato quasi a dover rincorrere la mano con il pensiero tanto scorreva fluida la scrittura. Certo, la revisione è un altro paio di maniche...

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  12. Complimenti davvero, sei organizzatissimo. Apprendendo qualcosa in più su questo tuo progetto, mi rendo conto di come deve essere complesso e impegnativo da gestire. Ma il risultato sarà sicuramente straordinario. Ora vado a leggermi l'estratto...

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    1. La prima stesura dei due volumi è in effetti scivolata via molto più liscia di quanto potessi sognarmi. Difficile dire se varrà lo stesso per il terzo volume, ma spero di sì.
      Buona lettura e grazie per la visita e il commento :)

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