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Welcome to Bodé's Cartoon Concert - Vita, opere e morte del messia del fumetto /6




Io mi considero normale. Tutto quel che faccio è giusto e serve a uno scopo.
Vaughn Bodé
* * *


Quando Bodé iniziò a collaborare alle sue pagine, National Lampoon, che esisteva dall'aprile 1970, non era solo la più trasgressiva rivista di satira in circolazione negli Stati Uniti, ma anche la più venduta.
Lo stesso Cheech Wizard diventò il più amato e il più popolare tra tutti i personaggi di Bodé, oltre che una sorta di suo alter ego, che non solo ne condivideva le ossessioni, ma anche, in un certo qual modo, teneva traccia del suo percorso di vita.
Cheech, futuro messia del fumetto, parlava con crescente frequenza di sensibilizzazione dei chakra, di stati superiori di coscienza e di illuminazione, allo stesso tempo che spendeva le donazioni alla sua Chiesa in alcol e ragazze.
I suoi metodi di illuminazione prevedevano "atti o pensieri perversi". E se questi ancora non bastavano, ricorreva a una sua particolare versione della "bastonata zen": un calcio ai testicoli dei malcapitati discepoli.

Una tavola speciale di Purple
Pictography 
nata dalla collaborazione
 con l'amico Bernie Wrightson.
(Da: Swank - Novembre 1971)
Nel frattempo, mentre collaborava con il National Lampoon, Bodé continuava a sfornare pagine di Deadbone per Cavalier e di Purple Pictography per Swank. Ma anche se era sotto costante pressione con il lavoro, continuava ugualmente a proporsi ovunque possibile. E non rinunciava neppure alle sue esplorazioni parallele nel campo della spiritualità e della sessualità.
Quando poi, nel febbraio del 1972, tornò a San Francisco in visita all'amico e collega Larry Todd, si sentiva ormai "spiritualmente obbligato" a correre il rischio dell'lsd, nonostante fosse tendenzialmente refrattario sia alle droghe sia all'alcol. In fondo suo padre si era bruciato proprio con l'alcol.
A casa di Todd, con la foto di Guru Maharaj Ji a vegliare su di lui, Bodé sciolse le pasticche di acido in un bicchiere d'acqua e le ingurgitò. Alla fine giudicò l'esperienza un successo, e quando il mattino successivo si guardò allo specchio, vide un rosone nell'area del suo terzo occhio.

* * *

Jeff Jones - Lily Pads 
L'11 maggio 1972 arrivò il divorzio dalla moglie Barbara. Due giorni dopo, affittò insieme a Jeff Jones una casa rustica di campagna a tre miglia da Woodstock. Quella stessa sera festeggiò l'evento con un triangolo con la ex-moglie e un'altra donna.
Bodé rimase a Woodstock con Jones fino all'aprile 1973. Furono undici mesi di intenso lavoro e di forti conflitti interiori, che ebbero ripercussioni anche sulla sua salute fisica. Alternava fasi di scoramento ad altre di euforia. Una parte di lui ambiva a ritrovare moglie e figlio, e la perduta sicurezza domestica. Un'altra parte, predominante, voleva restare fedele al suo cammino, “totalmente coinvolto con la mia energia nell’Universo (Dio), e io amo questa forza più di quanto ami la vita stessa”.
Nel frattempo continuava a fare esperimenti con il sadomasochismo e il bondage. Specificando di preferire in genere il ruolo di sottomesso rispetto a quello di dominatore. Gli piaceva essere picchiato al volto e strangolato dalle donne. Continuava inoltre a comprare abiti femminili e sia lui sia Jones in casa vestivano in minigonna.

Sempre nello stesso periodo di Woodstock ebbe tuttavia un'intuizione fondamentale che modificò radicalmente la sua stessa tipologia di artista. Ricordate, a questo proposito, l'immagine e la domanda con cui ho chiuso il post precedente? Perché un autore di fumetti aveva scelto di farsi ritrarre con in mano un microfono, anziché con matite e pennelli come sarebbe stato più logico?

La risposta è che Bodé era ancora lontano dall'accontentarsi dei risultati pure importanti che aveva raggiunto dal punto di vista professionale. Non voleva essere un cartoonist qualsiasi. Ambiva a calcare le scene. Voleva essere il Mick Jagger o l'Alice Cooper del fumetto. Erano i suoi idoli musicali, e sognava perfino di riuscire un giorno ad accompagnarli su un palcoscenico.
Creò così The Bodé Cartoon Concert, che mise in scena per la prima volta il 21 ottobre 1972 alla Triple Fan Fair di Detroit davanti a un pubblico di ottanta persone. Lo ripeté alcune settimane dopo, su invito del Dipartimento di Cultura Popolare, alla Bowling Green University, stavolta davanti a duecento persone. Fu l'inizio di una marcia trionfale che culminò un paio di anni più tardi con l'esibizione di Parigi, al museo del Louvre.

Il Cartoon Concert consisteva di 90 minuti di proiezione di diapositive ricavate dalle vignette delle sue tavole. Bodé era l'unica star dello spettacolo e imitava le voci di tutti i suoi personaggi oltre che fare da rumorista. Aveva anche un "costume di scena" che indossava mentre stava sul palco, di lato allo schermo, con un cono di luce puntato su di sé: truccato, con le unghie smaltate di blu, pieno di anelli e collane, indossava un body nero e dei pantaloni di pelle.

Questo che segue è un documento eccezionale, caricato su youtube da mollybode in data 29/8/2009. Bodé vi recita alcune delle tavole di Deadbone che aveva realizzato nel 1970 per Cavalier. Esiste anche una Part Two, dove però Vaughn Bodé è presente solo per circa due minuti; poi subentra il figlio Mark, con delle riprese di un suo Cartoon Concert del 1990. Ma, dispiace dirlo, la differenza dei risultati è francamente abissale.


Commenti

  1. Ho visto anche il video... assurdo! Ahaha!
    Mi sembra di stare nel mondo di Roger Rabbit! XD

    Moz-

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    1. Io lo trovo geniale... è una versione moderna dei cantastorie che giravano di paese in paese con i loro tabelloni di immagini :)

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    2. Sì, vero!! Devo dire che mi ha colpito molto, questo autore.
      E a te una richiesta esplicita: se hai altre opere o anche tavole da analizzare come hai fatto (firme, sigle, scritte nascoste, simbolismi...) scrivine! :)

      Moz-

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    3. Se riesco più che volentieri, Miki. Non è facile però trovare personaggi come Bodé, che sono l'ideale per un blog: interessanti ma poco sfruttati.
      Ho anche impiegato un pò di tempo a decidermi ad affrontare il discorso perché non ero sicuro di quanto materiale sarei riuscito a mettere insieme. Invece ne sta uscendo una serie interminabile di post! :P

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  2. La descrizione del CArtonn Concert più che Jagger o Alice Cooper mi ha ricordato Peter Gabriel nei Genesis.

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  3. E' vero, il Peter Gabriel dei Genesis si addobbava più o meno in quel modo. Gli esordi del Cartoon Concert hanno poi coinciso con la pubblicazione di Foxtrot che da questo punto di vista calzerebbe a pennello. Però Bodé non ha mai citato né Gabriel né i Genesis per quanto mi è dato sapere.

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  4. Grande la tua serie di post su Bodé.
    I miei complimenti!

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    1. Grazie mille Nick! Ovviamente si può sempre fare di meglio, ma ce la sto mettendo tutta :)
      Ma come autore di fumetti lo conoscevi già, Bodé, o il suo nome ti era nuovo?

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  5. Mmm... non vorrei dire, ma secondo me Bodé soffriva di personalità multiple. Basta solo vedere come riesce a cambiare la voce nel video adattandola a seconda del personaggio che interpreta.

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    Risposte
    1. Una volta ho assistito a una rappresentazione del Ramayama nel teatro d'ombre giavanese dove il narratore riusciva a fare quattro voci diverse nel giro di due secondi. Davvero impressionante.

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    2. Sì, infatti! Proprio quello che intendo. Avevo letto in psichiatria di un assassino americano che era un caso da manuale. Aveva qualcosa come ventiquattro personalità che non solo erano dentro di lui, ma che LUI riusciva a vedere esternamente da sé. Ed erano diversissime una dall'altra, c'era ad esempio una bimba piccola e un giovane teppista. Lui cambiava proprio la voce a seconda, solo che non recitava.

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