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Visualizzazione dei post da Novembre, 2013
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Solve et Coagula - pagina 7

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Capitolo 1 - parte 7
Giulia, dal canto suo, al termine del breve consulto non aveva ricevuto un vero e proprio consiglio, ma una specie di predizione.«Il tuo prossimo amore sarà una danza» le aveva detto enfaticamente Eva Luna.Un responso che la lasciò perplessa: «Che significa? Io sono già adesso innamorata della danza».«Forse non è da prendersi così alla lettera» commentò Luisa «l’avrà inteso in senso metaforico».Giulia rifletté un attimo: «Secondo me voleva dire: “Il tuo prossimo amore sarà come una danza”. Così ha più senso, non ti sembra?».Luisa dette un’alzata di spalle: «A me sembra solo che stai dando troppo peso alle parole della tua nuova amica. Avrà detto la prima cosa che le è venuta in mente…».

Solve et Coagula - pagina 6

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Capitolo 1 - parte 6
Quando ebbe finito di parlare non chiese però, come accade di solito in eventi di questo tipo, se qualcuno avesse delle domande da farle. Disse che preferiva dedicarsi a una dimostrazione di tipo pratico, ma, poiché voleva lasciare meno gente possibile a bocca asciutta, non avrebbe fatto vere e proprie letture ma una specie di gioco. Sarebbe cioè passata tra le fila del pubblico con i suoi ventidue arcani maggiori chiedendo a ognuno di scegliere una carta che lei avrebbe poi interpretato. E, dopo avere aggiunto un’ultima premessa e cioè che, per rimanere nei limiti di tempo previsti, non avrebbe potuto dedicare più di tre minuti di orologio a ogni carta, dette il via al giro.Luisa era l’undicesima nella successione dei posti e il suo turno arrivò così più o meno dopo mezzora dall’inizio del gioco. Pescò la sua carta con una certa noncuranza, tra le dodici rimaste, senza poter prevedere quello che la serata aveva ancora in serbo per lei. Quando infatti voltò la cart…

Solve et Coagula - pagina 5

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Capitolo 1 - parte 5
«Ho dovuto chiamarti sul fisso perché avevi il cellulare spento» le spiegò Giulia, seduta al suo fianco.
Era evidente che nella sua frase era implicita la domanda: «Perché avevi il cellulare spento?».
«Mi ero distesa per un po’ sul letto» spiegò Luisa «ne avevo bisogno»
«Allora mi spiace di averti disturbato».
«Non mi hai disturbato. Quando hai chiamato tu mi ero già alzata. Poi sarebbe stato lo stesso…».
Erano sedute, in attesa dell’inizio della conferenza, all’interno di una libreria esoterica di piccole dimensioni che vendeva, guarda caso, anche mazzi di tarocchi. Le poche sedie a disposizione si erano riempite in fretta e loro due, che se l’erano presa un po’ comoda pur essendo arrivate in orario, avevano fatto appena in tempo ad aggiudicarsi gli ultimi due posti a sedere contigui. Alla fine, tra persone sedute e persone in piedi i presenti saranno stati una trentina.

Solve et Coagula - pagina 4

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Capitolo 1 - parte 4
Le restava comunque un po’ di tempo a disposizione prima dell’arrivo dell’amica. Pensò di mettersi a leggere un libro ma di nuovo le tornò in mente Zio Lupo. Capì così di non avere scelta e avviò il computer, per poi digitare le parole “Zio Lupo” nella casella di ricerca di Google.
Non si aspettava niente di che, ma era possibile che a qualcun altro oltre lei fosse stata raccontata quella storiella durante l’infanzia e che questo ex bambino o bambina potesse, a differenza di lei, non averla dimenticata. Quando però, dopo mezzo secondo, le apparve la schermata con i risultati della ricerca, Luisa strabuzzò gli occhi incredula: più di settecentomila risultati?! Alla faccia della stirpe! E anche se era facile supporre che tutte quelle voci avessero solo in minima parte a che fare con la fiaba vera e propria, già la prima schermata era comunque sufficiente a farle capire il reale stato delle cose. In poche parole, mentre lei da bambina l’aveva considerata una specie d…

Solve et Coagula - pagina 3

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Capitolo 1 - parte 3
Luisa non si era mai concentrata così in vita sua, neanche in vista di un esame. Imprevisto, imprevisto, imprevisto… Non aveva idea se servisse a qualcosa e per dirla tutta si sentiva anche un po’ scema a chiamarlo così, tutta abbandonata sul letto mezzo disfatto, ma cosa aveva da perdere provandoci? Ora squilla il telefono e all’altro capo c’è una voce maschile che mi invita a un appuntamento al buio, ecco che ora bussano alla mia porta e mi consegnano un pacco misterioso, o magari adesso scende Zio Lupo dal camino, pensava. Fu colta di sorpresa dallo strano pensiero. Per la verità l’appartamento in cui viveva non ce l’aveva neanche il camino, ma non era questo il punto. A stupirla era proprio il fatto che adesso le tornasse in mente Zio Lupo: anche questo a suo modo era un imprevisto, un mini imprevisto. Ma com’è che era la storia?

Solve et Coagula - pagina 2

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Capitolo 1 - parte 2 (Marcella Andreini)
Forse, ecco l'aveva pensato ancora, forse, dando così il via al suo continuo dubitare; ogni azione era frenata da quell'eterno forse. Le sue uniche certezze erano le regole in cui s'imprigionava: un anno di frequentazione all'università, cercare lavoro dopo Natale. Il forse poteva sembrare una possibilità, ma la possibilità faticava a prendere il volo e così si sacrificava a delle regole ferree. Ci voleva un imprevisto. Anche se lei temeva gli imprevisti: le annullavano i forse e le regole. Quanto avrebbe desiderato un imprevisto di cui non fosse stata, minimamente, responsabile.
 (Il dedalo delle storie, Venerdì 16 agosto 2013)
* Marcella Andreini, con questa pur breve parte, ha stravolto tutta la storia che, nelle mie intenzioni, doveva proseguire con un flashback. Ma anche di questo consisteva il Dedalo.
>> pagina 3

Solve et Coagula - pagina 1

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Incipit (Romina Tamerici)
Davanti a un bivio.
Quel giorno come mille altre volte: un labirinto di speranze e di illusioni in cui tutte le strade sembrano sbagliate.La familiare sensazione di non sapere cosa fare della propria vita condisce la voglia di andarsene lontano, sempre più distanti dalla prigione delle abitudini, dalla tela delle relazioni sbagliate, dai dubbi travestiti da certezze.
(Il dedalo delle storie, Giovedì 15 agosto 2013)

Capitolo 1 - parte 1
Finora aveva sempre anticipato la riflessione all’azione. E se stavolta avesse provato ad agire, semplicemente agire, senza neanche preoccuparsi troppo delle conseguenze. Magari è vero che la fortuna aiuta gli audaci. Se solo fosse stata in grado, pensava, di distinguere dove finisce l’audacia e comincia l’incoscienza… Ed ecco che ricominciano i dubbi, le paure. Bé, certo, le esperienze bruciano e non si cancellano così facilmente.Come quando prese la decisione di lasciare l’università, ma solo dopo essersi costretta a un anno di fr…